VERSO TUTTI I SANTI E LA PRIMA GIORNATA DI RICORDO DELLA SANTITÀ DELLE CHIESE LOCALI

Domenica 26 ottobre la parrocchia di Mareno di Piave, vicino Conegliano, presenta e benedice dopo la messa delle ore 10.45 la via Padre Marco d’Aviano intitolata dall’Amministrazione Comunale. A suo tempo si attivò per questo atto il nostro don Brunone De Toffol, membro del Comitato Beato Marco al quale va tanta gratitudine: rappresentato da mons. Romano Nardin, il Comitato partecipa ora al sentito momento voluto dal parroco mons. Mario Fabbro.

Esso si tiene prossimi ormai alla Solennità di Tutti i Santi, il cui clima papa Francesco, un anno fa, poco prima di salire al Padre, ha voluto ravvivare nella coscienza delle Chiese locali istituendo una speciale giornata di ricordo dei santi, beati, venerabili e servi di Dio da tenersi in ciascuna diocesi il 9 novembre di ogni anno. Si inizia il 9 novembre prossimo, significativamente nell’Anno giubilare (o Anno Santo), di domenica, nella giornata immediatamente seguente il tradizionale Ottavario di preghiera per i Fedeli Defunti e nel giorno liturgico della Dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma e del mondo, madre di tutte le Chiese locali. Con questa decisione papa Francesco ha voluto ribadire alla Chiesa tutta il valore della “santità feriale” o “santità della porta accanto”, esemplare per ogni cristiano, vocato per il battesimo alla santità: egli l’aveva già esplicitato nel 2018 nell’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”.

La lettera 9 novembre 2024 istitutiva della Giornata della santità delle Chiese particolari precisa: Non si tratta di inserire una nuova memoria nel calendario liturgico, ma di promuovere con opportune iniziative al di fuori della liturgia, oppure di richiamare all’interno di essa, ad esempio nell’omelia o in altro momento ritenuto opportuno, quelle figure che hanno caratterizzato il percorso cristiano e la spiritualità locali”. Come Comitato che appoggia la causa del Beato Padre Marco aderiamo all’invito di papa Francesco, tanto più che ancora una trentina d’anni fa, a Pordenone, padre Venanzio Renier, decano dei postulatori, fu antesignano di questa decisione proponendo un progetto pastorale pregiubilare sui “Cammini di santità in diocesi”. Il suo inizio fu solenne, l’8 dicembre 1996, nella Casa di spiritualità “Madonna Pellegrina” ove convennero le postulazioni e rappresentanze di coloro che seguono o zelano i santi, beati, venerabili, servi di Dio della Chiesa particolare di Concordia-Pordenone. Si dipanarono, negli anni seguenti di preparazione del Grande Giubileo 2000 – scandendo gli anni del Figlio (1997), dello Spirito Santo (1998) e del Padre (1999) disposti dal papa San Giovanni Paolo II – diversi momenti di riconsiderazione dei santi locali (compreso Padre Marco, allora non ancora beato) e l’arcivescovo di Gorizia padre Antonio Vitale Bommarco – che aveva presenziato a quella indimenticabile giornata inaugurale di “Santità in diocesi” ed era molto attento a tale filone di promozione cristiana quale figlio del Serafico e già ministro generale dei Frati Conventuali (si era occupato in prima persona negli anni 1981-82 delle celebrazioni dell’Ottavo centenario della nascita di San Francesco d’Assisi e del 750° dalla morte di Sant’Antonio di Padova) – volle estendere il progetto alle diocesi della regione FVG anche con la preparazione ed edizione del volume “Santi e Martiri nel Friuli e nella Venezia Giulia”.

Avevamo allora visto giusto se papa Francesco ora ha raccomandato alle Chiese locali di attivare ogni anno iniziative di richiamo delle santità del territorio.

Con questi begli stimoli, che ci confermano nella bontà di quanto stiamo da decenni facendo, viviamo con intensità – carissimi amici del Beato Marco e di altri santi nostri – questi giorni dedicati a Tutti i Santi (1° novembre), alla preghiera per i Fedeli Defunti (2-8 novembre) e al ricordo delle figure di santità del territorio (9 novembre), godendo con fede ancora del Giubileo della Speranza e attendendo pure l’inizio di quello, importante, dell’800° del Transito di San Francesco. Pordenone, 25 ottobre A.D. 2025

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11 ottobre: preghiamo il rosario con il Papa per la pace

Oggi è giornata di preghiera per la pace, che il mondo ha bisogno di ritrovare in molte regioni. Il papa recita questa sera il Santo Rosario per la pace, in questo mese del Rosario del Giubileo della Speranza, e noi ci uniamo all’intenzione che egli ci suggerisce con animo accorato per tutto questo ottobre. Lo facciamo anche da devoti del Beato Marco che ci invita a ripetere con lui: “Signore, tu lo sai, da parte nostra non amiamo altra cosa che la pace” (così Padre Marco pregò a Vienna per la liberazione dall’assedio).Questa disponibilità, riaffermata da ciascuno in ogni comportamento e pensiero, è già una dichiarazione e una impetrazione della pace. La possiamo fare, la dobbiamo fare a fronte di tante scene strazianti di questi tempi (che durano da anni) e, se si aprono a esiti di speranza in queste ore nella terra di Gesù (che devono però consolidarsi), restano attuali per esempio in Ucraina, ma anche in numerose altre parti del mondo.Come Comitato Beato Marco sentiamo come prima missione in questi frangenti di pregare e far pregare per la pace, che fu grande missione del cappuccino d’Europa chiamato per obbedienza al papa di allora a salire palcoscenici altrettanto complicati della storia sul versante della pace.Alcuni di noi devoti si recano proprio oggi, sabato 11 ottobre, in pellegrinaggio giubilare oltre il confine di Gorizia nel nome del beato pordenonese, ma originario di quelle terre già martoriate dalle due guerre mondiali del Novecento, Daniele d’Ungrispach. Dopo la visita del castello museo di Kromberg, e la commemorazione e celebrazione eucaristica bilingue a Vogrsko (due località slovene a ridosso del confine goriziano), nel pomeriggio i cinquanta partecipanti sono alle ore 15 nel convento-castello dei Cappuccini di Vipavski Kriz, Santa Croce di Aidussina. E qui non possono non rivolgere un pensiero al Beato Marco e chiedergli, con i frati sloveni che li ospitano con tanta fraternità, una mediazione di pace dal cielo. Visitato indi il bellissimo Collio sloveno, il Rosario viene poi recitato in serata nel santuario Rosa Mystica di Cormons, città natale del Beato Daniele che si accompagna in proprio gruppo a questo viaggio.Ho voluto qui renderVi edotti di questa trasferta perché si pone anch’essa sulla linea ideale dei pellegrinaggi di speranza che in quest’anno giubilare abbiamo realizzato in comunione con Padre Marco e altri nostri beati e venerabili. Ultimo è stato quello della piccola delegazione recatasi un mese fa a Vienna per la posa e scopertura di una lapide marmorea con ritratto bronzeo del Beato Marco proprio nel luogo della sua preghiera di pace.Questa linea ideale, ricca di fede e speranza, vogliamo continuare a tracciare. E siamo grati ai cappuccini d’Austria (a Vienna) e di Slovenia (oggi nel loro stupendo convento della valle del Vipacco) di poterlo fare in queste settimane tanto delicate per il mondo: grazie per la loro amicizia e accoglienza squisita. Oltretutto, queste visite europee ai frati nel nome del frate d’Europa sono valide introduzioni all’8° centenario del Transito di San Francesco, evento motivato come è facile capire, che ci deve pure vedere coinvolti.A queste esperienze di fede fraterna e ricca di ispirazioni attuali sento di unire tutti Voi, amici del Beato Marco, nel giorno in cui il papa ci chiede di credere nella preghiera per la pace.WALTER ARZARETTI oggi pellegrino oltreconfine11 ottobre 2025, nell’Anno giubilare della Speranza

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INIZIA L’ANNO DELL’VIII CENTENARIO DEL TRANSITO DI SAN FRANCESCO

Un evento di rilevanza straordinaria. Una celebrazione che fa bene all’umanità. Preparato da un triennio dedicato al ricordo degli 800 anni della regola bollata, del presepio, delle stigmate e del cantico delle creature (il centenario di questo è tuttora in corso), eccoci sulla soglia dell’8° Centenario del Transito del Serafico. Transito che si celebra ogni 3 ottobre sera.
I valori universali del prossimo Centenario francescano sono messi in luce dall’articolo che qui trascriviamo da “Il Popolo” di Pordenone. E’ menzionato il nostro beato Marco d’Aviano quale figlio di San Francesco che perseguì il dono, oggi pure minacciato, della pace.Lo offriamo qui di seguito alla lettura, nell’attesa di inserirci nel “clima” dell’Anno francescano 2026, del quale sentiremo molto parlare, ma che dobbiamo anche vivere. Anzitutto pregando e operando per la pace, contribuendo a far crescere la sensibilità per la custodia del creato, vivendo da fratelli di tutti.Tutto ciò viviamo nella speranza cristiana, nella fiducia in Dio che l’Anno Giubilare in corso ravviva e che il Santo Assisiate insegnò.Buon anno dell’VIII centenario di San Francesco d’Assisi a tutti! E buona festa di San Francesco, 4 ottobre, che – ed è molto significativo – il Parlamento italiano, senza distinzioni di parte, sta per ripristinare quale festività nazionale.
IL COMITATO BEATO MARCO Pordenone3 ottobre 2025, Transito del Serafico nell’Anno Giubilare

4 OTTOBRE. INIZIA L’ANNO DELL’VIII CENTENARIO DEL TRANSITO DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

Patrono d’Italia e soprattutto patrono della pace, della fraternità, della cura del creato, doni per l’umanità tutta

La festa di San Francesco di questo Giubileo della Speranza è la chiave di volta del triennio 2023 2026 del centenario francescano indetto dalle famiglie dei figli del Serafico. Si entra infatti, con la celebrazione del Transito di venerdì sera 3 ottobre, nell’Anno dell’VIII Centenario della morte del santo assisiate avvenuta il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola. Un evento di straordinaria rilevanza, attese le tematiche cruciali per l’umanità su cui la figura di San Francesco fa riflettere: la causa della pace, anzitutto, pace minacciata come non mai prima dalla seconda guerra mondiale proprio in queste settimane; e poi la causa ecologica, della salvaguardia del creato cantato otto secoli esatti fa dal santo nel Cantico delle Creature, causa con strette correlazioni con quella della pace; e ancora la causa della fraternità, via principe di futuro perché siamo tutti umani e “tutti sulla stessa barca” aveva affermato papa Francesco facendo di queste tre istanze indilazionabili i pilastri del suo insegnamento con le encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti ispirate sin dal loro titolo alle parole del santo stesso.

Per l’Italia il Giubileo di San Francesco assume un sapore più intenso celebrando la nostra nazione il patrono, espressione sublime dell’animo italiano. E fa tanto piacere sapere che è molto avanzato in Parlamento l’iter per elevare il giorno 4 ottobre a festività nazionale: avvenuta giorni orsono l’approvazione della Camera dei Deputati, si attende il passaggio del disegno di legge al Senato della Repubblica. Per cui è ragionevole pensare che questa definizione di grande significato, che trova l’unità delle parti politiche, si avrà proprio per la festa del santo del 4 ottobre 2026. Sarà l’occasione alta per ribadire che non c’è futuro senza pace, non c’è pace senza fraternità, non c’è pace senza rispetto del creato, dono incommensurabile di Dio creatore.

Quali e quante provocazioni salutari vengono dal Giubileo di San Francesco! Senza dimenticare i pilastri della spiritualità evangelica del santo, in primis la povertà che, intesa come atteggiamento interiore di costante disponibilità e attenzione all’altro, è pure fondante la pace universale insieme al senso di comunità: perché chi sa vivere insieme non è capace di guerra.

La nostra regione è in un certo senso privilegiata nella celebrazione dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco non ultimo perché crocevia di pace conquistata grazie a un forte credo nell’Europa come comunità di stati e popoli dopo le drammatiche pagine della prima e della seconda guerra mondiale che – la prima – inferse colpi mortali e distruzioni (si ricordi l’anno dell’invasione) e – la seconda – provocò lutti a causa della lotta fratricida per la liberazione dall’oppressione e dolorose mutilazioni territoriali. Laboratorio di pace e d’Europa, il Nord Est d’Italia è privilegiato anche per la grande tradizione di presenza francescana, impersonata in special modo da Sant’Antonio di Padova, e per avere generato, soprattutto nei frati Odorico da Pordenone e Marco d’Aviano, personalità francescane di caratura internazionale e di modernità e attualità sui versanti delicati della costruzione di ponti di pace – e di una più forte, necessaria oggi, coesione europea (Marco d’Aviano) – e del dialogo fra le culture e le religioni, su cui pure si fonda la pace (Odorico da Pordenone). Senza dimenticare le innumerevoli altre figure francescane che, partite dalle nostre comunità, hanno seminato pace e fraternità in molte contrade d’Italia e del mondo, dando spesso esemplare testimonianza missionaria. Ci limitiamo a citare i nostri tre venerabili: Bernardino, Egidio e Serafina, anche in quanto espressione del frondoso, diversificato per vocazioni, albero francescano del primo, secondo e terz’ordine.

Ricordare per attingere forza di coerenza evangelica sui palcoscenici di una contingenza storica tanto difficile che abbisogna di testimoni credibili e coraggiosi, e riaffermare valori universali oggi irrinunciabili come pace, fraternità e cura del creato, sarà una dimensione fondamentale, ricca della speranza cui ci invita il Giubileo 2025, dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi che oggi iniziamo.                                                                             

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AFFISSA E BENEDETTA LA LAPIDE A VIENNA COMMEMORATIVA DELLA PREGHIERA DI PACE DEL BEATO MARCO

Una realizzazione bella, importante e densa di valori del nostro Comitato pro canonizzazione

Una festa prettamente polacca ha accolto a Vienna l’affissione e benedizione della lapide commemorativa della preghiera di pace elevata dal Beato Marco d’Aviano alla vista della capitale allora dell’impero asburgico assediata e quindi miracolosamente liberata nel 1683. Essa ha occupato sul Kahlenberg la mattina di domenica 7 settembre e ha visto primo concelebrante la messa in onore di Marianamen (Santo Nome di Maria, anticipata qui sulla data anniversaria della liberazione di Vienna del 12 settembre) il promotore mons. Romano Nardin, guida della delegazione del Comitato Beato Marco sostenitore dell’iniziativa. Ha presieduto l’abate cistercense Szypulski con il rettore padre Krekora alla presenza di diplomatici e militari in servizio nella capitale d’Austria (notata la rappresentanza ucraina), di Carlo von Absburg figlio del compianto arciduca onorevole Otto a sua volta figlio dell’ultimo imperatore, il Beato Carlo I, nonché dell’assessore regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Zannier, avendo la regione autonoma finanziato convintamente l’opera. Per il raggiungimento dello scopo mons. Nardin, emerito parroco di Ghirano e Villanova di Prata, ha lavorato con tenacia sostenuto dagli ideali di fede e di pace, e dal valore imprescindibile dell’unione fra i popoli europei, di cui Padre Marco è emblema e oggi monito: siamo infatti in giorni di pericoli gravissimi per la pace nel continente, pericoli che hanno interessato proprio la nazione polacca dove la figura e il contributo essenziale alla pace di Padre Marco sono ben noti (papa Wojtyla disse una volta di conoscere il cappuccino “fin dai banchi della scuola”). Lo stesso don Romano, dopo la celebrazione eucaristica e la scopertura della lapide trilingue all’esterno della Josefskirche, ha impartito la benedizione finale con la formula usata da Padre Marco e con la reliquia del beato.Alla tomba di questo nella centralissima Kapuzinerkirche i pellegrini del Comitato, raggiunti dal gruppo Danzerini di Aviano e dall’assessore comunale Menegoz, avevano con loro vissuto una bella messa la sera di sabato 6 deponendo alla fine fiori e una speciale preghiera impetratoria diffusa dal Comitato in questo Anno giubilare della Speranza. In essa si chiede a Dio di “guardare noi e il mondo dal baratro della guerra”, mentre possiamo e forse dovremmo ripetere come non mai le parole pronunciate da Padre Marco sul Kahlenberg 342 anni fa in uno dei momenti più disperati della storia del continente: “Noi non amiamo altro che la pace”. Queste convinzioni, spiegate a Vienna pure nel corso di un momento culturale, hanno portato il Comitato quest’anno, specie nell’agosto del Beato Marco, a percorrere molti cammini giubilari e di pace in luoghi motivati della nostra regione e del vicino Veneto: esse sono risuonate venerdì 12, giorno del Santo Nome di Maria (memoria liturgica ripresa dal papa polacco per tutta la Chiesa nel 2002), nell’incontro di preghiera e fraternità all’insegna dell’apostolo di pace tenutosi nella Casa Opera Immacolata di Lourdes di Conegliano ove risiedono preti e laici della diocesi vittoriese. Già ci si era recati ad animare la preghiera di pace, tanto raccomandata quest’estate da papa Leone XIV, nelle analoghe case del clero di Udine e San Vito al Tagliamento, come nei monasteri di clausura di Mira e Attimis, mentre i viennesi, e sono stati tanti, erano stati intercettati il 23 e 24 agosto nelle sette celebrazioni animate sul Beato Marco “d’Europa” a Grado, stazione balneare “storica” di quella capitale, e gli austriaci anche a Trieste Monte Grisa e a Sappada. 

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UNO SGUARDO ALL’AGOSTO DI PREGHIERA DI PACE CON IL BEATO MARCO CELEBRATO NELL’ANNO GIUBILARE

Il mese celebrato del Beato Marco nel Giubileo della Speranza: UN ITINERARIO ALL’INCONTRO FRA GENTI E POPOLI CHE CEMENTA LA PACE E SCONGIURA LA GUERRA

L’agosto con il Beato Marco è stato un tempo sinceramente giubilare: non tanto per l’estensione del calendario, soprattutto per il valore delle proposte suggerite dal Comitato pordenonese che cura la memoria del cappuccino in presenza di inestricabili, interminabili guerre che stanno insanguinando anche l’Anno Santo della Speranza: ed è la speranza che deve dare ali al desiderio di pace dei credenti. Lo si è ribadito in tutti i numerosi momenti celebrati lungo un itinerario che ha reso organizzatori e presenti davvero “pellegrini di speranza”. E ciò a cominciare dal partecipato pellegrinaggio d’apertura del mese il9 agosto: esso ha portato 55 persone guidate da mons. Guido Genero in Carnia e indi in Cadore e a Sappada. Il vicario generale dell’arcidiocesi di Udine, dopo la sosta nel santuario ben intitolato alla Regina Pacis, ha celebrato la messa prefestiva nella parrocchiale gremita di turisti, in questa comunità che sappiamo essere germanofona ed è stata pertanto motivata tappa del gruppo che ha permesso così di far conoscere anche qui colui che a Vienna morì e riposa e dove impetrò pace per il nostro continente. Non è mancato il ricordo del vescovo Abramo Freschi tanto affezionato alla comunità sappadina. Nella mattinata, un cammino giubilare a piedi di circa un chilometro aveva portato i pellegrini a Rizzios di Cadore che conserva come reliquia, e onora in apposita teca esposta, una pianeta appartenuta al beato frate. Qui ha celebrato quattro giorni dopo, nel pomeriggio della festa del 13 agosto, il vescovo emerito di Belluno-Feltre mons. Giuseppe Andrich con larga presenza di fedeli affezionati al luogo, incantevole tra i monti: la doverosa rappresentanza del Comitato Beato Marco l’ha raggiunto a piedi tra i boschi dalla stazione ferroviaria di Calalzo.

Restando al giorno della festa liturgica, mentre si celebravano diverse messe “tradizionali” a Pordenone (segnaliamo quella in duomo, chiesa giubilare, perché vi erano presenti le suore elisabettine abitanti nella via Padre Marco d’Aviano retrostante il Vendramini, che è poi l’unica casa francescana rimasta in città), va fatta speciale menzione di quella concelebrata con vera festa dai preti della Casa del Clero di San Vito al Tagliamento che sentono la compagnia del beato nostro nella sala soggiorno, dove una sua statua richiama l’intitolazione a lui, sacerdote come loro: una foto dello speciale gruppo, compreso il benemerito don Terziano Cattaruzza, ha suggellato l’incontro, dai preti desiderato. Che c’è stato pure il giorno innanzi, e con manifeste convinzioni degli ospitanti, nella Casa Fraternità Sacerdotale di Udine, presenti venti sacerdoti di questa e dell’arcidiocesi di Gorizia che hanno prima ascoltato e, dopo il fraterno pranzo, celebrato l’apostolo friulano di pace. Significativi incontri hanno interessato anche monasteri di oranti: con celebrazione dei vespri, tanto bella, con le agostiniane (e i loro fedeli) a Mira (Venezia), dove le monache conservano un ritratto del beato nostro, della messa con le Benedettine a Poffabro e la visita anche alle Clarisse ad Attimis. Proiezioni significative della memoria dopo la messa e processione con il reliquiario della serata del 13 con il vescovo diocesano a Villotta d’Aviano si sono avute, fra le altre numerose, in una Piancavallo ricca di turisti: due messe il 16 e 17 agosto. La domenica è stata conclusa al santuario della Santissima di Colturasul Livenza, dotatosi lo scorso anno di una reliquia del beato (qui è venuto a presiedere mons. Pietro Cesco). Con la reliquia è stata impartita dovunque la benedizione finale.Giornate che resteranno impresse nella mente degli organizzatori sono quelle del 23 e 24 agosto. A Grado, sia nella basilica di Sant’Eufemia che nella chiesa di Città giardino, è stata presentata a ben sette messe affollate la figura di Padre Marco nella chiave dell’attesa della pace che non potrà esserci però senza perdono, come insegna l’Atto di dolore perfetto del beato, e senza ripetere ognuno di noi con lui: “Noi non amiamo altra cosa che la pace”. Non pochi dei tanti che hanno ascoltato tale messaggio – in linea con il Giubileo della Speranza e l’esortazione alla preghiera e al digiuno del papa in settimane di trepidazione che stiamo vivendo in riferimento agli scenari infiniti e sempre difficili di guerra – erano austriaci e in specie viennesi (ma anche tedeschi, ungheresi, cechi, slovacchi, croati, raggiunti tutti con un apposito cartoncino esplicativo): di qui pure l’opportunità dell’iniziativa, che si è ripetuta l’ultimo giorno del mese a Trieste nel tempio mariano di Monte Grisa davanti al dipinto a olio esposto del beato europeo che tanto si legò alle terre dell’Impero degli Asburgo: di Padre Marco si è sottolineata qui, in una città portuale emporio di genti appartenenti a più confessioni religiose, la vocazione all’incontro fra popoli, valore che il Comitato Beato Marco continuerà a evocare – nell’opera di diffusione dell’apostolo di unità e pace in Europa che si prolunga ora nel settembre dell’Anno Giubilare – anche facendo recitare in diverse lingue l’apposita preghiera impetratoria. Perché è nell’incontro fra diversi che sentono di arricchirsi l’un l’altro, meglio se con sentimenti di fede, che si cementa la pace e si scongiura la guerra.

ORA TAPPA A VIENNA: UNA LAPIDE PER PADRE MARCO

E ora l’itinerario di pace con Padre Marco si completa a Vienna dove una piccola delegazione reca la lapide (IN FOTO) per la facciata della chiesa sul colle del Kahlenberg ove il cappuccino “pregò per la liberazione di Vienna il 12 settembre 1683”. Così dice il testo trilingue (italiano – tedesco – polacco) di quest’opera che con tenacia è stata voluta, per il Comitato, da monsignor Romano Nardin. Egli guida la delegazione di dodici persone (membri del Comitato e suoi amici) che sabato 6 settembre alle ore 16 partecipano alla messa prefestiva nella Kapuzinerkirche e qui omaggiano la tomba del beato nostro e quindi assistono a un momento culturale. Domenica 7 alle ore 10 la lapide viene benedetta al termine della solenne messa di Marianamen, la festa del Santo Nome di Maria tradizionale in questo luogo che vide Marco d’Aviano celebrare la messa servitagli dal re polacco prima della battaglia e dell’insperabile vittoria che portò alla liberazione della sottostante capitale assediata. Accompagniamo la delegazione con molta simpatia, ringraziando don Romano dell’applicazione che ci ha messo nel portare avanti il progetto. Esso si è reso possibile grazie all’aiuto della presidenza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che tanti legami ha con Vienna e l’Austria e che sa di avere in Padre Marco uno dei suoi figli più illustri. 

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17 GIUGNO ore 16 – CONEGLIANO Frati – Riunione annuale del Comitato BM e messa votiva nell’anniv. di p.Venanzio e del vescovo p.Flavioarco

Come anticipato nell’informativa inviata nell’Ottava di Pasqua, ci ritroviamo per la

riunione annuale del Comitato a Conegliano martedì 17 giugno alle ore 16 esatte.

E ciò in coincidenza della tradizionale celebrazione della messa votiva del Beato Marco (ore 18) in quella città nel giorno anniversario (17°) di padre Venanzio e (3°) del vescovo padre Flavio (Carraro). Profittiamo e ringraziamo dell’accoglienza del Convento Cappuccino, tenute presenti l’amicizia e collaborazione che ci lega all’ordine del Beato Marco.

La riunione annuale è espressione, da parte di ciascuno, dell’adesione data al Comitato Beato Marco. Il Consiglio di Presidenza ha lavorato anche negli ultimi tredici mesi per l’attuazione delle linee che ci siamo suggeriti di seguire nella riunione tenutasi a Ghirano di Prata (Pn), ospiti di don Romano, il 1° maggio 2024. Molto impegno si è messo nel tener fede al nostro consueto calendario (ai ponti di Tremeacque e al capitello di Basalghelle; a Conegliano, Pordenone, Chioggia e Udine nell’anniversario di padre Venanzio) che ha per vertice l’agosto del Beato Marco celebrato in forma diffusa fino al settembre della festa del Nome di Maria che richiama la famosa liberazione di Vienna. Abbiamo ripreso, nel Giubileo in atto, le celebrazioni nelle comunità che hanno una via intitolata al Nostro: e sono stati – a Bassano del Grappa e ad Aurava di San Giorgio della Richinvelda (maggio scorso) – momenti molto belli di contatto con realtà locali, utili a far apprezzare il Beato Marco. Molto intensi e motivati sono anche i pellegrinaggi che organizziamo. Da ricordarsi quelli più recenti: a Feltre (agosto 2024) e poi a Verona (5 aprile scorso): quest’ultima è stata una vera esperienza giubilare e quaresimale in linea con la spiritualità penitenziale del nostro cappuccino (confessioni comprese). E ora c’è la proposta di andare, soprattutto noi del Comitato, a Chioggia e Adria il 25 giugno (vd allegato). In ogni occasione ci ha accompagnati la convinzione dell’attualità di Padre Marco in un tempo ancora di non ritrovata pace: nella sua intercessione vogliamo continuare a coinvolgere. Non abbiamo inoltre mancato di valorizzare l’aspetto culturale: ne è indice la recente conferenza inserita nel festival internazionale èStoria (31 maggio) a Gorizia, capitale europea transfrontaliera della cultura dove ci saranno a breve altri momenti di approfondimento su Marco “d’Europa”.

Potremmo continuare, ma ogni fine anno ci peritiamo di compilare e inviare un elenco dei momenti celebrati: dell’itinerario seguito nel trascorso 2024 siete tutti informati.

In questi mesi ha ripreso vigore il progetto di collocazione di una lapide trilingue in facciata della chiesa del Kahlenberg a Vienna, dove Padre Marco pregò per la pace insperata in presenza di un assedio armato letale per il continente. Esso non è di facile realizzazione, ma ce la stiamo mettendo tutta per coronarlo nel vicino settembre: ne parleremo in riunione. In essa vorremmo raccogliere qualche altra proposta da inserire in quest’Anno Santo: l’agosto del Beato Marco si avvicina e vorremmo disegnarlo insieme. Il Giubileo infatti è momento privilegiato di proposta dei santi e quella di Padre Marco è alquanto pertinente a esso: noi ne siamo convinti.

Riuniti come amici fra noi e collaboratori dell’opera meritoria che iniziò padre Venanzio (il 17 giugno è il giorno del suo natale al cielo), siamo coscienti di non dover lasciare disperdere una così preziosa eredità. Padre Marco è tenuto in molta considerazione in numerosi ambienti, anche per l’assiduo nostro lavoro. Non siamo devoti e coadiutori di una causa qualsiasi! Ciò ci dia forza per un ulteriore impegno.

Arrivederci a Conegliano, nel convento dei Cappuccini, martedì 17 giugno dalle ore 16.

         Don Luigi Stefanuto con il Consiglio di Presidenza 

del Comitato BM

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Iniziative maggio Comitato Beato Marco

Salutiamo, amici carissimi, l’elezione di papa Leone XIV Prevost nell’ideale continuità di fede in Gesù e amore all’umanità dell’indimenticabile papa Francesco. E ricordiamo qui sotto i momenti in cui, nei prossimi giorni, tutti ravvicinati, potremo pregare per la Chiesa, e per la pace, in presenza o idealmente partecipi, per l’iniziativa del Comitato Beato Marco e in sintonia con comunità diverse per area geografica. 

SABATO 17 MAGGIO, uscita da Pordenone pomeridiana e serale a Bassano del Grappa e Solagna (Alta Valle del Brenta) per la presentazione a Bassano della via intitolata da quella città al Beato Marco d’Aviano (inizio alle ore 16 nella chiesa delle Figlie di Sant’Anna). Dopo la sosta devota a Bassano, dove cent’anni fa (23 maggio 1925) professò tra i Cappuccini l’indimenticabile padre Venanzio Renier, la messa è celebrata a Solagna dal salesiano di Pordenone don Alfredo Tasca, nativo di qui. Saranno pellegrine 54 persone, con grande convinzione della comunità bassanese che le accoglie per Padre Marco (vedi articolo allegato giunto da Bassano).

SABATO 24 MAGGIO, ore 18, ad Aurava (nello Spilimberghese), messa in chiesa parrocchiale con presentazione della via Padre Marco intitolata dal Comune di San Giorgio della Richinvelda. Pregheremo il nostro beato per la pace.SABATO 31 MAGGIO dalle ore 12 alle ore 13, a Gorizianell’Aula Bommarco di via Seminario 7conferenza su “Marco d’Aviano e re Sobieski in difesa dell’unità e identità dell’Europa” nell’ambito del festival internazionale della storia èStoria. La conferenza è tenuta, su invito del Comitato Beato Marco, dallo storico polacco professor Stefan Bielanski, docente universitario a Cracovia.

Seguiranno a giugno gli appuntamenti nell’anniversario di padre Venanzio; ad agosto il mese del Beato Marco; a settembre la collocazione di una lapide in suo onore in facciata della chiesa viennese sul Kahlenberg e il convegno storico a Gorizia nell’ambito di GO!2025, capitale europea transfrontaliera della cultura insieme a Nova Gorica.

A tutti, buona attenzione a questi momenti, significativi. Noi ci mettiamo tanta buona volontà nel prevederli e organizzarli.

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Buon Natale 2024 e Buon Anno giubilare 2025

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Presentazione biografia Beato Marco d’Aviano

Come anticipavamo ai Santi, si tiene a Maniago, domenica 17 novembre, nell’anniversario di nascita del Beato Marco, una mattinata di incontro nel suo nome. Essa è motivata dalla nuova edizione, fresca di stampa, della biografia ora intitolata “Beato Marco d’Aviano. Dal Friuli a Vienna per portare pace”, edita dal Comitato Beato Marco per la causa di canonizzazione con l’ “Editrice Segno”.

Vi alleghiamo il programma previsto dalle ore 9, prima nel duomo di Maniago (santa messa invocante pace), poi nell’attigua Casa della Gioventù (presentazione del nuovo volume). Ne potete vedere la copertina nell’allegata locandina, che vi invitiamo a far girare ai vostri contatti.

Il Beato Marco interceda la tanto necessaria pace, che papa Francesco ha ribadito domenica scorsa va chiesta a Dio nella preghiera. Questa preghiera sarà innalzata per tutti noi a Vienna, presso il suo sepolcro e dalle alture sovrastanti la città ove egli pronunciò la sua offerta di pace a Dio, nel corso del pellegrinaggio che dal 22 al 24 novembre sarà guidato dall’arciprete parroco di Maniago don Alessandro Moro. Lo ringraziamo con la Parrocchia di San Mauro per l’accoglienza che dà ora a tutti noi domenica 17 novembre alle ore 9.

Il Consiglio di Presidenza del

COMITATO BEATO MARCO PER LA CAUSA DI CANONIZZAZIONE

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Camminiamo sulla strada che han percorso i Santi tuoiTutti ci ritroveremo dove eterno splende il sol

Due righe di canto per riassumere il senso di queste giornate di fede e commemorazione: la prima riga è un invito a coltivare il desiderio della santità che è favorita dall’imitazione degli esempi dei Santi; per guadagnarci (seconda riga) il ritrovarci con loro nella compagnia eterna di Dio. Un ritrovare che riguarda anche la nostra umanità, desiderosa di riabbracciare tanti nostri cari, familiari parenti e amici, che non basta li ricordiamo, specialmente in queste ore della sera dei Santi che congiungono alla commemorazione dei fedeli defunti, ma che dobbiamo pregare e per cui pregare.

In queste giornate la Chiesa intende riunire terra, dove noi attendiamo nella speranza, e cielo, dove è “la grande schiera” di chi ci ha preceduto e dove coltiviamo la speranza che ci sia “un posto per me”, per dirla ancora con quel canto, il cui inizio abbiamo riportato sopra nel tempo, questo, della speranza.

Tempo che sarà ravvivato dal “Giubileo della Speranza” indetto da papa Francesco a partire dalla Notte del prossimo imminente Natale. L’Anno Santo ci trovi ben disposti ad accogliere questo messaggio. Ciò sarà possibile anche tornando a contemplare e pregare la “grande schiera”, fatta di tanti santi anonimi come di quelli che la Chiesa propone lungo l’anno alla nostra riflessione sui loro esempi e preghiera d’intercessione.

Noi coltiviamo in particolare la memoria dei Santi della nostra terra. Tra questi brilla di sempre forte attualità il Beato Marco, al quale la Provvidenza riservò un grande ruolo nella storia, quello di riportare pace e di salvare la civiltà cristiana dell’Europa.

In questa solennità dei Santi è stata licenziata alle stampe la rinnovata biografia dal nuovo titolo “Beato Marco d’Aviano. Dal Friuli a Vienna per portare pace”. Ve ne proponiamo qui la copertina nell’attesa della sua presentazione.

Tale momento di presentazione è in calendario domenica 17 novembre, anniversario della nascita e del battesimo di Carlo Domenico Cristofori. Si terrà a Maniago, con programma a cominciare dalle ore 9 nel duomo: santa messa celebrata dall’arciprete e quindi, nella vicina “Casa della Gioventù”, la presentazione. Siamo invitati come devoti e ammiratori di “Marco d’Europa”. Particolare invito l’arciprete don Alessandro Moro ha rivolto e rivolge a quanti saranno pellegrini con lui a Vienna nei giorni seguenti: dal 22 al 24 novembre. Vi è ancora disponibilità di posti, per cui chi fosse interessato al pellegrinaggio alla tomba di Padre Marco e a camminare con lui sulle alture sovrastanti la capitale d’Austria che furono teatro della sua opera e preghiera di pace sono invitati a telefonare al parroco stesso di Maniago al cell. 347 5651383.

Le partenze in pullman del pellegrinaggio saranno venerdì 22 novembre: a Maniago ore 14; a Pordenone Seminario ore 14.30; a Portogruaro parcheggio autostrada Winn ore 14.45.

Frattanto arrivederci a Maniago domenica 17 novembre, in duomo, alle ore 9.

IL COMITATO BEATO MARCO PER LA CAUSA DI CANONIZZAZIONE

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