ESPOSIZIONE ITINERANTE “MARCO D’EUROPA IN UN DIPINTO DI JOHANN MELCHIOR ROOS”

O in che confusione ci trovamo per le minaccie e pericoli del turco […] Povera Vienna a che è ridotta, in pericolo di perdersi […] Se Dio per sua misericordia particolarmente non ci custodisce, siamo in total rovina: così il compositore e cantante Filippo Vismarri scriveva al pordenonese Aurelio Amalteo, scrittore di libretti d’opera, il 20 settembre 1682, un anno prima del terribile assedio da parte di una poderosa armata turca, guidata dal gran visir Karà Mustafà.

Oggi si potrebbero scrivere le stesse cose per la guerra in corso e questo ci fa capire l’attualità della figura di Marco d’Aviano, il liberatore morale e spirituale dall’assedio di Vienna, presente nel quadro del tedesco Johann Melchior Roos (1659/1663-1731) che dalla sera di sabato 23 al 25 aprile sarà visibile nel Duomo di San Marco a Pordenone.

Al centro del dipinto c’è una scena di pietà, verso un cavaliere in fin di vita. Si tratta probabilmente del nobile polacco Stanislao Potocki, ferito mortalmente alla testa durante un attacco di cavalleria all’accampamento turco, che si rivelò determinante per la vittoria, poco prima del crepuscolo del 12 settembre 1683. Il cavaliere è assistito da padre Marco d’Aviano, che ha alle spalle un altro cappuccino, certo il fedelissimo padre Cosmo da Castelfranco. Il Nostro viene salutato da Carlo V di Lorena, giunto a cavallo, cioè dal comandante in capo dell’esercito imperiale, mentre il re polacco Sobieski, il liberatore militare di Vienna, ritto nella tenda a padiglione che domina sulla destra, sembra meditare sulla tragedia della guerra, che nessun bottino può ripagare.

Per padre Marco quell’assedio fu la logica conseguenza dell’abitudine al peccato, come aveva scritto all’imperatore Leopoldo I: “Beatissima Maestà! Dio ha preso in mano la frusta perché è stato sfidato dal peccato. Bisogna placarlo nuovamente con l’umiltà, il rimorso e il cambiamento di vita. Se c’è una riconversione del cuore verso Dio, onorandolo pubblicamente anziché offendendolo apertamente, allora sono convinto che Dio, pur mandando afflizione, non condannerà con distruzione e rovina definitive”.

L’esposizione itinerante, denominata “Marco d’Europa in un dipinto di Johann Melchior Roos”, che dopo l’anteprima cittadina approderà durante l’estate in varie chiese della Pedemontana, è organizzata dal Centro culturale Augusto Del Noce, dall’APS Cintamani, dal Centro Studi Odoriciani, dal Comitato per la causa di canonizzazione del Beato Marco d’Aviano e dall’Associazione Alle Grazie, con il sostegno del gruppo Bisaro. A fine anno l’opera sarà inserita nel percorso storico in allestimento nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Concordia-Pordenone.

Roberto Castenetto

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