Presso la Chiesa di Claut il nuovo quadro del pittore Susanna

Sarà posizionato venerdì 12 agosto durante la celebrazione liturgica il quadro del pittore Susanna che il Comitato ringrazia per l’opera di divulgazione della figura del Beato

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Tradizionale Estate [mesi Agosto e Settembre] BEATO MARCO 2022

Domenica 7 agosto
Moggio Udinese, Monache Clarisse: Ufficio dell’Ora terza e preghiera per la pace davanti la reliquia, ore 9 Tarvisiano, territorio plurilingue: Messa parrocchiale a Camporosso celebrata da don Luigi Stefanuto con recita preghiera per la pace e contro la guerra in italiano-tedesco-sloveno, ore 10.30 *Diffuso cartoncino trilingue
Mercoledì 10 agosto *Triduo preparatorio della memoria del beato Marsure (Pn): Esposizione alla festa patronale del dipinto seicentesco di Johann Melchior Roos con il Beato Marco che soccorre un ferito in battaglia (promossa da Centro culturale A. Del Noce) con altri oggetti
(il 31 luglio ha compiuto cent’anni il devoto don Giovanni Tassan nella Casa del Clero di San Vito al Tagliamento)
Giovedì 11 agosto *Triduo: Antivigilia del beato, Santa Chiara d’Assisi [giornata dedicata alla vita consacrata] San Pietro di Feletto (Tv, dioc. Vittorio V.to), Casa suore Ancelle di Gesù Bambino: Vespri e preghiera per la conversione, la pace e contro la guerra; ricordo di Albino Luciani beato [momento differito all’11 settembre]
Venerdì 12 agosto *Triduo: Vigilia del Beato Marco e memoria del Beato Innocenzo XI [nel triduo dell’Assunta] Belluno, Diga Vajont, Valcellina: PELLEGRINAGGIO IMPETRATORIO DELLA PACE e verso la beatificazione di Papa Giovanni Paolo I [pullman da Pordenone, ore 7.40]; a Belluno (dalle ore 9), visita a luoghi di memorie del Beato Marco e di mons. Albino Luciani; in Seminario Gregoriano lodi e meditazione del vescovo Giuseppe Andrich; dopo pranzo, a diga del Vajont, Rosario per la pace; in Valcellina: a Cimolais, recita di preghiere mariane del Beato Marco; a Claut, Messa cantata concelebrata con il parroco don Luca Basaldella e benedizione (con reliquia) di un ritratto del B.Marco per la chiesa
(opera di A. Susanna), ore 18
Sabato 13 agosto [MEMORIA LITURGICA DEL BEATO MARCO]
Memoria propria dell’Ordine Cappuccino; in Italia delle diocesi di Concordia-Pn, Vittorio Veneto, Padova Pordenone, Suore Elisabettine (via p. Marco d’Aviano): Lodi della memoria esposti quadro e reliquia, ore 7 Pordenone, Santuario B.V. delle Grazie: Preghiera alla Messa, reliquia in dotazione esposta, ore 9 Pordenone, Chiesa del Cristo: Messa della memoria nella già sede della Vicepostulazione, ore 10 Rizzios di Cadore: Messa della memoria ove si conserva la “reliquia” della pianeta del B. Marco, ore 10.30
Pordenone, Cappella Ospedale: Messa festiva con memoria (d. Roberto Stefanon); preghiera
impetratoria della pace davanti alla reliquia, ore 18; seguono Vespri cantati dalle suore elisabettine della città Villotta d’Aviano (Pn), Area parrocchiale: Concelebrazione nella festa liturgica presieduta dal Vescovo, ore 20.30; processione al capitello col reliquiario e lettura del Transito del beato (a cura della parrocchia); esposto in chiesa il dipinto di JM Roos col B. Marco, quindi ad Aviano duomo domenica 14- lunedì 15 agosto

  • Alla messa prefestiva di questo giorno di alcune parrocchie pordenonesi o legate al Beato Marco è diffusa e
    recitata la preghiera “per la conversione, la pace e contro la guerra” per intercessione del cappuccino apostolo di
    pace
    **La festa si celebra pure a Vienna, nella Kapuzinerkirche (messa in musica, sabato 13 agosto ore 16) e a
    Budapest nella chiesa dei Cappuccini, sede della parrocchia “Beato Marco” per gli italiani della capitale
    ungherese
    Domenica 14 agosto
    Gorizia: In mattinata, consegna a comunità di suore della città della preghiera in tre lingue “per la
    conversione, la pace e contro la guerra”. Recita nel monastero delle Clarisse e con le Ancelle di Gesù
    Bambino
    Trieste, Tempio mariano di Monte Grisa: Rosario con preghiere del beato alla Madonna, ore 16; quindi
    Messa celebrata da don Gabriele Pagnossin, sacerdote novello, conclusa davanti ai dipinti dei Beati Marco
    d’Aviano e Carlo d’Austria: recita della preghiera per la pace e contro la guerra, ricordi e benedizione, ore

17 (presente la Gebetsliga, lega di preghiere per la pace e la canonizzazione di Carlo e Zita d’Austria,
nell’anno centenario della morte del beato imperatore Carlo I, devoto patrocinatore di P. Marco beato)
*Sosta da monache Prosecco

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Messa e preghiera trilingue per la pace e contro la guerra a Camporosso domenica 7

Due attualità accompagnano la festa di questo agosto del Beato friulano Marco d’Aviano. La prima, drammatica, è la guerra in Europa per la quale il Comitato per la causa invita, anche diffondendo un apposito testo/immaginetta, a invocare il pacificatore del continente: Padre Marco, noto come diplomatico e taumaturgo, fu infatti l’inviato del papa nel 1683 a un’invasione armata che era giunta ad assediare il cuore dell’Europa, Vienna. La seconda, gioiosa, è la prossima beatificazione (4 settembre a Roma) di Papa Luciani, Giovanni Paolo I, che da cardinale patriarca di Venezia aveva perorato, nella stessa estate 1978 della sua elezione al pontificato, la beatificazione del cappuccino.

Soprattutto il bisogno di pace in Europa viene evocato alla messa che il presidente del Comitato Beato Marco don Luigi Stefanuto celebra a Camporosso in Valcanale domenica 7 agosto alle ore 10.30: la preghiera “per la pace e contro la guerra” per intercessione di Padre Marco sarà elevata in italiano, sloveno, tedesco in una comunità di antica tradizione trilingue di questa conca che, all’incrocio geografico e culturale fra i tre ceppi linguistici europei, è vocata a essere laboratorio di pace.La reliquia del Beato Marco fa visita nell’occasione anche dalle Clarisse di Moggio Udinese, a sottolineatura del bisogno che i cristiani devono sentire in questo tempo di riposo estivo di pregare per la pace in Ucraina, in adesione all’invito incessante di papa Francesco. (w.a)

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In preparazione alla beatificazione di Papa Luciani – pellegrinaggio a Belluno e Valcellina

Per forte iniziativa di mons. Romano saremo a Roma dal 2 al 4 settembre: in circa 40 (finora!). C’è ancora qualche posto libero nel pullman…Ma per chi non se la sente di venire a Roma, o non può? E’ nata qui allora una proposta…Ricordando che il card. Luciani ebbe in padre Venanzio “un grande amico”, riprendendo in mano la lettera postulatoria di Luciani su Padre Marco beato… considerando che Vigonovo ha dedicato il fioretto di maggio tutte le sere a Luciani, che il parroco di Sant’Antonio di Porcia è divoto del Papa Giovanni Paolo I, che don Romano è stato collaboratore del vescovo Luciani in curia di Vittorio V., che don Ezio oltre che devoto è anche stato il propositore del pellegrinaggio estivo della vigilia del 13 agosto dello scorso anno… “spontaneo” è uscito dal cilindro un itinerario montano (quanto opportuno con ‘sti caldi!) che accoppia Papa Luciani e Padre Marco (anche se la meta non è Rizzios … perché non vi si può andare TUTTI gli anni…)!Permettete perciò di considerare il programma allegato, che rientra nel tradizionale calendario generale di agosto/settembre che stiamo raccogliendoper esso siamo grati a s.e.mons. Andrich in Belluno e alle comunità della Valcellina che desiderano un’immagine del beato da collocare in chiesa.Siamo invitati a conoscere e soprattutto a pregare PER LA PACE in questo pellegrinaggio. Contiamo ci facciate un pensierino e possiate divulgarlo anche con proposte vocali e personali.Il Beato Marco guiderà di sicuro i vostri passi anche nei nuovi contesti pastorali in cui vi porrete.Il 12 agosto, che è un venerdì, sarà anche occasione per una giornata di incontro forse non facile più avanti e di ribadire il nostro impegno “marciano”, condizionato in questi anni di pandemia.GRAZIE!La presidenza del Comitato con don Luigi, Walter (molto oberato), don Romano… 14  luglio 2022

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IL VESCOVO PADRE FLAVIO ROBERTO CARRARO È NELLA COMUNIONE DEI SANTI

Carissimi tutti,

siamo a comunicarVi che Padre Flavio Roberto Carraro, amatissimo vescovo e presidente onorario del Comitato Beato Marco, è entrato ieri sera, 17 giugno 2022, nella comunione dei santi. Ci meraviglia la coincidenza di data con quella, quattordici anni fa, della morte del nostro e “suo” padre Venanzio, che proprio Padre Flavio, allora (1977) provinciale dei Cappuccini, aveva indicato come vicepostulatore per la ripartenza della bloccata causa di Padre Marco. C’è un’altra coincidenza: il medesimo luogo del transito a Dio di questi due amici dei santi e amici tra loro, Conegliano, dove Padre Flavio occupava la medesima stanza di convento-infermeria dei Cappuccini Veneti che fu del nostro Venanzio (nell’annessa chiesa era da poco terminata la messa votiva annuale del Beato Marco per Conegliano annualmente promossa dal nostro Comitato).

Li unì la vocazione cappuccina, li unì la stima grande, li unì anche la stessa ansia per la glorificazione di Padre Marco. Per questo Padre Flavio non esitò a impegnarsi nella ricostituzione del Comitato. Non bastava la beatificazione, diceva: e indicava sempre la meta della canonizzazione.

Dobbiamo continuare a perseguirla pure per la fiducia che lui riponeva in questo cammino, primo in fervore sulle orme di colui che chiamava maestro invece che padre (Venanzio).

Siamo uniti a tutti i cappuccini nel momento del passaggio a Dio dell’amabile e pure forte frate cappuccino che è stato padre Carraro. Ci mancherà la sua saggezza. È stato un punto di riferimento autorevole per molti e per molte cause e situazioni. Aveva il dono di vedere lontano: da un lontano che crediamo vicino in virtù della fede nella comunione dei santi continui a stare con noi, con i devoti che desiderano il Beato Marco santo canonizzato.

Grazie, padre e vescovo Flavio, di quello che sei stato tra i tuoi frati con compiti di tanta responsabilità (ministro provinciale e generale) e hai operato nella Chiesa come vescovo ad Arezzo e a Verona! Grazie dell’amicizia fraterna a noi, proverbiale! Ora sia anche il Beato Marco la tua corona! Da lassù benedicici ancora con la tua mano mite e forte!

Don Luigi

con la presidenza del Comitato Beato Marco d’Aviano per la causa di canonizzazione

18 giugno 2022NB – Le esequie del vescovo Monsignor Flavio Roberto Carraro si celebrano a Verona, nella Chiesa Cattedrale, martedì 21 giugno 2022 alle ore 9.30. E qui viene sepolto il suo corpo nell’attesa della Risurrezione.
Invitiamo i sacerdoti membri del Comitato e devoti del Beato Marco a suffragarne l’anima nella celebrazione eucaristica. Grazie! 

Portiamo a conoscenza qui quanto inviamo a “Il Popolo”, Pordenone. Scriveremo anche per “L’Azione” di Vittorio Veneto

Era terminata da poco a Conegliano la messa per l’anniversario di padre Venanzio – e votiva annuale del Beato Padre Marco nel convento in cui questi divenne cappuccino – che anche padre Flavio Roberto Carraro, novantenne e da sei anni ospite della stessa stanza che in quell’infermeria di frati fu occupata dal Nostro, entrava nell’eternità beata. Aiuta a crederlo, non sottacendo una certa umana meraviglia, la coincidenza di data, 17 giugno, del passaggio di queste due anime ardenti di cappuccini, che hanno tanto amato Dio e si sono tanto stimate. Padre Flavio chiamava Venanzio “maestro” non padre, ricordando la bellezza e chiarezza dell’insegnamento teologico da questo ricevuto. Consapevole del valore di padre Renier lo scelse, da provinciale veneto, per la “rinascita” nel 1977 dell’abbandonata causa di Marco d’Aviano. Guidò poi i Cappuccini sparsi nel mondo (ministro generale per dodici anni, 1982-1994), quindi nel 1996 fu eletto vescovo: di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e nel 1998 (fino al 2007) dell’importante Verona, fervida nella fede operosa (e ricca di cause di santi: introdusse lui quella dei fratelli Corrà), preparando qui il convegno ecclesiale nazionale del 2006.

Era un frate-pastore amabile, e fermo, padre Carraro, autorevolissimo, pure agli occhi di papa Francesco, suo amico personale: una figura tutta serafica (vestiva abitualmente il saio marrone anche da vescovo) per la serenità della sua azione di governo sorretta da spiritualità elevata, radicata nella Parola di Dio da lui tanto “spezzata” insieme al Pane Eucaristico nei corsi di esercizi spirituali, che donò pure ai nostri preti nella Casa Madonna Pellegrina. Venne qui molte altre volte, ovviamente: soprattutto per omaggiare Padre Marco (ad Aviano benedisse il monumento eretto dal parroco di Villotta don Terziano), pellegrinando a Roma per la beatificazione, nelle asperità del cui iter aveva spronato a non mollare, e poi a Vienna in veste di presidente onorario del Comitato Beato Marco, la cui pure rinascita volle, con dolcezza non disgiunta al suo piglio deciso, perché fosse comunque perseguita la meta della canonizzazione (lo scriveva sempre e ripeteva!). E ciò dopo che il maestro – ebbe a dire alle sue esequie – era entrato in quella comunione che permette di conoscere non “per sentito dire”, ma con “i miei occhi” (Giobbe 42,5). A vedere Dio, e i santi “suoi” cari, ora c’è anche lui, da un giorno di calendario forse non casuale. 

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CELEBRAZIONI ANNIVERSARIO PADRE VENANZIO

Anniversario di padre Venanzio articolato come da tradizione: le messe si celebrano il 16 giugno a Chioggia-San Domenico (ore 18), il 17 a Conegliano-chiesa dei frati (ore 18) e Aviano, a Pordenone-chiesa del Cristo il 18 (ore 10), poi a Udine-chiesa già dei cappuccini il 1° luglio, ore 18.30. Quest’anno esso è invito a pregare ancora, incessantemente, per la pace in Europa (il Comitato continua a diffondere la speciale preghiera contro la guerra e implorante pace per intercessione del Beato Marco). Ed è occasione per invitare pure all’imminente ormai beatificazione di Papa Luciani che ebbe, per definizione dell’allora patriarca, in padre Venanzio “un grande amico”, oltre che uno stretto collaboratore a Venezia alla guida del Tribunale Ecclesiastico delle Chiese del Triveneto. Padre Venanzio si mostrò poi ultra sicuro del successo della causa “lucianiana” per la quale stese un’articolata memoria. Ricordando tutto ciò – e la lettera peroratoria di Padre Marco beato stesa dal card. Luciani pochi giorni prima di essere fatto papa – il Comitato per la causa si porta a Roma nei giorni 2-3-4 settembre. Nella chiesa del Cristo in città – luogo in cui padre Venanzio visse da esemplare cappuccino per diciassette anni, confessò e fece beato Padre Marco – si può trovare il programma della tre giorni. Le pre-adesioni (è prevista pure l’udienza con papa Francesco) vanno segnalate a mons. Romano Nardin, parroco di Ghirano e Villanova di Prata (che fu collaboratore del vescovo Luciani): tel 0434 626055. Si accettano fino a sabato 18 giugno. 

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A R O M A nei giorni 2-3-4 settembre 2022 Beatificazione PAPA GIOVANNI PAOLO PRIMO ALBINO LUCIANI

Domenica 4 Settembre 2022 a Roma sarà celebrata la beatificazione di Papa ALBINO
LUCIANI. Fu papa per pochi giorni, ma grandemente amato. Ha lasciato perciò un
segno indelebile, anche come maestro di catechesi e di umiltà. Forte la sua sequela
del Concilio. Parla perciò alla Chiesa anche del nuovo millennio. La Chiesa che è nel
Triveneto lo ha poi fra i santi e beati maggiormente identificativi della sua missione
in queste nostre terre, alle quali tutte egli perciò appartiene. Come devoti del Beato
Padre Marco d’Aviano siamo coinvolti in questa beatificazione per il grande credo in
essa di padre Venanzio, che il cardinale Luciani definì un “grande amico”.
Siamo perciò lieti, gioiosi, di cogliere questa occasione che coinvolge i sentimenti
delle nostre diocesi, a cominciare da quelle dei natali e del servizio episcopale di
mons. Luciani (Belluno-Feltre, Vittorio Veneto, Venezia), e di poter vivere
un’esperienza “cattolica”, che unisce in Cristo i credenti in Lui del mondo intero.
LE ISCRIZIONI
Le parrocchie di Ghirano e Villanova di Prata rette dal “nostro” mons. Romano
Nardin organizzano un pullman al quale invitano a unirsi Membri e Simpatizzanti del
“Comitato per la causa di Canonizzazione del Beato Marco d’Aviano”. C’è però
bisogno di sapere previamente, fin d’ora, quanti desiderano e possono partecipare.
ENTRO IL 5 GIUGNO, chi desidera partecipare è invitato a compilare il
Modulo qui sotto, senza dare caparra, e consegnarlo o spedirlo a Don Romano
Nardin (tel. 0434 626055): via Mazzini 25 – 33080 Ghirano di Prata (PN) – mail:
monsromano@libero.it.
IL PREZZO
Il viaggio di tre giorni in pullman costerà € 375.oo. Si comunicherà in seguito come
fare il versamento.
IL PROGRAMMA
Sarà precisato nei dettagli. La partenza sarà da Ghirano di Prata, poi da Pordenone.
Si anticipano i momenti ufficiali che vivremo con i pellegrini delle diocesi venete.
VENERDÌ 2 SETTEMBRE: Viaggio e arrivo a Roma (vi sarà lungo il percorso una tappa
significativa con celebrazione eucaristica e il pranzo). Nella capitale, sistemazione in
hotel. Poi cena, visite serali e pernottamento.
SABATO 3: Preparazione spirituale alla beatificazione con la Santa Messa in Basilica
di San Pietro per le diocesi venete, la visita al sepolcro di Papa Giovanni Paolo I e alle
Grotte vaticane. Se il Papa lo confermerà, ci sarà pure l’udienza con lui. Nel
pomeriggio: visita, che ben programmeremo, alle Basiliche Maggiori, a quella che fu
titolo del cardinale Luciani e ad altri luoghi di grande interesse cristiano e nazionale.
Ovviamente: colazione, pranzo, cena, visite serali, pernottamento.

DOMENICA MATTINA 4: In Piazza o in Basilica di San Pietro, solenne Beatificazione
presieduta da papa Francesco. Pranzo e, nel pomeriggio, viaggio di ritorno con
tappa.

MODULO PER L’ADESIONE

Il sottoscritto………………………………………………………………………………………………
abitante in via ………………………………. N…………. Cellulare………………………………….
Mail ……………………
desidera partecipare alla TRE GIORNI a ROMA.
Da consegnare entro il 5 giugno.
Firma
………………………………………
NB – Si può inoltrare pure via mail, anche senza firma

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Il 30 aprile 2022 ai ponti “Beato Marco” di Tremeacque (presso Ghirano, PN), luoghi di confine e di unità

UNA MESSA MOTIVATA IN QUESTO TEMPO DI URGENTE PACE

Bisogno di “unità delle forze politiche e militari” per “scongiurare il gravissimo pericolo”: lo disse Giovanni Paolo II trent’anni esatti prima a Pordenone, richiamando Padre Marco d’Aviano

Fervente messa “per la pace” celebrata il 30 aprile sera dal parroco di Ghirano (Pordenone, ma diocesi di Vittorio Veneto), sotto la cui giurisdizione ricade la lingua di terra fra i due ponti “Beato Marco” di Tremeacque, mons. Romano Nardin, membro del Comitato per la causa e promotore nel 2014 dell’intitolazione al cappuccino dei ponti medesimi posti alla confluenza del fiume Meduna nel Livenza e al confine fra regioni, province, diocesi. La celebrazione è stata ospitata nel giardino della fattoria sociale “Il Ponte” dove si è potuta esporre anche una riproduzione del dipinto del pittore tedesco Johann Melchior Roos, acquisita di recente a un’asta e la cui prima esposizione è avvenuta nel duomo di San Marco a Pordenone nella domenica della Divina Misericordia anniversaria della beatificazione del Nostro. Nel dipinto (vedi foto), di matrice imperiale austriaca – che accompagnerà ancora le iniziative di quest’estate del Comitato – Padre Marco, accompagnato (alle spalle) dal fido suo padre Cosmo da Castelfranco, chiede di soccorrere un ferito grave ad illustri protagonisti della pagina drammatica della storia europea che fu la battaglia di Vienna del 1683: scena evocativa dei morti, feriti, distruzioni oggi e ancora! Altamente motivata è stata la parola finale del sindaco di Prata di Pordenone Dorino Favot: ha esplicitamente detto che ci sarebbe bisogno in Europa di un leader carismatico alla Padre Marco per risolvere l’attuale conflitto che corre il rischio di sclerotizzarsi o addirittura allargarsi. Naturale pensare all’apporto che sta offrendo papa Francesco in questo che sembra un tempo di Pasqua paralizzato sul Calvario.Nell’introduzione alla messa il Comitato promotore di Padre Marco ha ricordato che quella stessa sera di trent’anni fa – 30 aprile 1992 – papa Giovanni Paolo II, arrivando a Pordenone, teneva un discorso che conteneva un passaggio attualissimo riferito al cappuccino d’Europa.

Il Beato Marco d’Aviano protegga l’Europa perché possa costruire la sua unitàcosì San Giovanni Paolo II ai pellegrini presenti diciannove anni orsono alla beatificazione del Nostro. Il perché il papa polacco stimasse tanto la sua causa lo aveva esplicitato già undici anni addietro come stasera a Pordenone. Disse, davanti al Municipio: “Padre Marco da Aviano [è] conosciuto anche nella mia Patria per il contributo spirituale offerto all’unità delle forze politiche e militari dalle quali fu scongiurato, nel 1683, attorno a Vienna, il gravissimo pericolo che incombeva su tutto l’Occidente cristiano”. Quanto bisogno c’è pure adesso di un “contributo spirituale” forte perché pace sia! Di qui la necessità di pregare, incessantemente, Dio Onnipotente. E anche di una “messa per la pace” che proprio oggi, 30 aprile 2022, invoca l’intercessione del frate d’Europa che lo stesso papa Wojtyla definì “profeta disarmato della misericordia divina (si ponga mente a quell’aggettivo, “disarmato”!). È fortemente simbolica pure la sede di questa assemblea di fede contro la guerra: i due ponti qui sul Meduna e il Livenza, luoghi di unione, perché l’Europa – ripetendo le parole dette allora/oggi a Pordenone dal santo papa – ha tanto bisogno dell’“unità delle forze politiche e militari” per “scongiurare il gravissimo pericolo [attuale]”. Ricostruiti in ferro cent’anni fa (1922) dopo la grande guerra, i ponti di Tremeacque, per il nome che portano del “carismatico uomo di pace” (come si legge nella lapide indicativa posta nel 2014), hanno “titolo” per parlarci della necessità urgente di gettare ponti di pace. Qui si incontrano comuni (Prata/Pasiano/Mansué) e province (Pordenone/Treviso), parrocchie e diocesi (Concordia-Pordenone/Vittorio Veneto), e le due regioni e popoli del Friuli e del Veneto. Da qui salga la preghiera umile e fervida che invoca pace, primo dono pasquale. Dio ci scampi dalla guerra e converta i potenti alla pace! Dio sollevi le sofferenze del popolo ucraino! Dio ci faccia costruttori di ponti di fraternità, per intercessione del Beato Marco d’Aviano “profeta disarmato”! 

                                                          [Comitato Beato Marco d’Aviano, 30.IV.2022]

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UN DIPINTO CHE È UNA “MEDITAZIONE” IN TEMPO DI URGENTE PACE, DA CHIEDERE (ANCHE) A DIO

Sabato 30 aprile messa con questa intenzione ai ponti “Beato Marco” di Tremeacque

L’esposizione del dipinto di Roos di matrice imperiale austriaca, dunque viennese – una piacevole scoperta, che grazie all’iniziativa di Roberto Castenetto e Carlo Scaramuzza, sarà conservata nella nostra città – è anche una “meditazione” in questa Pasqua di guerra, cioè di vera passione per l’Europa. Tanto più opportuno, pertanto, il richiamo, che nell’opera seicentesca ci è dato di trovare, al Beato Marco apostolo non violento in alcuni dei più cruenti conflitti armati che il vecchio continente conobbe nei secoli passati, e che non pensavamo di rivedere nel terzo millennio. Noi promotori di devozione al cappuccino della pacificazione dell’Europa lo stiamo pregando dalla Quaresima, coperta interamente dalla guerra in Ucraina, per trovare il sostegno di fede che qualche volta potrebbe abbandonarci tutti di fronte all’efferatezza di ciò che era stato esperienza anche della sua vita coraggiosa (ricordiamo il determinante suo intervento di persona, diplomatico e di preghiera, non solo a Vienna, ma poi sotto Buda nel 1686 e a Belgrado nel 1688) e alle mancate fin qui prospettive di pace. Ci sono grandi che si dicono cristiani e continuano però a volere la guerra: Padre Marco si indignava e moltiplicava la supplica, anzitutto a Dio, senza stancarsi nelle difficoltà (o impossibilità!), che allora furono pure le mene delle corti rivali – “Ci vole una patientia di Job”, scrisse il Nostro – con indecisioni, incompletezza di azione, assenza di lungimiranza, in definitiva mancanza di unità. Mali che dobbiamo pregare non vengano a intaccare l’opera avviata con fermezza dagli stati europei nella presente, perniciosa crisi, della quale non vediamo però la fine: è che dovremmo di più, da credenti, invocare pace da Dio per il continente che è stato culla del cristianesimo e deve fare ancora da faro di civiltà per il mondo. Ciò in cui Padre Marco credette – fede nella potenza divina coniugata con l’efficacia del dialogo diplomatico – lo vediamo praticato dal leader spirituale di oggi, papa Francesco, alla cui paternità – dunque capacità di favorire, direbbe Padre Marco, “unisonanze di pace” – guardano in molti, pure le cancellerie degli stati. L’apporto del pontefice alla pace, il massimo bene pasquale, sempre diretto nella denuncia dell’aggressione (schiettissimo nello stesso senso fu Marco d’Aviano!), sia sostenuta ancora dall’azione “strategica” della nostra accorata preghiera – che è, si badi, per il futuro di tutti i popoli europei – in questa che è una Pasqua paralizzata al venerdì santo. La Domenica della Divina Misericordia (liturgicamente è “giorno di Pasqua”) – in essa Marco d’Aviano venne beatificato nel 2003 da un altro fervente araldo del continente europeo (che fu vicino al popolo ucraino per natali, cultura, esperienza di vita del tempo di guerra), San Giovanni Paolo II – è un’ulteriore occasione per chiedere l’intercessione per la pace presso Colui che a Pasqua augurò anzitutto “Pace a voi”. Significativo lo si possa fare – grazie alla prima esposizione del dipinto di Roos ambientato all’assedio e liberazione di Vienna – dal duomo cittadino di San Marco nella suddetta domenica e nei giorni del patrono della città, onomastico religioso del Beato Marco la cui pordenonesità è ben attestata.

Il Comitato per la causa, che continua a diffondere una “preghiera per la conversione, la pace e contro la guerra”, promuove l’intercessione al Beato Marco nei giorni anniversari di lui beato con altre celebrazioni iniziate lunedì dell’Angelo al Santuario di Pian delle Merie (Poffabro). Ora, dopo la tappa pordenonese per San Marco, lo farà ai ponti “Beato Marco” di Tremeacque presso Ghirano, luoghi di confine e perciò di unità (Prata, Pasiano, Mansuè) e incontro fra territori contermini (Friuli/Veneto), sabato 30 aprile alla messa celebrata all’aperto alle ore 18.30, presente anche qui il quadro di cui ci occupiamoLo farà con convinzione perché non venga meno la speranza che in fondo al buio della guerra in Europa ci sia il dono pasquale di Cristo. Che vince la morte.                           Walter Arzaretti

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ESPOSIZIONE ITINERANTE “MARCO D’EUROPA IN UN DIPINTO DI JOHANN MELCHIOR ROOS”

O in che confusione ci trovamo per le minaccie e pericoli del turco […] Povera Vienna a che è ridotta, in pericolo di perdersi […] Se Dio per sua misericordia particolarmente non ci custodisce, siamo in total rovina: così il compositore e cantante Filippo Vismarri scriveva al pordenonese Aurelio Amalteo, scrittore di libretti d’opera, il 20 settembre 1682, un anno prima del terribile assedio da parte di una poderosa armata turca, guidata dal gran visir Karà Mustafà.

Oggi si potrebbero scrivere le stesse cose per la guerra in corso e questo ci fa capire l’attualità della figura di Marco d’Aviano, il liberatore morale e spirituale dall’assedio di Vienna, presente nel quadro del tedesco Johann Melchior Roos (1659/1663-1731) che dalla sera di sabato 23 al 25 aprile sarà visibile nel Duomo di San Marco a Pordenone.

Al centro del dipinto c’è una scena di pietà, verso un cavaliere in fin di vita. Si tratta probabilmente del nobile polacco Stanislao Potocki, ferito mortalmente alla testa durante un attacco di cavalleria all’accampamento turco, che si rivelò determinante per la vittoria, poco prima del crepuscolo del 12 settembre 1683. Il cavaliere è assistito da padre Marco d’Aviano, che ha alle spalle un altro cappuccino, certo il fedelissimo padre Cosmo da Castelfranco. Il Nostro viene salutato da Carlo V di Lorena, giunto a cavallo, cioè dal comandante in capo dell’esercito imperiale, mentre il re polacco Sobieski, il liberatore militare di Vienna, ritto nella tenda a padiglione che domina sulla destra, sembra meditare sulla tragedia della guerra, che nessun bottino può ripagare.

Per padre Marco quell’assedio fu la logica conseguenza dell’abitudine al peccato, come aveva scritto all’imperatore Leopoldo I: “Beatissima Maestà! Dio ha preso in mano la frusta perché è stato sfidato dal peccato. Bisogna placarlo nuovamente con l’umiltà, il rimorso e il cambiamento di vita. Se c’è una riconversione del cuore verso Dio, onorandolo pubblicamente anziché offendendolo apertamente, allora sono convinto che Dio, pur mandando afflizione, non condannerà con distruzione e rovina definitive”.

L’esposizione itinerante, denominata “Marco d’Europa in un dipinto di Johann Melchior Roos”, che dopo l’anteprima cittadina approderà durante l’estate in varie chiese della Pedemontana, è organizzata dal Centro culturale Augusto Del Noce, dall’APS Cintamani, dal Centro Studi Odoriciani, dal Comitato per la causa di canonizzazione del Beato Marco d’Aviano e dall’Associazione Alle Grazie, con il sostegno del gruppo Bisaro. A fine anno l’opera sarà inserita nel percorso storico in allestimento nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Concordia-Pordenone.

Roberto Castenetto

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