Anniversario Padre Cesario, Padre Venanzio, Mons. Freschi

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Chioggia 2021

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Incontro a Conegliano del 7 giugno 2021

Otto i sacerdoti (vittoriesi, pordenonesi e cappuccini) che lunedì 7 giugno hanno concelebrato messa dai frati a Conegliano uniti spiritualmente all’ex ministro generale padre Flavio Roberto Carraro che nell’infermeria dell’annesso convento trascorre la quiescenza e anche il suo 25° da vescovo, eletto l’8 giugno 1996 pastore della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro (e poi vescovo di Verona). Al ricordo, coinciso per volontà del Comitato con quelli annuali del Beato Marco e di padre Venanzio, ha fatto pervenire la sua partecipazione scritta di preghiera cordiale e fraterna il vescovo Corrado Pizziolo. Nel clima della prossima festa di calendario del beato cappuccino d’Europa si potrà tornare qui all’amata figura di padre Flavio, ordinato vescovo il 7 agosto di un quarto di secolo fa, e al capitello di Basalghelle di Mansuè il 12 agosto, dove la preghiera e riconoscenza saranno quest’anno per il vescovo Alfredo Magarotto, pure grande estimatore della causa (e di p. Venanzio) e che benedisse quel luogo singolare dedicato al Beato Marco. Frattanto, la prossima settimana, saranno celebrate messe per l’anniversario di padre Venanzio anche a Chioggia, sua patria, e a Pordenone-Il Cristo suo luogo di promozione del Beato Marco, oltre che al cimitero di Aviano.   

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RICOMINCIAMO CON L’ANNIVERSARIO DI P. VENANZIO

A tutti il più cordiale saluto. Ve lo porgiamo con gioia dettata dalla speranza: di poter riprendere – anche noi – il cammino di vita “normale” (per quanto attento a rispettare ogni prescrizione), dopo i nuovi mesi, prolungati, della pandemia. In essi abbiamo continuato l’attività per il Beato marco soprattutto invocandone il patrocinio sulla salute e la pace (ricordiamo la preziosa “preghiera impetratoria”!).Ora tentiamo di tornare a qualche momento anche “in presenza” (com’è cambiato pure il linguaggio in questo anno e mezzo!): momento di fede e ancora di affidamento. Ce ne dà occasione l’anniversario di padre Venanzio. La data prescelta, quest’anno anticipata, coincide con l’avvento della “zona bianca”: ci sentiamo così invitati senza “restrizioni” oltre che con tutte le convinzioni che abbiamo.L’anniversario dell’iniziatore del nostro cammino di riscoperta del Beato Marco si celebra in anticipo, lunedì 7 giugno alle ore 18 nel convento di Conegliano, per essere vicini al presidente onorario del Comitato, mons. Flavio Roberto Carraro, allievo e poi superiore di padre Venanzio, che ricorda il 25° di nomina episcopale. Anche a lui siamo riconoscenti se il nostro cammino è potuto riprendere. Ci è sembrato doveroso, dunque, far coincidere questi anniversari, pur nella semplicità (tutta cappuccina!) che contraddistinguerà questa “prima messa”.Seguiranno altre date a Pordenone-chiesa del Cristo e a Chioggia, patria di padre Venanzio, secondo l’uso di tutti i tredici anni che ci separano dalla sua presenza fisica, che crediamo però ancora operosa per noi accanto a Padre Marco in cielo. Padre Venanzio questa “attività” ce la promise pubblicamente.L’occasione è gradita per ritrovarvi tutti qui lettori e condividenti, magari anche da lontano. Nella messa ricorderemo anche quanti fra noi non ci sono più, anzi sono “in Dio”; e onoreremo il Beato Marco con l’onore alla sua reliquia e il canto, nella città che lo vide farsi frate e professare la regola francescana nella famiglia dei Cappuccini.Vi sentiamo tutti presenti!
IL COMITATO BEATO MARCOper la causa di canonizzazione

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Ai ponti di Tremeacque in onore del Beato Marco

Giorni di riaperture! Dal 26 aprile è di nuovo libera la circolazione fra regioni per la quale, per oltre quattro mesi (era stata preclusa dal 21 dicembre scorso), ha sofferto anche la Chiesa vittoriese nella sua componente friulana del Sacilese, rimasta di là rispetto al centro diocesi. Simboli qui di comunione al limite di Veneto e Friuli (valore perciò pure cristiano), e non solo di collegamento viario, sono in particolare i suggestivi doppi ponti di Tremeacque sul Meduna e il Livenza. Qui è stata dunque anche invocata la benedizione di Dio sulla riapertura (vd. foto Patrizi), significativamente coincisa, il 27 aprile, con il diciottesimo anniversario della beatificazione di padre Marco d’Aviano, al quale questi ponti sono intitolati quale unificatore e “carismatico costruttore di pace”. Presente il presidente e alcuni componenti del Comitato promotore della causa, il parroco di Ghirano e della sottile lingua di terra intermedia fra i due fiumi di confine (anche diocesano), mons. Romano Nardin, ha fatto prima recitare ai fedeli la preghiera impetratoria della salute per intercessione del beato cappuccino in un momento ancora di contagi e morti, gravido di incertezze su opportunità e modalità delle riaperture. W.A.

Per desiderio di don Romano (vedi la bella foto) e CON UN RINNOVATO GRANDE SALUTO

sdr

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9 e 11 aprile 1321 – 2021: VII CENTENARIO DEI MARTIRI DI TANA, protomartiri francescani d’India

Fu loro devotissimo il beato Odorico da Pordenone che ci racconta nei dettagli il martirio dei frati Tommaso da Tolentino, Giacomo da Padova, Demetrio da Tblisi e Pietro da Siena nel pur breve dettato della Relatio di viaggio verso la Cina. Significativo l’affresco della chiesa di San Francesco in Udine, che fu luogo della formazione francescana di Odorico e della sua morte e sepoltura per secoli, che lo vede in cammino con in mano i sacchi contenenti i teschi dei quattro confratelli, i cui resti egli aveva esumato a Tana (oggi periferia di Mumbai) e portato con sé come protettori del suo pericoloso itinerarium.I protomartiri francescani d’India sono onorati in questi giorni e in questo anno nelle Marche, esattamente a Tolentino patria del capo di essi: che coraggiosamente professarono la fede in Cristo vero Dio e vero uomo davanti alla prospettiva di essere condannati a morte dai musulmani. Il sangue dei martiri sia anche oggi seme di nuovi cristiani! Nella domenica della Divina Misericordia, che corona il giorno santissimo di Pasqua, crediamo, anche per la vera e suprema testimonianza di questi fratelli, che Cristo, vincitore del peccato e della morte, donandoci oggi la pace e il perdono, è la nostra Pasqua, è il salvatore e redentore di ogni uomo e di tutto l’uomo. W.A.

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Ricordiamo nella preghiera gli amici del Beato Marco d’Aviano

In questa Pasqua, evento della Risurrezione gloriosa del Signore che ha aperto i credenti in lui alla Vita vera, vogliamo invitare a ricordare nella fede pasquale alcuni grandi amici dell’Opera per Padre Marco e a donare loro una riconoscente preghiera: padre Fiorenzo Cuman cappuccino (+ 14 gennaio), il vescovo mons. Alfredo Magarotto (+ 22 gennaio), padre Erhard Mayerl cappuccino già ministro provinciale di Vienna, superiore di quel convento e custode della tomba di Padre Marco (+ 14 marzo), Mario Antonio Favret (+ 27 marzo). Speriamo di poter celebrare pure per loro la messa nell’anniversario di padre Venanzio, del quale furono amici, nel giugno prossimo. Motivo per ricordarli nella comunione eterna del paradiso vicini a Padre Marco lo avremo anche nell’anniversario della beatificazione, cui collaborarono con forti convinzioni, il 27 aprile (18° anniversario): potremo viverlo “in distanza”, ma sempre congiunti fra noi e il Cielo, davvero nel più bel ricordo!

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Pasqua2021

Pasqua siamo costretti a viverla ancora, dopo l’itinerario quaresimale tanto caro al beato nostro e più che l’anno passato, nell’incertezza. E pensare che è la festa della certezza! Certezza di una liberazione, dalla schiavitù (ricordiamo l’antico popolo esule) e dalla morte (garantita dalla risurrezione del Signore).Vi raggiungiamo con auguri che – sappiamo – hanno senso in questo momento solo con una prospettiva di fede. Il Signore risorto veglia sul nostro cammino: crediamo che tutto sia per un maggior bene, che tutto soprattutto è nelle sue mani, che sono mani di “padre”. Le nostre mani si congiungano allora alle sue nella preghiera: non manchi essa – preghiera anche di intercessione – in questo giorno e nella settimana che si apre, la grande Ottava della Pasqua, che si chiude con la domenica della Divina Misericordia della quale Padre Marco fu “profeta disarmato”.Non possiamo incontrarci, non possiamo ancora fare programmi, ancora almeno per tutto il mese di aprile: solo desiderarli. Ma siamo uniti nell’invocazione del bene al Beato Marco che “possiede” la Pasqua del Cielo. Chiediamogli la sua fede nei tempi difficili. E imitiamola: egli è un grande esempio per affrontare ogni sfida.Auguri dal Comitato Beato Marco per la causa di canonizzazione.don Luigi Stefanuto presidente, con il Consiglio di presidenzaPasqua 4 aprile 2021

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Edito in lingua friulana il romanzo di Carlo Sgorlon Marc d’Europe

Cogliamo l’occasione per avvisare che nelle settimane scorse è stato edito, con presentazione del presidente del Comitato per la causa di canonizzazione, il volume “Marc d’Europe”, traduzione in lingua friulana a cura di Eddi Bortolussi del romanzo storico scritto nel 1993 da Carlo Sgorlon con dedica a padre Venanzio Renier e ai frati cappuccini nel desiderio che anche lo scrittore udinese (morto nel Natale 2009) aveva di favorire la conoscenza del grande personaggio storico conterraneo e la causa del poi beato. Siamo grati al traduttore per il pregiato lavoro e all’editrice Società Filologica Friulana per il coinvolgimento. La pandemia impedisce per ora momenti di illustrazione e divulgazione dell’opera “in presenza”. Speriamo di poterli vivere, e prima comunicare, presto in collaborazione alla benemerita Filologica.

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Per la solennità di San Giuseppe 2021 nell’Anno a lui dedicato, ricordando la grande devozione di Padre Marco

Cari Amici e Devoti, questa festa annuncia ogni anno la primavera, ma stavolta – ed è la seconda – rischiamo di essere ancora prigionieri dell’inverno. Siamo pressoché chiusi a casa, in zona rossa. Rassegnati più che scoraggiati, e in pericolo forse anche di soccombere all’apatia o comunque di perdere contatto con tante realtà. È nella fede pasquale, che ci è stata preannunciata la scorsa domenica “laetare”, che possiamo trovare momenti e soprattutto motivi per confidare che risurrezione ci sarà.

San Giuseppe accolse senza batter ciglio il disegno grande sulla sua vita di cooperare, custodendo la vita del piccolo Figlio non suo ma di Dio, al progetto “impossibile” di Dio: farsi uomo per salvare l’uomo; egli si è quindi prestato con totale fiducia a crescere e proteggere in momenti difficilissimi come padre la vita del Redentore nostro: ebbene, sia lui a infonderci ora certezze nell’incertezza.

Non ebbe su ciò dubbi il Beato Marco. E invocava perciò San Giuseppe, il santo che insegna a fidarsi di Dio, sempre.

Nell’attesa dei giorni pasquali, prendiamo anche qui esempio da Padre Marco. Vi proponiamo in allegato qualche brandello di lettera sua di invocazione di San Giuseppe. Del custode del Redentore stiamo vivendo l’“Anno” indetto da papa Francesco con la lettera apostolica Patris Corde, che pure vi invitiamo a considerare nei bellissimi capitoli dedicati al Padre amatoPadre nella tenerezzaPadre nell’obbedienzaPadre nell’accoglienzaPadre dal coraggio creativoPadre lavoratorePadre nell’ombra. Questa devozione del nostro cappuccino è tramandata soprattutto nella corrispondenza con l’imperatore Leopoldo I d’Austria, uomo piissimo, che si fidò di San Giuseppe sempre, e non meno negli eventi complicati del suo tempo segnato dagli assedi conclusisi con le [quasi impossibili] liberazioni di Vienna e Buda dall’oppressione ottomana.

Come dire: San Giuseppe è il santo dei tempi più difficili! È il santo che fa al caso di quest’anno difficile! Il Beato Marco si è fidato, anche noi affidiamoci!

Voglia San Giuseppe ottenerci un’altra “liberazione”. Che è anche uno dei significati più veri e belli della Pasqua che, con maggiore intensità, vogliamo perciò predisporci a vivere nella fede.

19 marzo 2021

IL COMITATO BEATO MARCO pro causa di canonizzazione

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