LA RESTAURATA PIANETA DEL BEATO MARCO È TORNATA A CASA – cronaca della giornata

L’anno scorso, nell’agosto di padre Marco, la meta di pellegrinaggio fu Lubiana; questa volta si è già andati col Comitato e 80 partecipanti in Cadore il 26 luglio, festa di Sant’Anna e dell’amena borgata di Calalzo, Rizzios, che ancora venti anni fa (1998) attirò padre Venanzio e 180 pellegrini alla scoperta della pianeta detta del Beato Marco: del paramento, il cartiglio ricamato su di esso dice che se ne è servito il celebre cappuccino, mentre l’Associazione Cintamani diretta dal pordenonese Carlo Scaramuzza se n’è come “innamorata”, volendolo restaurare nella nostra città (per le abili mani di Simonetta Giacomini), presentare con un convegno (tenutosi al Museo diocesano il 19 aprile con una relazione, fra le altre, dello storico Marco Perale, assessore alla cultura del Comune di Belluno) e ora onorare nel suo sito di ormai tre secoli e più. Dove siamo andati, via Cimolais e Valcellina, a restituire un bene prezioso per la cultura, e tanto più per il mondo dello spirito visto che trattasi della reliquia di un santo (“per contatto”), e a ulteriormente valorizzarlo grazie alla pubblicazione “Storia e storie di una pianeta” con la quale Cintamani, per la cura di Loredana Gazzola e dello stesso dr. Scaramuzza, ha voluto suggellare il proprio coinvolgimento nell’operazione restauro e lasciare anche al Cadore consapevolezza piena dell’importanza del manufatto.

Il Comitato Beato Marco non poteva solo complimentarsi per l’iniziativa, ma pure partecipare cordialmente al suo epilogo accompagnando la pianeta a casa. Alla messa celebrata dal vicario generale di Belluno-Feltre e dai sacerdoti del Comitato nella festa patronale di Rizzios l’abbiamo ammirata da vicino (vedi foto) e condiviso l’emozione di coloro che l’hanno rimessa apposto, godendo pure dell’ospitalità ritrovata di un luogo che conserva altri cimeli riconducibili alle vicende di padre Marco: per esempio i ritratti di papa Innocenzo XI e dell’imperatore Leopoldo I, nonché quello di fra Antonio da Rezuos, il cappuccino al quale si deve la felice colpa di avere portato Vienna nel suo sperduto borgo natio fra le Dolomiti. Altre tracce del nostro beato le abbiamo rinvenute nel pomeriggio a Pieve di Cadore, nella chiesa arcidiaconale in cui lui predicò un quaresimale – dando poi ancora l’invocata benedizione in distanza alle genti cadorine – e nel santuario del Cristo ove è esposta una rarissima tavoletta ex voto illustrante un suo miracolo degli ultimi mesi di vita nel 1699. La giornata si è conclusa in Municipio a Calalzo con la presentazione al pubblico degli Atti sulla pianeta. Il volume di 84 pagine, graficamente molto ben riuscito, è richiedibile all’associazione promotrice (via Monte Podgora 10, Pordenone): tel. 348 5117621  cintamani.pn@libero.it .

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