2022 APERTO CON ODORICO DA PORDENONE

E IL PRIMO ANNUNCIO IN FRIULI DEL CENTENARIO FRANCESCANO 2023-2026

Al via le celebrazioni odoriciane, come ogni inizio d’anno, anche stavolta condizionate dall’emergenza sanitaria. Che non blocca peraltro il fervore della Commissione per la canonizzazione e il culto, la quale rilancia una costellazione di appuntamenti religiosi fra Pordenone e Udine (e anche Gemona). L’orizzonte è ormai quello del Centenario Francescano 2023-2026, annunciato a Greccio a fine novembre: un grande evento che coinvolgerà l’Italia che ha in Francesco d’Assisi il patrono, e il Friuli soprattutto in ragione delle carismatiche personalità espresse qui dai segnaci del Poverello: pensiamo a Odorico da Pordenone, frate della prima ora arrivato in Cina nel Trecento; pensiamo al Beato Marco d’Aviano, a valenza europea. In questo gennaio 2022 la festa del Beato Odorico coincide con il bicentenario della nascita del grande ministro generale dei Frati Minori, il venerabile padre Bernardino da Portogruaro. Il giorno dell’anniversario, sabato 15 gennaio, presiederà dalle ore 15 alla commemorazione e poi alla messa solenne nel duomo portogruarese una personalità d’eccezione: il ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori padre Massimo Fusarelli.

Tornando a Odorico e alla sua Pordenone, dopo la celebrazione iniziale nella cappella dell’Ospedale di sabato 8, la reliquia viene onorata domenica 9 nella natale Villanova alle ore 9.30, nel duomo di San Marco alle ore 11.30, dai Comboniani di Cordenons alle ore 18; venerdì 14 al Cristo (ore 18). Seguiranno, la domenica seguente 16 gennaio, le messe nella parrocchia del Beato Odorico (ore 9 e 11) e al santuario delle Grazie (ore 7, 9, 11, 18). Particolare la messa che mons. Basilio Danelon presiederà nella Chiesa di Cristo Re domenica 23 alle ore 11 per la collocazione qui di un ritratto del beato opera di Andrea Susanna: questa comunità, che gravita su via Villanova, è infatti gemellata a quella della vicina antica Villanova (Sant’Ulderico).

Ma è a Udine e Gemona che la festa del beato frate del Friuli sarà più motivata. Venerdì 14 gennaio, al Carmine in via Aquileia, non lontano dalla stazione ferroviaria, l’arca trecentesca sarà luogo di riunione attorno al Beato Odorico delle componenti francescane del Friuli che daranno il primo annuncio del prossimo centenario del Santo morto ad Assisi nel 1226. Presiederà per questo la concelebrazione alle ore 18.30 un ospite qualificato: l’arcivescovo padre Agostino Gardin, vescovo emerito di Treviso, già segretario della Congregazione vaticana per gli Istituti di vita consacrata ed ex ministro generale dei Minori Conventuali (e provinciale al Santo di Padova). Sarà presente il sindaco Fontanini e una delegazione pordenonese.

Domenica 23 gennaio a Gemona, antichissimo luogo francescano, sono in programma i vespri e la messa celebrati in Sant’Antonio dal vicario generale dell’arcidiocesi mons. Guido Genero, qui dove Odorico è onorato nell’antica cella del Santo e in una vetrata del santuario ricostruito e dove visse un altro frate in causa di beatificazione, padre Gregorio Fioravanti, fondatore delle vicine Suore Francescane Missionarie, del quale pure si ricorda quest’anno il bicentenario della nascita. Concluderà il calendario francescano friulano di gennaio l’anniversario a Fiume Veneto, domenica 30 gennaio, della venerabile suor Serafina Gregoris, francescana di Cristo Re.

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Bicentenario della nascita del Venerabile Padre Bernardino da Portogruaro

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GENNAIO 2022: IL MESE DI ODORICO DA PORDENONE, BERNARDINO DA PORTOGRUARO E SERAFINA DA FIUME VENETO

Sabato 15 gennaio il bicentenario della nascita nella città del Lemene del venerabile ministro generale dei Frati Minori

Aspettando l’ottavo centenario della morte di Francesco d’Assisi, che cadrà nel 2026, ci si prepara fin d’ora a celebrare una serie di ricorrenze legate al santo: ecco che cadranno, andando a ritroso, gli otto secoli dalla composizione del Cantico delle creature nel 2025, dalle Stimmate in lui impresse nel 2024, della Regola bollata da lui redatta e dell’invenzione del presepe nel 2023. Proprio il luogo che custodisce la memoria di quest’ultimo evento, Greccio, nella valle reatina, ha accolto, il 29 novembre scorso, memoria di Tutti i Santi Francescani, l’incontro con cui si è dato ufficialmente l’annuncio dell’VIII Centenario Francescano 2023-2026. È nato in quell’occasione un apposito Coordinamento fra le realtà ecclesiali interessate dagli eventi, compresa la Conferenza internazionale della famiglia francescana: superiori generali dei tre rami del Primo Ordine (Minori, Conventuali, Cappuccini) e del Terz’Ordine Regolare (Tor), dei tantissimi istituti religiosi maschili e femminili di ispirazione francescana, dei laici terziari (Ofs). E non mancherà l’apporto dello Stato italiano del quale Francesco d’Assisi è il patrono principale.

Anche da noi abbiamo motivi e occasioni per porre attenzione già da subito al grande giubileo francescano. Proprio questo primo mese dell’anno profuma intensamente del “nostro” francescanesimo.

14 GENNAIO, BEATO ODORICO

Il 14 gennaio ricorrerà la festa del Beato Odorico circa il quale la pandemia contiene ma non blocca l’annuale calendario articolato fra Udine e Pordenone, caratterizzato, nella città natale, da una costellazione di celebrazioni liturgiche che da anni procede soprattutto nelle singole domeniche del “mese odoriciano”. A Udine verrà dato anche un particolare annuncio del cammino verso il giubileo del Serafico con la presidenza della messa di venerdì 14 alle ore 18.30 al “Carmine” affidata al … …. Da rilevare in città il coinvolgimento questa volta della parrocchia di Cristo Re (ubicata lungo la via Villanova) ove domenica 23, alla messa delle ore 11, sarà collocato in chiesa un dipinto ritratto del beato che vuole anche richiamare il rapporto di collaborazione stretto ormai fra le due “Villanove”: la “vecchia” dei natali di Odorico (intitolata a Sant’Ulderico) e la “nuova”, questa appunto di Cristo Re, parrocchie entrambe rette da don Claudiu Vàcaru. Gli altri luoghi di celebrazioni sono quelli tradizionali: a partire dalla citata antica Villanova e dal Duomo di San Marco (9 gennaio) e poi Beato Odorico e Santuario Madonna delle Grazie (16 gennaio). Coinvolte, con presenza della reliquia, pure le cappelle dell’Ospedale civile, dei Comboniani a Cordenons, perché missionari (8 e 9 gennaio), e delle Suore Elisabettine, perché francescane (14 gennaio). Non – e con forte dispiacere – i luoghi di sofferenza delle case per anziani, che si era soliti visitare prima del covid con tanta convinzione, ricevendo pari attenzione di fede, devozione e calore umano. A loro dovrà andare il più fraterno ricordo nella preghiera d’intercessione in un momento di nuovo tanto problematico e pericoloso.

15 GENNAIO, VEN. PADRE BERNARDINO

Le celebrazioni odoriciane si intersecano quest’anno 2022 con quelle che Portogruaro dedica al “suo” Padre Bernardino, lo storico ministro generale dei Frati Minori per due decenni difficili di ricostruzione del tessuto connettivo dei conventi provati da ripetute ondate di soppressione e che lui visitò in almeno tredici nazioni d’Europa. Giuseppe Dal Vago, che fu poi anche arcivescovo, era nato a Porto, in pieno centro (via Mazzini, nei pressi della farmacia, ora Aliprandi, gestita da suo padre), il 15 gennaio 1822 e battezzato in Sant’Andrea il 17 seguente. I due secoli da quella nascita, che si impresse nel nome suo francescano (padre Bernardino “da Portogruaro”), saranno celebrati sabato 15 gennaio con la presenza in città del ministro generale dei Frati Minori, successore del Portogruaro, il romano padre Massimo Fusarelli. A partire dalle ore 15 si susseguiranno la commemorazione e gli interventi, sintetici ma documentati, delle suore rappresentanti di ben undici congregazioni religiose femminili da padre Bernardino seguite nei loro delicati inizi, sovente con direzione spirituale da lui offerta o a lui richiesta dalle madri fondatrici delle Francescane Missionarie di Maria, Stimmatine, Terziarie Francescane Elisabettine, Francescane Missionarie del Sacro Cuore (Gemona), Francescane Missionarie d’Egitto, Clarisse Missionarie del Ss.mo Sacramento (Bertinoro), Francescane Missionarie di Gesù Bambino (Assisi), Francescane dell’Immacolata (Firenze), Figlie del Sacro Cuore di Gesù (S. Teresa Verzeri), Missionarie del Sacro Cuore di Gesù (S. Francesca Saverio Cabrini), Figlie di Sant’Anna. Si tratterà di ascoltare aspetti della vita di Padre Bernardino, davvero apostolo della vita consacrata, praticamente inediti. Alle ore 18.30, dopo la benedizione della restaurata lapide che segnala la casa natale del Nostro, sarà presieduta dal padre generale una solenne concelebrazione eucaristica in duomo alla presenza di delegazioni delle varie famiglie francescane, della vita consacrata in diocesi, dei sacerdoti della città e di origine portogruarese, del Patriarcato di Venezia, del sindaco Florio Favero, attivamente coinvolto in questo evento, e di altre autorità. L’accoglienza sarà curata dall’arciprete mons. Giuseppe Grillo e dal Comitato riunitosi attorno a lui in parrocchia di Sant’Andrea, coordinato dal prof. Alessio Alessandrini. Alle ore 19.30 l’Orchestra e Coro Città di Portogruaro, diretti dal m.o don Giuseppe Russolo, onorerà gli ospiti, sempre in duomo, con un concerto melologo alla memoria di Padre Bernardino. Domenica 16 seguiranno le messe d’orario in duomo con omelie del vicepostulatore della causa padre Claudio Bratti, del convento di Pavia. Il 2 febbraio, giornata della vita consacrata, essa tutta si riunirà ancora in duomo di Sant’Andrea attorno al vescovo Giuseppe Pellegrini.

Il Comitato ha già promosso con l’Università della Terza Età del Portogruarese una conferenza di approfondimento, tenuta in duomo il 17 novembre dall’archivista dei frati minori veneti padre Pacifico Sella, e pure la serie di predicazioni domenicali preparatorie del bicentenario curate negli ultimi tre mesi dai frati di Motta e San Francesco del Deserto nelle parrocchie del territorio di Portogruaro. Per il prosieguo dell’anno bernardiniano, annunciato in questi giorni da un grande manifesto affisso nei luoghi nevralgici della città e da un banner che pende dalla facciata del duomo, il Comitato ha previsto, sabato 19 marzo, il pellegrinaggio portogruarese a Quaracchi, periferia di Firenze, luogo della morte nel 1895 di Padre Bernardino (e anche, nel 1881, del pure “nostro” e celebre padre Fedele da Fanna da lui incaricato degli studi critici sulle opere di San Bonaventura). La parrocchia di Quaracchi pellegrinerà a sua volta a Portogruaro – e con le parrocchie di questa città all’isola veneziana di San Francesco del Deserto – nei giorni di sabato 7 e domenica 8 maggio, nell’anniversario del passaggio a Dio di un venerabile della Chiesa che ci auguriamo di onorare un giorno beato e la cui causa, che ha segnato l’importante tappa della definizione delle virtù eroiche il 3 luglio 2008, abbisogna di attenzioni nuove e di preghiera convinta del popolo devoto.

La prossima settimana “Il Popolo” conterrà uno speciale sulla figura di grande rilievo storico e spirituale di Padre Bernardino, poco conosciuta in diocesi.

30 GENNAIO, VEN. SUOR SERAFINA

L’ultima domenica del mese, il 30 gennaio, ricorrerà infine l’anniversario della morte nel 1935 di Suor Serafina Gregoris, francescana anch’essa e che ci rimanda alla città di riferimento di praticamente tutti i nostri futuri santi e beati francescani, cioè Venezia, ove Padre Bernardino crebbe a San Francesco della Vigna dall’età di sette anni (e si fece poi frate a San Michele in isola) e Suor Serafina qui visse l’oblazione santa dell’infermità (mentre Odorico è da Venezia che partì verso Oriente e il Beato Marco a Venezia-Ss.mo Redentore trascorse molta parte della vita, predicò ripetutamente e operò guarigioni). Nella città lagunare e a Fiume Veneto saranno dedicate alla venerabile le celebrazioni eucaristiche di tale domenica, ravvivate dalle proposte pastorali delle sue suore francescane di Cristo Re operose nella casa madre veneziana del sestiere di Castello e nella casa natale fiumana di borgo San Francesco.

22 GENNAIO, BEATIFICAZIONE DI PADRE COSMA SPESSOTTO

Il “panorama” francescano di questo gennaio non sarebbe completo se non accennassimo a un’ulteriore figura di figlio del Serafico che in questi stessi giorni la Chiesa pone sugli altari come martire. Sabato 22 gennaio verrà beatificato nella cattedrale di San Salvador (America Centrale) Padre Cosma Spessotto di Mansuè, paese a pochissimi chilometri dalla nostra Prata di Pordenone. Qui nacque il 28 gennaio 1923 (inizia dunque anche l’anno centenario della nascita); entrò indi tra i frati minori conosciuti nella vicina Motta di Livenza. Ordinato sacerdote a Venezia nel 1948 e partito missionario nel 1950 per l’El Salvador, fu parroco tutto carità ai poveri e oblazione di preghiera a Dio e si trovò alfine convolto nella guerra civile che il 24 marzo 1980 vide cadere per mano degli squadroni della morte, mentre celebrava l’Eucaristia, l’arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, oggi santo. Padre Cosma ebbe a seguirlo sulla stessa via – la Via della croce redentiva di Cristo – il 14 giugno dello stesso anno, mentre si preparava a offrire l’Eucaristia per il suo popolo nella chiesa parrocchiale di San Juan Nonualco. Da notare che egli era stato studente di teologia presso il santuario di Madonna di Rosa nel 1944-45 e aveva allora assistito, restandone per un soffio incolume, al bombardamento che l’ultimo dell’anno 1944 aveva distrutto il santuario mariano preservando però prodigiosamente l’immagine ad affresco della Vergine.

Partecipiamo spiritualmente alla beatificazione del 22 gennaio per la contiguità geografica con la nostra diocesi del paese natale di Padre Cosma, e per il legame biografico della sua giovanile presenza a San Vito al Tagliamento, ma soprattutto riconoscendo che il sangue dei martiri è semente di vita cristiana. E quella del Poverello di Assisi – la cui vocazione fu abbracciata da veramente tanti nostri diocesani di ognuno degli otto secoli trascorsi, e anzitutto dai “santi” dell’Ordine serafico qui richiamati – è vera semente: che sia capace, per la loro intercessione in cielo, di ricreare oggi la vita cristiana nella nostra terra. Per tutto ciò il giubileo francescano del 2026, congiunto a quello ordinario della Chiesa universale del 2025 e definito a Greccio «una grande esperienza di fede e un grande annuncio di fede per la società» dall’arcivescovo vescovo di Assisi monsignor Sorrentino, andrà convintamente celebrato.

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BEATO ODORICO 2022

a inizio della preparazione al Centenario Francescano 2023-2026

*Celebrazioni ancora condizionate dall’emergenza sanitaria covid Commissione Beato Odorico  per la canonizzazione e il culto             

UDINE                                                                                                                                               

VENERDÌ 14 GENNAIO

Casa “Fraternità Sacerdotale”, via Ellero –  ore 16.00:  In unione spirituale con la messa solenne nella vicina parrocchia del “Carmine”, Messa in cappella celebrata dai preti ospiti nella memoria del Beato Odorico        *Interventi a Radio Spazio Udine

Chiesa “Beata Vergine del Carmine”, via Aquileiaore 18.30Concelebrazione eucaristica nella festa del Beato Odorico.Per il primo annuncio del prossimo giubileo francescano, presiede l’arcivescovo p. Gianfranco Agostino Gardin, vescovo emerito di Treviso, già ministro generale dei Frati Minori Conventuali e già segretario della Congregazione vaticana per gli istituti di vita consacrata, con sacerdoti e parroci della città e della Commissione B. Odorico pro canonizzazione e culto. Preghiera al beato all’Arca e al restaurato altare di Sant’Antonio frontale a questa

DOMENICA 23 GENNAIO – Santuario “Sant’Antonio”, Frati Minori  GEMONA DEL FRIULI –  ore 7.30, 9.30, 11.00:  messe con esposizione della reliquia del Beato Odorico

Ore 16.00:  Vespri presieduti da mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, conclusi con processione alla cella del Santo recando la reliquia del Beato Odorico, onorato qui e pure alla vetrata che lo effigia

Ore 17.00:  Messa concelebrata presieduta da mons. Genero con omelia anche sui francescani Martiri di Tana, celebrati nel 2021 nel settimo centenario del martirio narrato dal Beato Odorico; annuncio sul ven. padre Gregorio Fioravanti ofm qui pure onorato

PORDENONE

Giovedì 6 e 13 gennaio ore 10.15:  “Il gennaio di Odorico da Pordenone e l’anno bicentenario dei padri Bernardino da Portogruaro e Gregorio Fioravanti”, trasmissioni su Radio Voce nel Deserto Pordenone  (repliche: sabato 8 e 15 gennaio ore 17)                            

Sabato 8 gennaio

– Chiesa parrocchiale, Villanova ore 17.30:  Messa prefestiva nel luogo natale, esposta la reliquia 

Chiesa dell’Ospedale civile “Santa Maria degli Angeli” –  ore 18.00:  Messa e benedizione (con la reliquia) per gli ammalati

DOMENICA 9 GENNAIO  festa del Battesimo del Signore

– Chiesa parrocchiale, Villanova ore 9.30:  Messa cantata nel luogo natale, preghiera e benedizione con l’insigne reliquia

– Duomo Concattedrale “San Marco” ore 11.30:  Messacon omeliadell’arciprete. Qui si onora permanentemente la reliquia del beato all’altare di San Francesco. Ricordo alle messe anche: sabato 8 ore 18.00; domenica 9 ore 9.30; martedì 14 ore 10.00

Chiesa “San Daniele Comboni” Comboniani CORDENONS –  ore 18.00:  Messa “missionaria” e benedizione con la reliquia

Venerdì 14 gennaio

Casa Francescane Elisabettine (via p. Marco) ore 7:  Lodi e preghiera d’intercessione, presente la reliquia; segue Santa Messa

-Santuario “B.V. Grazie” ore 9.00 e 18.00:  Messe della memoria con benedizione con la reliquia di cui questo luogo è dotato

Chiesa del Cristoore 18.00:  Messa della memoria del beato con omelia, presente la reliquia

Sabato 15 gennaio

-Chiesa “Beato Odorico” ore 18.00:  Messa prefestiva del beato patrono

-Santuario “B.V. Grazie” ore 18.00:  Alla messa prefestiva, inizio dell’esposizione della reliquia qui in dotazione

DOMENICA 16 GENNAIO

– Santuario “B.V. Grazie”  Esposizione del reliquiario del beato onorato all’altare con sua statua, ricordo e benedizione con la reliquia alle messe d’orario: ore 7.00, 9.00, 11.00, 18.00

– Chiesa “Beato Odorico”, viale Libertà  ore 9.00 e 11.00:  Messe proprie della solennità patronale della parrocchia

DOMENICA 23 GENNAIO

Chiesa “Cristo Re”  ore 11.00:  Messa del ricordo parrocchiale annuale del beato celebrata da mons. Basilio Danelon con omelia diffusa da “Radio Voce nel Deserto”. Benedizione del dipinto per la chiesa ritraente il Beato Odorico opera di Andrea Susanna. Preghiera d’intercessione, canto dell’inno, presente l’insigne reliquia della vicina chiesa di Sant’Ulderico Villanova

Nb – Sono sospese le tradizionali messe nei luoghi della sofferenza di Pordenone, in particolare nelle case per anziani, i cui ospiti vanno ricordati nella preghiera in un tempo di contagi e forzati distanziamenti.

° ° ° ° °

**In un tempo di rafforzate cautele e perduranti pericoli, curiamo in Friuli la memoria dei santi sulla scorta della fede dei padri. Nel mese odoriciano, iniziandosi la preparazione al giubileo francescano 2023-2026, quest’anno si celebra, sabato 15 gennaio, a Portogruaro,il bicentenario della nascita del venerabile Padre Bernardino ofm [mons. Giuseppe Dal Vago], ministro generale dei Frati Minori e arcivescovo: commemorazione (ore 15); concelebrazione eucaristica solenne presieduta nel duomo cittadino dal padre generale dei Frati Minori attuale suo successore (ore 18.30); domenica 23 gennaio, a Gemona, l’anniversario del venerabile Padre Gregorio Fioravanti ofm, cofondatore delle Francescane Missionarie del Sacro Cuore: messa in santuario di Sant’Antonio con annuncio dell’anno bicentenario della sua nascita (ore 17); domenica 30 gennaio, a Fiume Veneto [e a Venezia], l’anniversario della venerabile Suor Serafina degli Angeli [Gregoris], francescana di Cristo Re (messe, ore 9.30 e 11)

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Disponibile il volume edito nel 2021 sul B. Tommaso da Tolentino e i martiri di Tana nel settimo centenario del martirio narrato da Odorico

La memoria del Beato Odorico del 14 gennaio è propria per le diocesi di Udine, Concordia-Pordenone, Gorizia e l’Ordine Francescano

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AUGURI, a prestissimo!

Grazie, carissimi, dell’attenzione ai programmi inter-francescani di gennaio 2022 (allegati), che vi mando per grande comunione con tutti voi e soprattutto perché ci sentiamo ben animati mentre inizia la preparazione al Centenario del Serafico 2023-2026 (mi dicono che se ne parla su Il Popolo, settimanale di PN, sempre vicino a noi, che compie 100 anni!).Al Comitato Beato Marco – la pandemia riacutizzatasi ha impedito l’assemblea annuale già prevista per lo scorso dicembre – desidero amichevolmente ricordare fin d’ora per l’anno nuovo:
– i 90mi compleanni del benemerito don Terziano martedì 18 gennaio (per lui abbiamo preparato una pubblicazione che attende di essere presentata e diffusa) e del vescovo padre Flavio (presidente onorario del Comitato) il 3 febbraio;- la Santa Quaresima, tempo forte anche per il beato nostro, a partire dal 2 marzo;- in prospettiva, la beatificazione di papa Giovanni Paolo I Albino Luciani, che tanto padre Venanzio stimava e dal quale era stimato e che appoggiò la sua opera per la causa di Padre Marco: si celebrerà domenica 4 settembre. Saremo allora alla conclusione dell’agosto con il Beato Marco. Come già desiderato da più d’uno di noi, dovremo essere presenti a Roma San Pietro, organizzandoci per tempo. Giocoforza si dovrà rinviare l’impegno auspicato a Vienna Kahlenberg il 12 settembre all’anno successivo, 340° della liberazione della capitale d’Austria: e ciò stante pure la situazione di emergenza sanitaria che preghiamo ancora nel 2022 il Beato Marco voglia aiutare con la sua intercessione a finalmente superare.
Consultiamo il sito www.beatomarcodaviano.it e la pagina facebook. Siamo tutti gratissimi a Rita Bressa per la loro onerosa cura. Un grazie a Dino Zimolo per la conservazione delle mail lists di amici. E al prezioso Consiglio di Presidenza (tutti nessuno escluso, a cominciare da don Luigi) che ci guida nelle proposte, con particolare pensiero al suo componente mons. Sergio Moretto al quale siamo sempre vicinissimi e che è lieto di vederci a Poffabro, anche in queste feste natalizie ravvivate là dall’esposizione di presepi. A lui grazie ancora per le accoglienze a Madonna del Monte (e per il libretto da lui stampato anche a proposito del Beato Marco nel 2021) e, di recente, al Terzo pellegrinaggio impetratorio della salute del 20 novembre: eravamo un’ottantina e torneremo a Poffabro e Pian delle Merie! Infine una lode agli amici che, in questi giorni, hanno acquisito (Centro Culturale A. Del Noce, Cordenons, in primis) il dipinto 6/700esco con scena con Padre Marco (presumibilmente a Vienna 1683) anche per quanto insieme a noi essi vogliono realizzare nel 2022 per giustamente valorizzare l’opera, la cui foto è riportata negli auguri con resoconto 2021 che sono giunti per Natale a noi e a tanti amici che, con noi, amano e pregano il Beato Marco cappuccino.Buon 2022 fin d’ora nel più convinto fervore francescano, verso anche il Giubileo della Chiesa 2025. Anche perché possiate tutti vivere questi eventi, AUGURI di Pace e di Bene, che oggi vuol dire SALUTE!31 dicembre 2021   
Vostro amico “senior in Padre Marco” WALTER ARZARETTI  

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Pellegrinaggio a Poffabro impetratorio della salute con dono di un dipinto del Beato Marco per il Comitato pro causa di canonizzazione e i devoti del cappuccino.

Le convinzioni del parroco mons. Sergio Moretto e delle animatrici spirituali, le monache benedettine uscite eccezionalmente per l’occasione dalla clausura, sono state ricambiate dai ben ottanta partecipanti saliti qui a pregare l’apostolo contro il male pestilenziale e anche a riscoprire il santuario in Pian delle Merie che non fu costruito come altrove nel Nord Est a ricordo della peste veneziana del ‘600 ma per un voto sciolto dalla popolazione locale a fronte del dilagare dell’epidemia di colera di 150 anni fa. Una storia che ulteriormente viene a qualificare la nuova attenzione alla Valcolvera che ora si appresta a ricevere i visitatori dei suoi presepi: il via domenica 5 dicembre, alle ore 17, muniti di green pass, sempre nella maestosa chiesa di Poffabro.Frattanto, un altro segno in onore del Beato Marco è stato posto a cura del Comitato a Pordenone. Nella Casa delle Elisabettine della città, via Padre Marco d’Aviano 1 (il comune ha da poco approntato la nuova tabella con la dizione completa), unica rimasta di una foltissima passata presenza, coincidendo l’anniversario della professione religiosa del frate, è stato benedetto dall’arciprete di San Marco mons. Otello Quaia un altro suo ritratto, pure dono del pittore Andrea Susanna. Le Suore Terziarie Francescane Elisabettine sono legate alla causa da “eleganze della provvidenza”, come chiamava padre Venanzio Renier certe coincidenze: nascita di Padre Marco il 17 novembre nel giorno della patrona della congregazione Santa Elisabetta d’Ungheria; beatificazione di Padre Marco il 27 aprile nel giorno della memoria annuale della fondatrice la Beata Elisabetta Vendramini; e, da non dimenticare, triduo di preghiera affidato da San Leopoldo a Padova 80 anni fa (1941) alle suore elisabettine della clinica Arcella in favore del bambino, lì ricoverato, al quale esse applicarono una medaglia con l’effigie del Padre Marco in considerazione della grave forma di meningite che lo affliggeva e da cui guarì subito inspiegabilmente: è quella preghiera d’intercessione del padre e delle suore che ottenne il miracolo e poi il riconoscimento di Marco d’Aviano beato.

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POFFABRO SABATO 20 NOVEMBRE MATTINA NELLA “FESTA DELLA SALUTE”

Né fuori tempo né fuori luogo. Così il Terzo pellegrinaggio impetratorio della salute promosso sabato 20 novembre a Poffabro dal Comitato per la canonizzazione del Beato Marco d’Aviano, che invita alla preghiera mentre si profila di nuovo difficile e densa di incognite l’epidemia, dalla quale le generazioni passate si tutelarono affidandosi, e particolarmente alla Vergine Maria. Questi sono i giorni in cui ella si onora proprio come Madonna della Salute in moltissimi luoghi del Nord Est d’Italia che vissero le decimazioni di ripetute ondate pestilenziali. Ed è significativo che la vita religiosa carismatica dello stesso Padre Marco – nato 390 anni fa giusto alla fine della peste, di manzoniana memoria, che nel 1631 aveva indotto persino la Repubblica Serenissima a ricorrere all’aiuto dell’alto – si sia posta sotto il patrocinio della Madonna della Salute: nella festa di questa, 21 novembre, infatti, egli vestì il saio dei frati e poi emise i voti nell’Ordine cappuccino. Si tratta di richiami forti per i devoti del beato che ne possono ora invocare l’intercessione in un posto speciale di per sé, la Val Còlvera, e non casuale perché anche qui, nel 1873, a fronte di un’epidemia (di colera) che stava seminando morte, la gente emise fiduciosa un voto alla Madonna e, per scioglierlo dopo essere stata esaudita, le costruì un santuario, posto sopra l’ameno colle “de la Lastra” nella località Pian delle Merie (sulla strada per Pala Barzana). Motivato dunque il tempo e anche il luogo del convenire alla Madonna della Salute e al Beato Padre Marco – egli pure combatté in vita il “male pestilenziale” – di sabato 20, vigilia della festa mariana della Salute e dell’anniversario “marciano” sopra evocati.

L’ospitalità sarà garantita dalla comunità colverina, ricca di bellezze della natura e della tradizione, in particolare dal parroco di Poffabro mons. Sergio Moretto devotissimo al Beato Marco e membro del Comitato (si pregherà pure per lui), e luogo di spiritualità per la presenza apprezzata delle Benedettine del monastero “Santa Maria” unite in questa data a tutte le comunità di claustrali per le quali si celebra la giornata nella festa coincidente della Presentazione di Maria al Tempio. Le monache animeranno il canto delle lodi e la meditazione nella chiesa parrocchiale di Poffabro a partire dalle ore 9.30; seguiranno le confessioni e la messa concelebrata con la solenne “preghiera impetratoria della salute e della pace”; infine il pellegrinaggio privato (a piedi o in auto: due km) al bel santuario in Pian delle Merie ove viene esposto un ritratto del Beato Marco opera e dono di Andrea Susanna. Il programma deve elasticamente tenere conto della situazione pandemica e pure meteorologica e l’afflusso essere rispettoso delle norme anticovid: distanziamento fra non conviventi, obbligo per tutti della mascherina, occupazione posti in chiesa nella misura massima prevista (si potrà comunque pregare dall’antistante piazza che l’amministrazione del sindaco Rovedo chiuderà al transito veicolare). Per favorire la sicurezza, che è più dovuta nel delicato momento attuale, è  necessario attenersi a tutte le prescrizioni COVID in vigore al momento e per l’accesso alla chiesa la prenotazione al seguente link iscrizione: https://www.ecomuseolisaganis.it/it/r/2727/terzo_pellegrinaggio_impetratorio_della_salute.html

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Terzo Pellegrinaggio impetratorio della salute a Poffabro

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IL VENERABILE PAPA LUCIANI SARÀ BEATO

Caro alla Chiesa intera e all’umanità è stato veramente Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I.

Oggi, 13 ottobre 2021, il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto di riconoscimento di una guarigione miracolosa avvenuta per sua intercessione. La beatificazione si celebrerà per il papa che tutti abbiamo conosciuto, di persona e da vicino (come fu per il carissimo padre Venanzio Renier da Chioggia) o ammirandone la persona, anche prima della sua elevazione al pontificato: vescovo di Vittorio Veneto e patriarca di Venezia. 

Ci fu sottratto incredibilmente in quel primo autunno 1978 – dopo soli trentatré giorni da papa: magis ostensus quam datus! – ma ora è restituito a tutta la Chiesa, alla sua fede, alla sua preghiera, per sempre: iscritto nell’albo incancellabile dei beati del Cielo; incancellabile perché Albino Luciani è con Cristo in Dio, nella vita vera, che è eterna.

Ne scriviamo più volentieri sapendo di dare gioia, a tutti, senza eccezioni: unanime è la devozione (la necessarissima “fama di santità”) verso il venerabile papa mentre pressoché tutti, almeno una volta, siamo andati alla sua sepoltura nelle grotte vaticane e, ancor più in quanto triveneti, al suo amenissimo paese dolomitico di Canale d’Agordo. Tra questi tutti c’era – lasciatemelo dire – proprio padre Venanzio: egli perciò, in paradiso certo, è specialmente unito non solo al presto beato che fortemente stimava, ma alla nostra comune esultanza per l’approssimarsi di tale prospettiva.

Il cardinale patriarca, un anno prima di diventare Giovanni Paolo I, gli disse di sorpresa: “Lei è stato un vero amico”. Della sua beatificazione il nostro frate, che da Luciani era stato messo alla guida del Tribunale Ecclesiastico Triveneto, era sicurissimo, tanto da voler essere presente a Belluno, ben oltre i novant’anni, sia all’apertura della causa (2003) che alla chiusura della fase diocesana di essa (2006). Chi scrive era con lui ed è testimone delle sue convinzioni grandi sulle virtù del Luciani uomo e pastore, che aveva messe pure nero su bianco già diversi anni avanti, in una lunga testimonianza poi allegata al processo. 

E ora un aneddoto, rivelatore di uomini evangelicamente magnanimi e disinteressati. Al suo “vero amico”, Luciani avrebbe voluto donare un titolo onorifico, tipo “monsignore”, oltretutto per il posto di riguardo che allora il padre occupava. Il cardinale ne parlò nella Conferenza Episcopale Regionale, ma il vescovo di Padova Bortignon, che era stato professore e provinciale di padre Venanzio, se ne uscì: “Gli basta essere cappuccino!”. “Ma lei è contento?”, chiese il porporato all’interessato. E questi, con la solita simpatia: “Eminenza, nelle prime pagine de I Promessi Sposi il Manzoni scrive che i nomi, e più ancora i titoli, sono puri purissimi accidenti; in filosofia gli accidenti sono il contrario della sostanza”. Conclusione del patriarca: “Evviva la filosofia!”.

Padre Venanzio aveva ottenuto qualche tempo prima dal patriarca una lettera, oggi davvero preziosa, di perorazione della beatificazione del “suo” Padre Marco d’Aviano, quando la causa, che aveva iniziato a seguire nel 1977, era ben lontana dal definirsi. Il contenuto è significativo: Padre Marco vi è dipinto generoso e intrepidoapostolo dell’Atto di dolore perfetto; devotissimo del Ss.mo Sacramento; innamorato della Madre di Dio. Il patriarca ne prefigura la glorificazione come un “contributo a ridestare il senso del peccato, a dare incoraggiamento ai banditori del Vangelo e … a rendere più intimo il legame che unisce le Chiese d’Italia nord-orientale con quelle dell’Europa centrale”. Ma sorprendente è la data di quella missiva: 7 luglio 1978. Il cardinale Luciani l’aveva scritta a papa Paolo VI cinquanta giorni esatti prima di essere lui eletto al soglio di Pietro (26 agosto 1978). Padre Venanzio, giocondissimo, ci scherzava su: “Avrà trovato la sua stessa lettera sul tavolo di Roma!”.

Il padre definiva cose del genere “eleganze della Provvidenza”. Chi domandava di beatificare ora verrà beatificato: comunione dei santi, si chiama! Che noi crediamo e della quale siamo, anche con il lavoro per le cause e il fervore per i santi e beati (e venerabili e servi di Dio che attendono di divenire tali), servitori umili. E umili infatti Luciani voleva i cristiani. Scrisse “humilitas” nel motto episcopale e pontificale! Umiltà che, vissuta sempre, fu il suo “successo”. Essa è pure la “causa” precipua ora della sua esaltazione: “Chi si abbassa sarà innalzato”. E il perenne suo insegnamento e monito.

Sì, per questo gioiamo grandemente, invitati a imitare lo specialissimo “NOSTRO” prossimo beato, che non fu solo e tanto il “papa del sorriso”, ma un gigante della duplice direzione dell’Amore indicata da Gesù alla Chiesa: verso Dio e verso i fratelli, tutti.

Walter Arzaretti

già con padre Venanzio Renier per 20 anni 

13 ottobre 2021

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A TUTTI PER TUTTI I SANTI E LA GIORNATA/PELLEGRINAGGIO DEL 20 NOVEMBRE

La solennità di Tutti i Santi ci fa guardare in alto, a Dio che salva l’uomo (l’umanità), e anche guardare attorno perché, per la potenza della Risurrezione del suo Figlio Gesù, Dio ha già salvato, anche vicino a ciascuno di noi. La consistenza di questa salvezza è innumerabile, infinita. Tutti chiamati, in virtù del battesimo ricevuto, a sedere con Lui, cioè alla santità. Festa dunque di una vocazione universale. Festa grandissima!In essa pensiamo e preghiamo. Pensiamo a tanti “santi della [nostra] porta accanto” – per dirla con il Santo Padre (nella sua esortazione sul tema “Gaudete et Exsultate“) – che ci sono stati di esempio nella vita, specie in quella di fede, e che sono ora nella Vita vera e ci danno motivi concreti per credere nella promessa di Gesù che è andato a prenotarci un posto. E preghiamo perché questa promessa, che per noi è già ora un’attesa, si sia realizzata, a cominciare per le persone a noi care. Nel visitare i defunti nel camposanto, abbiamo presente la necessità del cuore di pregare: pregare per loro e pregare loro, anime già a contatto del mistero redentore.Come devoti dei santi, riteniamo essenziale questo atteggiamento, che è bene richiamare alla nostra mente e a quella di coloro che ci vivono o passano accanto, specialmente in questi giorni “dei Santi”, sentitissimi, ma che – ci accorgiamo – stanno come sbiandendo nella coscienza di non poche persone.
Quali devoti del Beato Marco d’Aviano, poi, avremo nel “mese dei santi” – dopo l’intenso itinerario della passata estate – l’opportunità di vivere un momento di convinta fede, che ci motivi ancora in ciò che siamo impegnati a sostenere con piena adesione alla fede della Chiesa, comunità dei salvati.In allegato, troviamo il programma della mattinata di preghiera fraterna di SABATO 20 NOVEMBRE prevista dal Consiglio di presidenza a POFFABRO (Valcolvera, Pn), un luogo bellissimo alimentato spiritualmente dalla presenza del “nostro” mons. Sergio Moretto, prete che teniamo carissimo, e dalle Benedettine del Monastero “Santa Maria Annunciata”. Saranno essi ad animarci nel “TERZO PELLEGRINAGGIO IMPETRATORIO DELLA SALUTE”, che l’anno scorso ha riscosso molte adesioni. Speriamo la bellezza del luogo, che non è troppo discosto da Pordenone, invogli la partecipazione pure stavolta. La data non è casuale: è la vigilia della festa, tanto sentita dalle genti venete e friulane, della “Madonna della Salute”, alla quale chiediamo – nel “suo” santuario dell’ameno sito di PIAN DELLE MERIE – di proteggerci, incombendo ancora la pandemia: e c’è sempre comunque bisogno di salute fisica e pure spirituale!Facciamoci allora un pensierino serio: partecipare a questo momento ci troverà poi contenti. Sarà anche una buona preparazione all’Avvento.
L’appuntamento è per tempo (ore 9.30) nella maestosa parrocchiale di Poffabro per indi spostarci al santuario mariano. Speriamo di essere “baciati” dal bel tempo.Saremo grati a quanti potranno avvisare della presenza, specie quanti verranno come gruppo e/o si fermano al rinfresco. Nel “clima dei santi” ricordiamo quest’anno il grande interesse che anche noi abbiamo verso la prossima beatificazione di Papa Luciani, che fu amico di padre Venanzio e dunque anche “amico del Beato Marco” ; e ricordiamo i nostri amici che ci hanno lasciato, ma sono certo in Dio, anche di recente.
A tutti A-RIVEDERCI, magari a Poffabro sabato 20 novembre mattina!
PER IL COMITATO BEATO MARCO PER LA CAUSA DI CANONIZZAZIONEil Consiglio di Presidenza

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