MARCO D’AVIANO ALIAS D’EUROPA IN CONSIGLIO REGIONALE A TRIESTE

Il 2 febbraio scorso una delegazione del Comitato pro canonizzazione del Beato Marco ha fatto visita da Pordenone a Trieste al Consiglio Regionale durante la sua seduta. È recente la biografia “Beato Marco d’Aviano. Dal Friuli a Vienna per portare pace” (completamento e ampliamento del testo di don Marcello Bellina) uscita per cura del Comitato grazie al contributo del Consiglio Regionale FVG; come pure la realizzazione della lapide marmorea trilingue (italiano-tedesco-polacco) con medaglione bronzeo effigiante il volto del grande frate friulano del Seicento e la collocazione di essa in facciata della Josefskirche sulle colline del Kahlenberg sovrastanti Vienna: all’affissione dell’opera, resasi possibile per il sostegno della Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia, sono intervenute autorità e gruppi di diverse nazionalità d’Europa presenti a Vienna, anche l’ucraina, insieme alla delegazione del Comitato Beato Marco promotore e alla Regione FVG venuta nella persona dell’assessore Zannier per mandato del presidente Fedriga. Non è poi mancato l’apporto del Comitato all’anno di GO!2025: la conferenza al festival internazionale E’Storia ha messo in evidenza come il futuro Padre Marco avesse studiato a Gorizia in un ambiente culturale aperto all’Europa, ma soprattutto il contributo alla causa dell’unità europea, tema tanto attuale, dato dal cappuccino conterraneo.

Con tali sentimenti il Comitato Beato Marco ha illustrato la sua attività – che guarda in questo 2026 al centenario di San Francesco, figura di riferimento per Padre Marco – ed espresso il grazie per la collaborazione instaurata con la Regione Autonoma. Sono stati presenti all’incontro in Consiglio il presidente dell’assise Mauro Bordin e il consigliere Markus Maurmair ai quali si sono associati Carlo Bolzonello e Lucia Buna e lo stesso assessore Stefano Zannier. È stato consegnato il libro biografico edito e anche un album illustrante la trasferta di settembre ’25 nella capitale d’Austria il cui influsso culturale si percepisce sempre a Trieste, specie nel Borgo Teresiano ai margini del quale sorge la piazza Oberdan del palazzo del nostro Consiglio Regionale.

Gli esponenti regionali hanno condiviso in particolare ciò cui allude il nome con cui Padre Marco fu chiamato dallo scrittore udinese Carlo Sgorlon: quello di “Marco d’Europa”. Esso è un invito a dare il giusto peso alla figura del più illustre friulano, e italiano, della capitale d’Austria, nazione vicina e amica del Friuli Venezia Giulia, favorendone l’approfondimento e la divulgazione del carisma francescano di operatore di pace e unione, anche politica, nel continente. Verso di questo si proietta del resto, con la stessa vocazione di Padre Marco, la regione nostra, terra d’incontro fra i ceppi linguistici latino, germanico, slavo che fanno l’Europa.

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