11 ottobre: preghiamo il rosario con il Papa per la pace

Oggi è giornata di preghiera per la pace, che il mondo ha bisogno di ritrovare in molte regioni. Il papa recita questa sera il Santo Rosario per la pace, in questo mese del Rosario del Giubileo della Speranza, e noi ci uniamo all’intenzione che egli ci suggerisce con animo accorato per tutto questo ottobre. Lo facciamo anche da devoti del Beato Marco che ci invita a ripetere con lui: “Signore, tu lo sai, da parte nostra non amiamo altra cosa che la pace” (così Padre Marco pregò a Vienna per la liberazione dall’assedio).Questa disponibilità, riaffermata da ciascuno in ogni comportamento e pensiero, è già una dichiarazione e una impetrazione della pace. La possiamo fare, la dobbiamo fare a fronte di tante scene strazianti di questi tempi (che durano da anni) e, se si aprono a esiti di speranza in queste ore nella terra di Gesù (che devono però consolidarsi), restano attuali per esempio in Ucraina, ma anche in numerose altre parti del mondo.Come Comitato Beato Marco sentiamo come prima missione in questi frangenti di pregare e far pregare per la pace, che fu grande missione del cappuccino d’Europa chiamato per obbedienza al papa di allora a salire palcoscenici altrettanto complicati della storia sul versante della pace.Alcuni di noi devoti si recano proprio oggi, sabato 11 ottobre, in pellegrinaggio giubilare oltre il confine di Gorizia nel nome del beato pordenonese, ma originario di quelle terre già martoriate dalle due guerre mondiali del Novecento, Daniele d’Ungrispach. Dopo la visita del castello museo di Kromberg, e la commemorazione e celebrazione eucaristica bilingue a Vogrsko (due località slovene a ridosso del confine goriziano), nel pomeriggio i cinquanta partecipanti sono alle ore 15 nel convento-castello dei Cappuccini di Vipavski Kriz, Santa Croce di Aidussina. E qui non possono non rivolgere un pensiero al Beato Marco e chiedergli, con i frati sloveni che li ospitano con tanta fraternità, una mediazione di pace dal cielo. Visitato indi il bellissimo Collio sloveno, il Rosario viene poi recitato in serata nel santuario Rosa Mystica di Cormons, città natale del Beato Daniele che si accompagna in proprio gruppo a questo viaggio.Ho voluto qui renderVi edotti di questa trasferta perché si pone anch’essa sulla linea ideale dei pellegrinaggi di speranza che in quest’anno giubilare abbiamo realizzato in comunione con Padre Marco e altri nostri beati e venerabili. Ultimo è stato quello della piccola delegazione recatasi un mese fa a Vienna per la posa e scopertura di una lapide marmorea con ritratto bronzeo del Beato Marco proprio nel luogo della sua preghiera di pace.Questa linea ideale, ricca di fede e speranza, vogliamo continuare a tracciare. E siamo grati ai cappuccini d’Austria (a Vienna) e di Slovenia (oggi nel loro stupendo convento della valle del Vipacco) di poterlo fare in queste settimane tanto delicate per il mondo: grazie per la loro amicizia e accoglienza squisita. Oltretutto, queste visite europee ai frati nel nome del frate d’Europa sono valide introduzioni all’8° centenario del Transito di San Francesco, evento motivato come è facile capire, che ci deve pure vedere coinvolti.A queste esperienze di fede fraterna e ricca di ispirazioni attuali sento di unire tutti Voi, amici del Beato Marco, nel giorno in cui il papa ci chiede di credere nella preghiera per la pace.WALTER ARZARETTI oggi pellegrino oltreconfine11 ottobre 2025, nell’Anno giubilare della Speranza

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