BEATO MARCO – A CONCLUSIONE DEL GIUBILEO DELLA MISERICORDI

Giorni fa è ricorso l’anniversario della nascita e battesimo del Beato P. Marco (17 novembre) cui, poco dopo, segue quello della sua entrata nell’ordine cappuccino e professione religiosa (21 novembre). Quest’anno, fra le due date, si collocava la conclusione dell’Anno Santo straordinario della Misericordia che tanta affinità di contenuti ha avuto con l’annuncio precipuo del Nostro, “apostolo del dolore perfetto”. Per questo, prima della chiusura della Porta Santa da parte del papa, si è voluta sottolineare ancora una volta questa “dimensione” essenziale del Beato Marco pregando con le monache di clausura (il 21 novembre di ogni anno si celebra la loro giornata “pro orantibus”). Si è così raggiunta Venezia nell’ultimo “venerdì della Misericordia”, il 18 novembre. La liturgia penitenziale d’intercessione ha riguardato i monasteri delle Suore Bianche al Lido (all’Ora Sesta) e delle Clarisse alla Giudecca (all’Ora Nona). Sorprese le prime dell’originale proposta, fatta loro da mons. Cesare Zanusso, parroco al Lido e a Malamocco; contente le seconde di rivedere mons. Giuseppe Camilotto, arciprete della Basilica marciana, e quanti continuano l’opera itinerante di padre Venanzio, che tanto teneva a coinvolgere i monasteri femminili e le case di religiose, visitate dal Comitato B. Marco fin qui in più di cinquanta località.

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Nella rivista I CAVALIERI una menzione al Beato Marco d’Aviano

Nella rivista I CAVALIERI una menzione al Beato Marco

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CONCLUSO IL GIUBILEO (a Vittorio Veneto)

Nell’anno giubilare molte sono state le trasferte di pellegrinaggio che hanno coinvolto la parrocchia Beato Odorico in Pordenone: Padova, Villaco e la Carinzia, Cividale. Il “Gruppo Adulti”, dopo la porta santa del santuario di Barbana (maggio scorso), ha concluso l’Anno Santo della Misericordia varcando quella della cattedrale di Ceneda a Vittorio Veneto: è stato il pellegrinaggio più piccolo e più intimo perché concluso nel raccoglimento della messa celebrata con le monache cistercensi di clausura di San Giacomo di Veglia, care da lunga data (da quasi vent’anni la parrocchia ricorda ogni anno nel loro monastero la Beata Domicilla Ricchieri). Nella foto il gruppo posa davanti la bella statua che ritrae un benedicente papa Luciani: tre dei presenti avevano ricevuto la Cresima da lui, vescovo di quella sede cattedrale nella quale – è stato pure ricordato – aveva predicato nel 1699 il suo ultimo quaresimale il Beato Marco apostolo di misericordia.


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Visita della diocesi di Vittorio Veneto al convento di Santa Croce di Aidussina

Il 18 ottobre 2016 l’Ufficio Pellegrinaggi della diocesi di Vittorio Veneto ha fatto sosta “europea” al convento di Santa Croce di Aidussina (Vipavski Kriz), oltre Gorizia, oggi in territorio sloveno. Nella foro il gruppo con il direttore don Brunone De Toffol accolto da padre Yacob con il quale si è fatta bella memoria del Beato Marco “d’Europa”, anche qui molto onorato

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Anche Il Popolo, settimanale diocesano, dedica uno speciale ai santi del Giubileo

Il Popolo, settimanale diocesano, ha dedicato questa settimana,  in occasione della ricorrenza dei Santi,  un’ampia pagina ai Santi friulani del Giubileo. E’ stata rimarcato l’impegno di padre Venanzio Renier per la divulgazione della devozione ai santi del territorio, in particolare del Beato Marco d’Aviano. Nello speciale anche le attività che in questi ultimi anni il Comitato per la canonizzazione ha realizzato, nello spirito della divulgazione del grande predicatore di Aviano. Un invito a leggere il settimanale che troverete in tutte le parrocchie.

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Tutti i Santi del nostro Giubileo

Questo 1° novembre ci avvia verso la chiusura del Giubileo della Misericordia e permette perciò anche un “bilancio” delle attività che si sono svolte da noi a promozione del culto dei “nostri” santi, beati, venerabili… Certo: il paradiso che in questa solennità la Chiesa ci fa contemplare è molto più “popolato” dei santi che onoriamo nel calendario… e ricomprende tanti nostri cari che pure ricordiamo in questi giorni con tanto affetto, ma anche preghiera, per la ferma convinzione che nutriamo che essi sono in Dio.
Il settimanale cattolico di Pordenone “Il Popolo” ha pubblicato una pagina su “Tutti i Santi del nostro Giubileo” (numero di data 30 ottobre 2016, pag. 21). Leggerlo è anche ripercorrere le tappe di un cammino che ha visto in quest’Anno Santo il Comitato B. Marco promotore e partecipe di alcuni momenti di vita cristiana e fraterna assai belli. Ricordiamo per es. i folti pellegrinaggi a Padova e in Carinzia, in collaborazione anche con quanti stanno celebrando l’altro grande francescano di Pordenone, il Beato Odorico. Ma la nostra terra ha generato pure altri santi, spesso figli anche loro di San Francesco: la pagina tutti li ricorda, perché di anch’essi abbiamo cercato di promuovere i “giubilei” insieme ai comitati che animano le loro rispettive cause.
Chi può si procuri e legga “Il Popolo”. Con l’animo di fede che ci conduce in questi giorni in chiesa e in cimitero. Con animo pure di speranza, che preghiamo sorregga le popolazioni colpite proprio ora da distruttive scosse di terremoto, e in zone ricchissime di ricordi dei più grandi santi dell’Italia: fra i tanti, San Benedetto e la sorella sua Santa Scolastica a Norcia, Santa Rita a Cascia, San Francesco ad Assisi. Walter Arzaretti
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Don Terziano Cattaruzza cittadino onorario di Clauzetto

Don Terziano Cattaruzza, membro del Comitato del Beato Marco d’Aviano,  è stato insignito della cittadinanza onoraria da parte del sindaco di Clauzetto, Flavio Del Missier, per l’impegno profuso nel territorio di Pradis di sotto, ove fu parroco dal 1962 al 1974, promuovendo la nascita del primo gruppo speleologico della provincia di Pordenone, fondato nel 1966. Sabato 24 settembre la giornata è stata intensa, a Pradis di Sotto, per i cinquant’anni di vitalità del gruppo, che ha festeggiato questa tappa. Ha raggiunto il culmine con la celebrazione della messa nella famosa “grotta verde”, presieduta dal vescovo, col pievano d’Asio, don Italico Gerometta e don Terziano che ha ringraziato commosso gli ex parrocchiani e il gruppo speleologico.

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Pellegrinaggio in Carinzia sulle orme del Beato Odorico e del Beato Marco

Cari amici del sito Beato Marco, siamo stati il 1° ottobre in Carinzia per ricordare i miracoli del Beato Odorico e prepararci al settimo centenario del suo viaggio missionario che ricorrerà nel 2018 e coinvolgerà la nostra terra. A Pordenone Odorico e il nostro Marco spesso sono confusi: del resto entrambi furono viaggiatori e soprattutto figli di San Francesco rivestiti dello stesso saio e portatori del medesimo “rivoluzionario” messaggio di Pace e Bene. Portandoci in territorio austriaco, non potevamo che mettere ancora insieme i due personaggi santi (entrambi in cammino verso la canonizzazione!). In particolare, Padre Marco, il frate più onorato in Austria, lo abbiamo ricordato in ognuna delle quattro tappe del nostro viaggio partecipato da 159 persone. Nella prima, Tarvisio, abbiamo citato la lettera scritta da Marco d’Aviano all’imperatore Leopoldo I proprio da quella località allora appartenente (e fino al 1918) all’impero asburgico: di lì egli passava il 5 settembre 1690 di ritorno da Vienna e lì il cappuccino era stato raggiunto da un corriere dell’imperatore che gli annunciava la malattia (poi la morte) del suocero del sovrano, grandissimo amico e devoto del padre, che volentieri si accinse a invertire il suo viaggio e tornare alla corte.

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CON IL BEATO ODORICO IN CARINZIA

Primo viaggio di devozione, cultura e amicizia del triennio preparatorio al settimo centenario di un altro, storico, viaggio, quello compiuto dal Beato Odorico da Pordenone.  Il viaggio è indetto dalla Commissione promotrice della canonizzazione e del culto e vuole valorizzare i pochi, ma sicuri, documenti che attestano presenze del beato: presenze storiche della sua persona prima della partenza per l’Oriente nel 1318 o presenze “spirituali” laddove Odorico intercedette miracoli subito dopo la morte, pure documentati. E’ il caso di Villaco, oggi bella città della Carinzia a pochi chilometri dalla nostra Tarvisio, scelta come meta di un viaggio, invitante anche per la bellezza del creato (opera di Dio da custodire!) nelle successive tappe della giornata di sabato 1° ottobre: Spittal, luogo legato al casato friulano dei Porcia (risalendo il fiume Drava che passa anche per Villaco): per tale motivo il comune di Porcia aderisce all’iniziativa e rinnova il suo gemellaggio con la città carinziana insieme a cinquanta concittadini partenti da Palse; altra tappa a Millstatt, sede di antica abbazia (costeggiando l’ampio omonimo lago alpino).  Scopo non secondario dell’iniziativa è favorire comunione fra le componenti interessate al vicino centenario e che sono parte della Commissione: parrocchie “odoriciane” delle città di Pordenone e Udine e frati postulatori della causa. Vertice dell’itinerario sarà ovviamente la messa in onore del beato celebrata dal presidente della Commissione mons. Guido Genero nella chiesa dei Frati Minori di Villaco: frati che, scesi a Udine nel gennaio 1331, rientrarono poi al loro convento austriaco con una particella dell’abito in cui era stata rivestita la salma di Odorico e la applicarono a una donna allettata che non era più capace di alcun movimento. Guarigione istantanea, miracolo, che i cronisti ci hanno tramandato e permette ora a Odorico di scavalcare il confine del suo Friuli. Iscrizioni: a Udine presso la parrocchia del Carmine tel 0432 501465; 0432 509074; a Pordenone, presso le parrocchie B. Odorico (tel 0434 43650), S. Marco, Villanova e Cristo Re; a Palse di Porcia (parrocchia) tel 0434 921213. Partenze: da Pordenone, ore 7, dalla parrocchia di viale Libertà; da Palse, ore 7; da Udine, ore 7.30, dalla stazione autocorriere (lato via Leopardi).0001 (26)

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La visita alle Comunità delle religiose

Una nota a parte merita la giornata riservata la vigilia della festa alla visita alle comunità di religiose. Quest’anno hanno accostato la figura del beato cappuccino le suore di Conegliano (30 sorelle della Misericordia e 44 figlie di Maria Ausiliatrice). Il Comitato, accompagnato da don Leo Collin, ha affidato loro particolarmente l’intenzione di pregare per la pace nel mondo in un momento tanto difficile. A conclusione delle diciotto celebrazioni particolari (l’ultima sul treno violetto rientrante a Pordenone da Lourdes proprio nella serata del 13 agosto) un sacerdote ha commentato: “Bello questo allargare il discorso su Padre Marco; doveroso creare una sensibilità diffusa nel territorio”. Per un santo oltretutto europeo (celebrazioni solenni si sono svolte a Vienna e Budapest)! Insomma, una “Settimana” in linea con la raccomandazione di papa Francesco per una “Chiesa in uscita”. Che il Beato Marco ha nel dna. Appuntamento ora all’analogo “mese odoriciano” di gennaio a Pordenone.

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