“FRA I PIÙ GRANDI MISSIONARI ED EVANGELIZZATORI DI TUTTI I TEMPI”

La chiesa del Carmine di Udine ha accolto sabato 13 ottobre il patriarca di Venezia venuto a ribadire la statura missionaria del Beato Odorico del cui viaggio a Oriente si celebra il settimo centenario.

“Egli, in dodici anni, aveva percorso una distanza superiore a quella della circonferenza del globo terrestre” – ha ricordato mons. Francesco Moraglia all’omelia – “Partire a quel tempo per un tale viaggio supponeva il dono totale di sé”.

Il patriarca non ha esitato ad annoverare il francescano friulano fra “i più grandi missionari ed evangelizzatori della Chiesa di tutti i tempi: da san Paolo a san Bonifacio, il grande evangelizzatore della Germania, da san Francesco Saverio a Matteo Ricci affascinati dall’Asia e, in modo tutto particolare, dalla Cina”. “La grandezza del Beato Odorico e l’attualità della sua causa di canonizzazione” – ha detto – sta nello “scopo missionario del suo viaggio: l’annuncio del Vangelo, incontrare anime, instaurare rapporti con popoli e culture allora del tutto sconosciute per annunciare Gesù Cristo”.

 

“La missione è nel dna della Chiesa che è strutturalmente missionaria: fin dal primo istante della sua esistenza. La Chiesa è costituita nella fede in Gesù morto e risorto e dal mandato missionario” – ha sottolineato con forza il presule, esortando a “chiedere al Beato Odorico di avere, in noi e nelle nostre comunità, un po’ del suo spirito missionario” e indicando a modello “l’icona della Chiesa radunata nel Cenacolo con Maria, la Madre di Gesù (cfr. At 1,14), una Chiesa che inizia dalla preghiera e che implora lo Spirito Santo per ottenere la fede e l’amore necessari per l’annuncio evangelico, non necessariamente partendo per la Cina ma anche qui dove viviamo oggi”.

A fare corona a mons. Moraglia, l’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato con il nunzio apostolico friulano Diego Causero e anche il vescovo Gustavo Oscar Zanchetta, assessore dell’APSA vaticana, e sacerdoti e soprattutto religiosi da varie comunità del Friuli, di qua e di là del Tagliamento, con il vicepostulatore conventuale della causa venuto da Padova. Odorico – da Pordenone in quanto natovi e da Udine passato a Dio – è il santo del Friuli tutto: proiettato oltre i confini, come da vocazione di questa piccola terra di compresenze etniche e culturali che si rapporta con il centro e l’est dell’Europa, ma in ogni epoca ha saputo anche guardare più in là. Lo dimostra proprio il viaggio sette volte secolare compiuto da Odorico a partire dal 1318 dalla Venezia del patriarca fino in Cina, cioè nel mondo sconosciuto di allora.

Mons. Moraglia ha onorato al termine con i concelebranti il corpo del beato venerato nell’arca, capolavoro della scultura veneziana del Trecento. Ha pure salutato le autorità, con a capo il sindaco della città Pietro Fontanini, di tutte le località di documentata presenza del frate prima della sua partenza per il Medioriente, l’India, le isole indonesiane e filippine, il Vietnam, infine il fantastico Cathay sino a Khanbaliq, oggi Pechino, e che sono state raggiunte dalla Commissione sostenitrice della causa presieduta da mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.

Questo 7° centenario della partenza di frate Odorico per l’Oriente è tanto più carico di significati ora – mons. Moraglia non ha mancato di farne cenno – che concrete speranze si sono accese nel dialogo volto a dare libertà all’azione pastorale della Chiesa Cattolica in Cina.

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