DELEGAZIONE A VIENNA. OFFERTO UN RELIQUIARIO DEL BEATO MARCO

Omaggio del Comitato alla chiesa sul colle del Kahlenberg durante la rievocazione della liberazione del 12 settembre 1683

Rientrata a Pordenone da Vienna la delegazione del Comitato Beato Marco per la causa di canonizzazione che il 12 settembre ha compiuto il solenne gesto del dono alla chiesa sul monte Kahlenberg di un reliquiario contenente una reliquia del liberatore della città il 12 settembre 1683. Il celebre fatto storico è stato rievocato con la presenza, anche in costume tipico, in particolare dei polacchi della città che hanno in apertura omaggiato con fiori la memoria del re Jan III Sobieski che proprio Padre Marco, legato pontificio, aveva messo a capo della coalizione di principi cristiani che guidarono la riscossa dall’assedio ottomano mentre il frate pregava da questo colle con il crocifisso in mano. Entrata processionalmente la delegazione in chiesa, dove era esposto il ritratto del Nostro, sono stati cantati gli inni nazionali italiano, austriaco e polacco. Essa ha quindi avuto posto d’onore sull’altare e ha recitato una preghiera per l’Europa, come poi anche alla “preghiera dei fedeli” multilingue. Presenti, con il guardiano dei Cappuccini viennesi custodi della tomba del beato, Michele Tognoli, pordenonese della Comunità italiana di Vienna (che ha coordinato la presenza della delegazione), don Paolo Zaghet, Walter Arzaretti e Clemente Patrizi. Essi, il giorno prima sabato 11, avevano scortato la reliquia a piedi dalla Kapuzinerkirche alla cattedrale e quindi sul Kahlenberg (dieci chilometri di percorso).

Per quattordici volte il nome di Padre Marco, e la sua strenua opera volta all’unità d’intenti nel momento del massimo pericolo per l’Europa, è stato ripetuto nel corso della lunga omelia, dettata in lingua polacca con molti dettagli anche di storia dall’abate cistercense che presiedeva la messa. Presenziavano, fra gli altri, ambasciatori pontifici presso il governo austriaco e le organizzazioni dell’ONU con sede a Vienna, le rappresentanze diplomatiche di altre nazioni d’Europa e il ministro alle finanze austriaco Gernat Blumel con il delegato del borgomastro (nella foto con la delegazione).

La celebrazione – che ha avuto un seguito rievocativo al di fuori della chiesa davanti al panorama per definizione sulla città e il sottostante Danubio – è coincisa quest’anno con la domenica, nella festa (12 settembre) del Santo Nome di Maria con la quale papa Innocenzo XI, che aveva inviato il nostro cappuccino, aveva salutato la vittoria di Vienna; ma anche con la beatificazione a Varsavia di un altro eroe polacco e primate cattolico della nazione, il celebre cardinale Stefan Wyszynski (che a suo tempo perorò quella di Padre Marco!); e con la visita di papa Francesco nella vicina Budapest e, nel pomeriggio sempre del 12 settembre, a Bratislava, ancor più vicina distando la capitale slovacca meno di un’ora di strada da Vienna.

Ulteriori contatti con Vienna saranno attivati in sinergia con il Fogolar Furlan locale diretto da Dania Driutti, pure presente sul Kahlenberg, profittando della nuova edizione in friulano del romanzo di Sgorlon “Marco d’Europa” (titolo emblematico!): l’opera è stata presentata a Udine sabato 11 in contemporanea con l’evento viennese dell’anniversario della liberazione. Come se il ponte Friuli/Vienna fosse stato ricostruito!

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