VIENNA

In Austria con il Comitato per la causa del Beato Marco

 

Visita a sorpresa ai pellegrini del card. Schönborn

 

   Cinquanta pellegrini provenienti da diverse zone del Triveneto hanno celebrato il decennale della beatificazione di Padre Marco muovendosi sui luoghi più significativi della missione religioso-storica svolta dal cappuccino nell’Europa della seconda metà del 1600. Tappe del pellegrinaggio sono state il santuario di Mariazell nell’alta Stiria e Vienna, compresa la collina del Kahlenberg dove il 12 settembre 1683 si svolse la storica battaglia che risolse il pesante assedio con cui l’esercito dei Turchi stringeva la capitale dell’impero asburgico, minacciando gran parte dell’Europa centrale.

   Nella foto l’incontro a sorpresa con il cardinale arcivescovo Christoph Schönborn, venuto a piedi, da solo, a salutare i devoti del beato e il vescovo padre Flavio Roberto Carraro che li guidava insieme al presidente del Comitato per la causa di Padre Marco Gianni Strasiotto. Il porporato ha condiviso con i presenti l’anelito per la canonizzazione del beato, scopo primo del comitato, indicato come irrinunciabile da padre Carraro, che dell’Ordine Cappuccino è stato ministro generale. “Avrei voluto farmi cappuccino anch’io”, gli ha confidato il cardinale, che appartiene all’ordine “parallelo” dei Frati Domenicani. Schönborn ha benedetto inoltre con tanta gioia il ritratto del beato opera di Andrea Susanna, donato dal comitato alla chiesa degli italiani di Vienna, situata in un posto “strategico” della capitale: è infatti circondata dalle sedi della presidenza della repubblica, del governo federale, dei ministeri degli esteri, interni, cultura e istruzione. Il cardinale, uno dei massimi teologi, allievo di Ratzinger e incaricato da lui della preparazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, ha scherzato anche sul conclave (nel quale era tra i più in vista) e ha definito un grande regalo l’elezione di papa Francesco.

   Intensa la celebrazione animata dal vescovo padre Flavio con i frati d’Austria presso la tomba del Beato Marco nella Kapuzinerkirche: accompagnamento di musiche di Mozart, e a seguire collocazione di una corona da parte del comitato raccoltosi tutt’attorno alla tomba; quindi sosta di gruppo davanti al grandioso monumento all’esterno, rinfresco in convento e visita alle tombe imperiali. La messa con i connazionali nella Minoritenkirche – elevata l’omelia dell’emerito vescovo di Verona – si è conclusa con una sorta di “lascito-pegno” a questi ultimi: una reliquia del “nostro” e “loro” Padre Marco, definito “un italiano a Vienna”. Qui saranno sempre di casa quanti, di passaggio a Vienna, vorranno unirsi alla celebrazione domenicale delle ore 11 nella nostra lingua, accolti dai padri conventuali e dalla Congregazione italiana presieduta da Daniela Panella.

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