60′ anniversario di sacerdozio di Don Luigi Stefanuto

Domenica prossima alle ore 11.00 SS. MESSA SOLENNE in occasione del 60′ anniversario di sacerdozio di Don Luigi Stefanuto

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PARTECIPATISSIMA CELEBRAZIONE AI PONTI “BEATO MARCO” DI TREMEACQUE È stata una fra le prime assemblee veramente di popolo e di fede dopo la ripresa

Suggestioni ai ponti di Tremeacque, già di loro suggestivi, dove un caldo e ventilato pomeriggio di prima estate è stato riempito dalle 250 persone, sedute e ben distanziate su sedie, che hanno occupato l’aia della fattoria vicina per la messa, concelebrata da otto sacerdoti, che il vescovo Corrado Pizziolo di Vittorio Veneto ha presieduto in ringraziamento per la preservata salute nella fase acuta dell’epidemia. Infatti nelle parrocchie locali rette da mons. Romano Nardin si è pregato il Beato Marco d’Aviano, cui i ponti sono intitolati da sei anni, perché questa zona restasse immune (nessun caso) dal contagio. La celebrazione ha segnato pure la riapertura ufficiale del confine fra regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto che qui, alla confluenza del fiume Meduna nel Livenza, si incontrano come le due province di Pordenone e Treviso e pure le due diocesi di Vittorio Veneto e Concordia-Pordenone.

Al termine, il presule, con i parroci contermini di Ghirano/Villanova di Prata, Rivarotta/Cecchini di Pasiano don Lelio Grappasonno (musicista, del quale è stato eseguito l’inno “Fratello Marco”) e Mansuè/Basalghelle don Ugo Cettolin e i sindaci o loro rappresentanti di Prata Favot, di Mansué Milan, di Pasiano Piccinin, ha raggiunto i ponti presso la tabella titolatoria al “carismatico uomo di pace”: è stata ripetuta la preghiera d’intercessione che ha accompagnato qui i lunghi mesi del coronavirus e il vescovo ne ha recitata una per l’Europa. Caldi gli accenti del sindaco di Prata Dorino Favot, anche presidente dell’ANCI del FVG, che ha deposto fiori davanti alla stele che raffigura il beato: ha definito importantissimo il momento che ha permesso il ritrovarsi, dopo i mesi bui, di genti friulane e venete unite nella sofferenza come nel coraggio e nella speranza, e anche nell’affidamento a colui che affrontò frangenti fra i più drammatici della storia del continente. Si è poi detto meravigliato, e altrettanto dopo di lui il sindaco di Mansué, e convinto che Padre Marco abbia veramente protetto da questo luogo evocativo dell’unità che fa la forza e in questo tempo che deve trovare coesi anche i governi dell’Europa nell’opera ardua – ha detto Favot – della ricostruzione economica e morale.All’intercessione del cappuccino ha creduto moltissimo don Romano insieme al Comitato Beato Marco di Pordenone, del quale il parroco di Ghirano è membro, presente con il presidente don Luigi Stefanuto e altri componenti, veneti e friulani, che perseguono la causa per la canonizzazione del beato d’Europa al livello interdiocesano che i ponti di Tremeacque ben simboleggiano. Le iniziative del comitato, così riavviate, proseguiranno con il calendario dell’agosto con il Beato Marco, il mese che, attorno alla festa del giorno 13, fa ritrovare in diversi luoghi, pure esteri, quanti come Padre Marco lavorano per l’unione e la pace e gli chiedono per questo anche salute. W.A.

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CELEBRATE LE MESSE DI 12° ANNIVERSARIO DI PADRE VENANZIO

I condizionamenti sociali e sanitari non hanno impedito al Comitato Beato Marco di rinnovare la memoria bella del frate d’Aviano e d’Europa e del confratello che di più lo incarnò e divulgò: padre Venanzio Renier da Chioggia, del quale ricorreva il 17 giugno il 12° anniversario. Il gruppo “sente” queste figure e si riaffida all’intercessione dei due cappuccini nel suo lavoro di promozione che con queste celebrazioni è ripreso dopo la pausa pandemia.

La prima messa, votiva del Beato Marco, è stata celebrata nella chiesa dei Cappuccini di Conegliano martedì 16 giugno pomeriggio con la presidenza di p. Licinio Pasqualotto del convento di Portogruaro, concelebranti quattro preti del Comitato con mons. Romano Nardin (già parroco del duomo cittadino e quindi anche di p. Venanzio negli ultimi anni della sua vita qui trascorsi) e il presidente don Luigi Stefanuto. Prima dell’appuntamento di preghiera in chiesa c’è stato (vedi foto) l’incontro di amicizia e fede nella cappella dell’infermeria annessa a questo convento ove risiede con altri frati il vescovo emerito di Verona monsignor Flavio Roberto Carraro, allievo di p. Venanzio e già padre generale dell’Ordine dei Cappuccini, presidente onorario del Comitato Beato Marco e forte assertore del lavoro di diffusione e della causa di canonizzazione. segue …..

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Cerimonia di ringraziamento presso i Ponti di Tremeacque

Sabato 27 giugno alle ore 17 sarà celebrata la messa ai ponti di Tremeacque, intitolati al Beato Marco sei anni fa, in ringraziamento a Dio per la preservata salute nella fase acuta dell’epidemia e per la riapertura delle attività pastorali e del confine fra regioni Friuli e Veneto segnato da questi ponti sul Meduna e sul Livenza. La celebrazione è promossa dal Comitato Beato Marco insieme alle parrocchie di Ghirano e Villanova di Prata e con il concorso delle parrocchie contermini di Rivarotta e Cecchini di Pasiano e di Mansuè e Basalghelle: si è qui pregato ardentemente il beato cappuccino nel tempo del lockdown sperimentando ampiamente i benefici della sua intercessione . Di seguito il programma


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Giuseppe Biason, anima bella e accompagnatore di p. Venanzio

Un profondo grazie, soprattutto a Dio! È stato questo il sentimento che ha pervaso quanti hanno partecipato commossi il 27 maggio in Sant’Agostino a Pordenone alle esequie, concelebrate da don Marino Rossi e altri quattro sacerdoti, del signor Giuseppe Biason, 92 anni, anima assetata del mistero e traduttore della sua grande fede in opere di quotidiana carità. Della fede ha indagato meticolosamente le ragioni abbeverandosi alla Parola che conosceva alla lettera e ha approfondito nelle Comunità Neocatecumenali di Porcia; con la carità l’ha esplicitata spendendo, senza misura, tempo ed energie in una miriade di piccoli e grandi favori e le mani e tasche buche a beneficio di comunità religiose e opere pie. Egli fu l’accompagnatore dovunque e per quasi un ventennio dei viaggi di padre Venanzio Renier dal quale la sua personalità scrupolosa e fedele assorbì la giusta sicurezza ed ebbe le profonde risposte alle grandi domande sul credere. Riposa da tante fatiche, anche di un’esistenza segnata da solitudini e dolori conclusasi con le tappe di Casa Betania e Casa Serena, nella sua terra di Pasiano.

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17 giugno: 12° ANNIVERSARIO DI PADRE VENANZIO

I condizionamenti sociali e sanitari di questo tempo non impediscono al cuore fedele a Dio – e lo fu quello di padre Venanzio Renier – di esprimersi. Il Comitato Beato Marco rinnova la memoria bella del frate d’Aviano e d’Europa e del confratello da Chioggia che visse a Pordenone (e morì a Conegliano il 17 giugno 2008) e si riaffida all’intercessione dei due cappuccini nel suo lavoro di promozione. Appuntamento a Pordenone, chiesa del Cristo, mercoledì 17 giugno, alla messa delle ore 10 predicata da mons. Romano Nardin anche per il trigesimo del sig. Giuseppe Biason, collaboratore fedelissimo di p. Venanzio. Recentemente è mancato pure p. Aurelio Blasotti, ultimo guardiano del convento del Cristo (2002- 2005): sono purtroppo dieci i cappuccini vittime del coronavirus nella Provincia Triveneta dell’Ordine. Questa messa è preceduta da quella votiva del Beato Marco nella chiesa dei Cappuccini di Conegliano, martedì 16 ore 18 (presiede p. Licinio Pasqualotto del convento di Portogruaro). Segue ad Aviano, alla sepoltura di p. Venanzio, la messa parrocchiale il 17 giugno ore 18.30 . Giovedì 18 ore 17.30 celebrazione a Chioggia (nella chiesa dei Pp. Filippini anche nel ricordo del venerabile P. Raimondo Calcagno, già formatore di p. Venanzio nel locale oratorio). Il 1° luglio ore 18.30 santa messa a Udine, chiesa di via Ronchi già dei frati (celebra mons. Guido Genero nell’anniversario di p. Cesario, anch’egli grande cappuccino con fama santa in Friuli).

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IL BEATO MARCO D’AVIANO ALL’ARCA DEL SANTO

Devozione sicura a Sant’Antonio di Padova condivisa dal cappuccino con i grandi che difesero l’Europa del suo travagliato tempo

La calamità che per noi è stata (è) la pandemia, per il Beato Marco d’Aviano (1631-1699) fu la tragedia dell’invasione ottomana dell’Europa con i relativi pericoli per la sussistenza del continente e anche per il suo volto di società e il suo modo di credere. A differenza forse della maggior parte di noi, il cappuccino aveva però una riserva di fede in Dio inesauribile e che sapeva affidarsi. Scopriamo così, in questi giorni di “tredicina” in onore di colui che è detto il Santo, quanto Padre Marco abbia supplicato Antonio di Padova per le sorti dell’umanità e le sue stesse di chiamato (dal papa) a cooperare alla liberazione da un flagello, insuperabile con mere forze umane, che stava spargendo anche allora morte senza scampo. continua in https://www.beatomarcodaviano.it/lattualita-del-beato-marco-daviano/

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MESE DI MAGGIO CON IL BEATO MARCO. VERSO LA FESTA DI “MARIA DEL SOCCORSO” (AUSILIATRICE)

Dio sii lodato e ringraciato con Maria. Stimo bene, per secondare et far continuar Maria con la continua sua protetione, gracie e miracoli, di proponere qualche particulare devotione da farsi nel mese di maggio …

Entrati nella “fase 2” anche con la possibilità da oggi (18 maggio), seppur condizionata, di accedere finalmente alle celebrazioni liturgiche in chiesa, seguiamo questa esortazione mariana di Padre Marco (da lui fatta a Leopoldo I d’Austria nella lettera 9 dicembre 1697).

Teniamo Maria Santissima, venerata in maggio dal popolo devoto, come particolare avvocata sul nostro ricominciare a vivere e operare, anzi a con-vivere, con tutte le precauzioni raccomandate, con il coronavirus.

Recitiamo il Rosario, sempre prediletto dai santi, e invochiamo “Maria del Soccorso”, titolo questo caro a Padre Marco fino a obbligare con voto l’imperatore a riedificare a Maria del Soccorso la chiesa sul colle del Kahlenberg, distrutta dall’assedio di Vienna del 1683.

Abbiamo proprio bisogno del soccorso della Madonna!

Il 24 maggio (domenica) la onoreremo come Ausiliatrice. Invocando il “soccorso” di Maria, Padre Marco fu un antesignano nel richiedere tale aiuto. Ci aiuti dunque la Madre di Gesù a uscire presto del tutto dalla pandemia, insieme all’intercessione presso Dio del nostro beato che sempre si affidò a Lei nei tempi più tristi e complicati. Per favorire la preghiera unanime, proponiamo qui una breve invocazione mariana scritta dal Beato Marco con la quale arricchire ogni decina del Santo Rosario in questa seconda parte del mese mariano che si concluderà domenica 31 con la grande solennità della Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sulla Chiesa nascente radunata nel cenacolo a Gerusalemme insieme a Maria; e riproponiamo la preghiera per intercessione in tempo di coronavirus. (a fianco) come Padre Marco che la preghiera salva il mondo!

Salve, o candido giglio della Santa Trinità. Salve, o rosa che fiorisce dalla volontà celeste, Santa Maria! Stammi vicino. Amen Auxilium Christianorum, ora pro nobis

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27 APRILE: PADRE MARCO BEATO 17 ANNI FA

Amici carissimi tutti!
I prolungati giorni di chiusura rischiano di farci perdere i riferimenti a dati e date significativi. Ricordare invece è sempre motivo di speranza e orientamento al bene nel domani.Il Beato Marco d’Aviano, proclamato diciassette anni fa oggi 27 aprile dal papa San Giovanni Paolo II (del quale celebreremo il centenario di nascita il 18 maggio prossimo) come “profeta disarmato della misericordia divina” e che combatté il “male pestilenziale”, continui a essere intercessore della ripresa che si profila lenta e difficoltosa. Noi lo auspichiamo invocando Dio ancora con la speciale “preghiera per intercessione in tempo di coronavirus”. Nell’anniversario della beatificazione, che coincise nel 2003 con la Domenica della divina misericordia e casca ancora dentro il lockdown, ci colpisce una frase che abbiamo scoperto in questi ultimi giorni nelle lettere di Padre Marco all’imperatore Leopoldo I. La offriamo anche come meditazione – non sappiamo come venirne fuori del tutto dalla pandemia – ricordando pure un’altra illuminata esortazione del cappuccino: “Bisogna che non ci stanchiamo di pichiar alla porta della divina misericordia, mai perder la nostra confidenza in Dio… farsi animo et star perseveranti” (8 maggio 1691).Padre Marco veste i panni inconsueti di storico, richiamando due fra le più tremende pestilenze che colpirono a ripetizione l’Italia: quella della Roma del 590 in cui venne eletto pontefice San Gregorio Magno quale successore di Pelagio II morto del morbo contagioso (il nuovo papa soccorse allora la popolazione anche dalla fame); e quella nota come “peste di San Carlo” perché vide a Milano nel 1576-77 il cardinale arcivescovo soccorrere eroicamente in prima persona gli appestati. Scrive il cappuccino: “Al tempo di san Gregorio papa in Roma e di san Carlo Boromeo in Milano, ambi questi due gran santi, trovandosi queste due città gravemente afflitte per una crudele pestilenza, in publiche procesioni si fecero vedere scorere le città vestite di cenere, con piedi scalzi, una fune al col[l]o, con le lacrime a gl’occhi et con le voci dolenti implorare la divina misericordia; et ne furono esauditi… [Non ci] si può trovare in pegior stato di quello [che] si trova [ora]: onde ci vole penitenza grande e vera, et con il core veramente pentito gridare a Dio misericordia. Dio ci aiuti, essendo il bisognio estremo” (lettera 9 dicembre 1688).E’ così: è Dio che può veramente aiutarci! Interpelliamolo intercedenti i suoi santi

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BENEDIZIONE del Beato Marco

Gesù, Maria! Dio vi benedica, vi custodisca, vi usi misericordia.  Amen

Volga a voi il Suo sguardo e vi dia la pace.  Amen

Il Signore vi benedica e vi liberi da tutti i mali secondo la vostra fede,

perché tutto è possibile a chi crede.  Amen

Nel nome + del Padre e + del Figlio e + dello Spirito Santo.  Amen

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