SETTIMANA DEL BEATO

SETTIMANA DEL BEATO 2015

 

BEATO MARCO

SETTIMANA CELEBRATA ALL’INSEGNA DELLA “CHIESA IN USCITA”

 

Settimana fervorosa quella tenutasi per il Beato Marco a cavallo di Ferragosto. A cominciare da Pordenone e dalla messa affollata di domenica sera 9 agosto al Cristo (vedi foto Patrizi). Il rettore mons. Menaldo, promotore anche di una novena al cappuccino, ha sottolineato l’aspetto carismatico che rifulse nel predicatore e taumaturgo, tessendo l’intera omelia sull’“Anno della Vita Consacrata” in corso. Erano presenti, fra gli altri, religiosi cappuccini, minori francescani, suore elisabettine della città, di Maria Bambina e Rosarie. In mattinata (e il sabato alla vespertina) aveva ricordato il beato alla messa in ospedale don Lelio Grappasonno.

Interessante l’incontro a sorpresa che il Comitato ha avuto nella stessa giornata a Caorle con un gruppo di austriaci e tedeschi che hanno celebrato nella “Colonia Mari”. Li accompagnava padre Joachim Richter, religioso bavarese che proprio in questi giorni viene trasferito da Colonia alla comunità dei Legionari di Cristo di Vienna: “Stavo cercando notizie sulla storia e la tradizione religiosa della capitale austriaca – ha detto entusiasta – Ed ecco, neanche a farlo apposta, trovo qui questo santo dei viennesi”. Agli ospiti è stata illustrata la figura europea del beato e offerto il cartoncino trilingue con la preghiera di intercessione recitata poi con l’Atto di dolore perfetto alla messa dei turisti italiani celebrata da mons. Rino Damo nella grande chiesa del centro, progettata dall’ingegnere pordenonese Ernesto Raffin, recentemente scomparso.

Nel santuario pordenonese delle Grazie si è tenuto un triduo predicato in previsione della solennità dell’Assunta. Gli interventi dell’ideatore don Luca Giustarini – molto devoto al Beato Marco dai tempi in cui era parroco a Livorno del santuario regionale toscano di Montenero, dedicato al Santo Nome di Maria – hanno valorizzato pure le concomitanti memorie liturgiche di Santa Chiara d’Assisi (11 agosto) e, 12 agosto, del Beato Innocenzo XI (il papa di padre Marco!) e sono stati diffusi da Radio Voce nel Deserto. La reliquia donata ai monaci vallombrosani è stata baciata da preti e fedeli l’ultima sera del triduo, quando ricorreva anche l’anniversario della dedicazione del santuario. Il rito si è ripetuto al capitello di Villotta dopo la concelebrazione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena col vescovo Pellegrini e 18 sacerdoti, rallegrati pure da un’esibizione folkloristica polacca, e di nuovo nella chiesa del Cristo che – non va dimenticato – fu sede del famoso postulatore di Padre Marco, padre Venanzio Renier.

Una nota a parte merita la giornata riservata la vigilia della festa alle suore del Friuli. Esse hanno accostato la figura del Nostro, nell’Anno loro dedicato, con piene convinzioni. Hanno onorato la reliquia del beato cappuccino le comunità di consacrate di Gemona (90 suore francescane missionarie), Moggio e Montegnacco di Cassacco (claustrali: clarisse e carmelitane) e Fagagna (vedi foto in quest’ultima casa di Suore di Maria Bambina). Il Comitato ha affidato loro particolari intenzioni, giunte in questi giorni dagli Stati Uniti, oltre che da Sicilia e Campania. La devozione si è automaticamente estesa pure durante l’incontro fraterno avuto dal Comitato con diversi religiosi e preti ospiti nella Casa marina dei Frati Conventuali a Bibione: fra i presenti, il rettore del Seminario della grande diocesi di Monaco di Baviera, città di travolgente predicazione e miracoli per Padre Marco. Tappe finali sono state, domenica 16 agosto, la chiesa di Ceolini, per forte convinzione di don Leo Collin e gaudio dei fedeli, e – come da anni avviene grazie a mons. Cagnin – il santuario (pieno!) della Santissima alle sorgenti del Livenza, dove vibrante è stato lanciato l’appello di pregare per la pace nel mondo in un momento tanto difficile. In conclusione un sacerdote ha commentato: “Bello questo allargare il discorso su Padre Marco; doveroso creare una sensibilità diffusa nel territorio”. Per un santo oltretutto europeo! Insomma, una “Settimana” in linea con la raccomandazione di papa Francesco per una “Chiesa in uscita”. Che il Beato Marco ha nel dna.

BEATO MARCO

SETTIMANA CELEBRATA ALL’INSEGNA DELLA “CHIESA IN USCITA”

Settimana fervorosa quella tenutasi per il Beato Marco a cavallo di Ferragosto. A cominciare da Pordenone e dalla messa affollata di domenica sera 9 agosto al Cristo (vedi foto Patrizi). Il rettore mons. Menaldo, promotore anche di una novena al cappuccino, ha sottolineato l’aspetto carismatico che rifulse nel predicatore e taumaturgo, tessendo l’intera omelia sull’“Anno della Vita Consacrata” in corso. Erano presenti, fra gli altri, religiosi cappuccini, minori francescani, suore elisabettine della città, di Maria Bambina e Rosarie. In mattinata (e il sabato alla vespertina) aveva ricordato il beato alla messa in ospedale don Lelio Grappasonno.

Interessante l’incontro a sorpresa che il Comitato ha avuto nella stessa giornata a Caorle con un gruppo di austriaci e tedeschi che hanno celebrato nella “Colonia Mari”. Li accompagnava padre Joachim Richter, religioso bavarese che proprio in questi giorni viene trasferito da Colonia alla comunità dei Legionari di Cristo di Vienna: “Stavo cercando notizie sulla storia e la tradizione religiosa della capitale austriaca – ha detto entusiasta – Ed ecco, neanche a farlo apposta, trovo qui questo santo dei viennesi”. Agli ospiti è stata illustrata la figura europea del beato e offerto il cartoncino trilingue con la preghiera di intercessione recitata poi con l’Atto di dolore perfetto alla messa dei turisti italiani celebrata da mons. Rino Damo nella grande chiesa del centro, progettata dall’ingegnere pordenonese Ernesto Raffin, recentemente scomparso.

Nel santuario pordenonese delle Grazie si è tenuto un triduo predicato in previsione della solennità dell’Assunta. Gli interventi dell’ideatore don Luca Giustarini – molto devoto al Beato Marco dai tempi in cui era parroco a Livorno del santuario regionale toscano di Montenero, dedicato al Santo Nome di Maria – hanno valorizzato pure le concomitanti memorie liturgiche di Santa Chiara d’Assisi (11 agosto) e, 12 agosto, del Beato Innocenzo XI (il papa di padre Marco!) e sono stati diffusi da Radio Voce nel Deserto. La reliquia donata ai monaci vallombrosani è stata baciata da preti e fedeli l’ultima sera del triduo, quando ricorreva anche l’anniversario della dedicazione del santuario. Il rito si è ripetuto al capitello di Villotta dopo la concelebrazione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena col vescovo Pellegrini e 18 sacerdoti, rallegrati pure da un’esibizione folkloristica polacca, e di nuovo nella chiesa del Cristo che – non va dimenticato – fu sede del famoso postulatore di Padre Marco, padre Venanzio Renier.

Una nota a parte merita la giornata riservata la vigilia della festa alle suore del Friuli. Esse hanno accostato la figura del Nostro, nell’Anno loro dedicato, con piene convinzioni. Hanno onorato la reliquia del beato cappuccino le comunità di consacrate di Gemona (90 suore francescane missionarie), Moggio e Montegnacco di Cassacco (claustrali: clarisse e carmelitane) e Fagagna (vedi foto in quest’ultima casa di Suore di Maria Bambina). Il Comitato ha affidato loro particolari intenzioni, giunte in questi giorni dagli Stati Uniti, oltre che da Sicilia e Campania. La devozione si è automaticamente estesa pure durante l’incontro fraterno avuto dal Comitato con diversi religiosi e preti ospiti nella Casa marina dei Frati Conventuali a Bibione: fra i presenti, il rettore del Seminario della grande diocesi di Monaco di Baviera, città di travolgente predicazione e miracoli per Padre Marco. Tappe finali sono state, domenica 16 agosto, la chiesa di Ceolini, per forte convinzione di don Leo Collin e gaudio dei fedeli, e – come da anni avviene grazie a mons. Cagnin – il santuario (pieno!) della Santissima alle sorgenti del Livenza, dove vibrante è stato lanciato l’appello di pregare per la pace nel mondo in un momento tanto difficile. In conclusione un sacerdote ha commentato: “Bello questo allargare il discorso su Padre Marco; doveroso creare una sensibilità diffusa nel territorio”. Per un santo oltretutto europeo! Insomma, una “Settimana” in linea con la raccomandazione di papa Francesco per una “Chiesa in uscita”. Che il Beato Marco ha nel dna.

13.08.2015

CELEBRATA UNA MESSA IN ONORE DEL BEATO ANCHE DAL PRESIDENTE ONORARIO P.FLAVIO CARRARO

Il Presidente emerito del Comitato per la canonizzazione del beato Marco d’Aviano P. Flavio ci ha inviato la foto scattata il 13 agosto, giorno della memoria, nel Monastero Santissimo Sacramento delle Clarisse cappuccine, dove  il giorno 13 ha celebrato solennemente con le monache, la memoria del Beato Marco. Ha ringraziato e si è felicitato per il notevole lavoro svolto dal Comitato per “l’attività sempre feconda e apprezzata”.  Ha trasmesso la sua benedizione a tutti quelli che si impegnano nel fra conoscere la figura e le opere e a diffondere le preghiere del beato Marco e a invocarlo con la preghiera d’intercessione.

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CALENDARIO SETTIMANA DEL BEATO MARCO D’AVIANO –  AGOSTO 2015

nell’Anno della Vita Consacrata, verso il Giubileo straordinario della Misericordia  

Domenica 9 agosto    Caorle (Ve), chiesa della Colonia marina dell’ODA di Vittorio Veneto: Messa celebrata da mons. Rino Damo; discorso sul beato – reliquia esposta – e diffusione a cura del Comitato ai fedeli turisti, ore 9 (ricordo pure alla messa delle ore 18.30) *Diffusione ai turisti da parte del Comitato a Porto Santa Margherita di Caorle, chiesa della Croce Gloriosa e di San Giovanni XXIII    Pordenone, chiesa dell’Ospedale Civile: Messa celebrata da don Terziano Cattaruzza per gli ammalati con onore al beato   Pordenone, chiesa del Cristo: Messa celebrata da mons. Vittorio Menaldo con i sacerdoti confessori in questa chiesa, i religiosi della città e forania e i preti del Comitato, ore 20.30 (bacio reliquia e canto dell’inno) – Qui lavorò p. Venanzio per la riscoperta di P. Marco e la beatificazione  *Sempre al “Cristo”, dal 4 al 12 agosto, Novena preparatoria alla festa del beato alle messe di orario; giovedì 13 agosto, ore 10 e ore 18.30, messa del beato, lettura del Transito, bacio reliquia

11-12-13 agosto

Pordenone, Santuario B.V. delle Grazie: Triduo con messa predicata dal priore-parroco p. Luca Giustarini, benedettino vallombrosano, sulla devozione mariana del B. Marco in preparazione alla solennità dell’Assunzione, ore 20.30 (esposizione della reliquia del beato in dotazione al santuario) *Giovedì 13 agosto, messe in onore del beato, ore 9 e ore 18; alle ore 20.30 Messa concelebrata della memoria con panegirico, lettura del Transito, bacio della reliquia

Mercoledì 12 agosto *Giornata di attenzione alla Vita Consacrata nell’Anno a essa dedicato    Gemona del Friuli (Ud), Casa Madre Francescane Missionarie del Sacro Cuore: Incontro con la comunità religiosa di 90 suore, preghiera e visione del documentario su Padre Marco “La fiducia in un’Europa cristiana”, ore 10    Moggio Udinese (Ud), Monastero Clarisse: Celebrazione dell’Ora Media con le monache nella vigilia della festa, presente la reliquia del beato, ore 15; quindi, a Montegnacco di Cassacco, Monastero Carmelitane: Visita alle monache con la reliquia e preghiera d’intercessione, ore 17    Fagagna (Ud), Casa Suore di Maria Bambina: Vespri e liturgia d’intercessione al Beato Marco con bacio della reliquia, ore 19 

Giovedì 13 agosto *La Messa propria della memoria liturgica del Beato Marco d’Aviano è celebrata nelle chiese delle diocesi di Concordia-Pordenone, Vittorio Veneto e Padova, oltre che nell’Arcidiocesi di Vienna, e nelle chiese rette dai frati francescani   Bibione (Ve), Casa “S. Antonio” dei Minori Conventuali: Visita e diffusione del beato tra i frati e i preti di più diocesi ospiti nella casa marina. Messa presieduta da padre Enzo Poiana, ore 11.45    Villotta d’Aviano (Pn), chiesa parrocchiale: Santa Messa concelebrata; canti del Coro “La Betulla”, ore 20.30; quindi processione al capitello con la reliquia (a cura della parrocchia)

*Vienna, Kapuzinerkirche, Messa solenne cantata, venerdì 14 agosto ore 16 *La festa del Beato Marco è solennizzata pure nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, sede di una parrocchia per gli italiani dimoranti nella capitale ungherese

*Messa solenne, il 15 agosto, ore 19, anche nella chiesa del convento dei Cappuccini diNocera Inferiore (SA) dotatasi di una reliquia del beato

Domenica 16 agosto

   Ceolini di Fontanafredda (Pn), chiesa: Messa celebrata da don Leo Collin con bacio della reliquia; discorso sul beato a cura del Comitato e diffusione, ore 9.45 –    Colturadi Polcenigo (Pn), santuario della Santissima Trinità: Ricordo del beato alla Messa celebrata dal parroco mons. Silvio Cagnin, bacio della reliquia e diffusione, ore 18

Conclusa la settimana del Beato 2014

Oltre al pellegrinaggio del Comitato che ha dilatato il messaggio e la devozione al beato a Fiume/Rijeka, raggiungendo in particolare i cappuccini croati e la commossa comunità degli italiani di quella bella e cara città, ricordiamo le celebrazioni (con bacio della reliquia) nei centri turistici di Caorle e Albarella (Delta del Po), dove il messaggio del Nostro si è diffuso automaticamente a molte genti, nelle comunità della Pedemontana natia (coinvolte, oltre a Villotta, la parrocchia di Malnisio e il santuario gremito della Santissima Trinità a Polcenigo) e della città di Pordenone (concelebrazione nella chiesa del Cristo, già dei Cappuccini). Sottolineata pure e divulgata la devozione mariana del beato cappuccino nella solennità dell’Assunta: negli ospedali di Sacile e Pordenone, nella chiesa parrocchiale di Cimpello (Pn), alla festa quinquennale del Gran Perdon della Madonna della Salute a Pravisdomini (Pn).
Significative le proiezioni missionarie del culto al beato, che fu missionario apostolico in Europa (ed è stato celebrato in particolare a Vienna e Budapest). Con gioia annotiamo che il 13 agosto è stata festa anche in luoghi impensabili: nella chiesa del Beato Marco a Muyaga (missione dei Saveriani di Kamenge, Burundi) visitata proprio quel giorno da sacerdoti amici del Comitato Beato Marco; e nel monastero di Clarisse Cappuccine del Benin ove il “nostro” padre Flavio Roberto Carraro, vescovo, ha celebrato l’Eucaristia con le monache pregando anche l’atto di dolore perfetto e con testi in francese. Qui da noi si sono unite nella medesima preghiera, durante la messa della memoria liturgica, una cinquantina di monasteri di clausura e comunità di suore nel Triveneto che stimano quanto avviato da padre Venanzio e lo ricordano con affetto.
Opportuno l’accostamento fatto in alcuni luoghi dell’opera di amore e difesa della fede operata con coraggio dal Beato Marco nel suo travagliato secolo con gli attuali tempi di persecuzione di cristiani, per i quali la Chiesa in Italia ha pregato il 15 agosto.
L’opera del Comitato – presentata il 10 agosto con una pagina del settimanale “Il Popolo” di Pordenone e con una lettera che è pervenuta a circa 400 amici – prosegue con la diffusione a mezzo internet in varie lingue dell’Europa della preghiera in favore della canonizzazione e con appuntamenti che seguiranno nelle prossime settimane, in occasione soprattutto di intitolazioni a Padre Marco di spazi e vie pubbliche.

Festa internazionale quest’anno per il Beato Marco
Celebrata in Croazia, Austria, Ungheria e persino in Africa

Festa internazionale peril Beato Marco. Grazie all’opera di dilatazione del culto promossa dal Comitato per la causa, la memoria del cappuccino è stata celebrata il 13 agosto in luoghi anche impensabili. Come il Benin, nell’Africa equatoriale, dove si trova il vescovo padre Flavio Roberto Carraro, presidente onorario del Comitato, in visita alle suore clarisse cappuccine: con esse ha celebrato la messa del Beato e recitato il suo atto di dolore perfetto tradotto in francese (la foto testimonia la gioia delle monache che hanno improvvisato anche uno striscione in onore del nostro Padre Marco). In Burundi, ancora nel continente nero, da due anni è giunta una scultura del beato, confezionata in Valcellina su commissione dello stesso comitato. E qui, nella missione saveriana di Kamenge, nei pressi della capitale Bujumbura, che ha “adottato” il Beato Marco presso la chiesa della località Muyaga, si sono portati, proprio il giorno della festa (felice coincidenza!), il parroco di Ghirano e Villanova di Prata monsignor Romano Nardin, membro del Comitato, e il parroco di Caneva don Ugo Cettolin, constatando la devozione locale verso il beato, che ha così scavalcato ormai il vecchio continente.
Il comitato ha celebrato quest’anno la festa di Marco “d’Europa” in Croazia, raggiungendo i frati cappuccini e la comunità degli italiani di Fiume/Rijeka. La fraterna accoglienza del gruppo nella città quarnerina si è manifestata nella messa solenne bilingue cantata dal Coro Fedeli Fiumani di lingua italiana nella chiesa dei Cappuccini dove sostò San Leopoldo, grande devoto di Padre Marco, e ove visse per sedici anni il padre Odorico da Pordenone, parroco a Fiume dal 1932 al 1948. Suggello della giornata, che ha ribadito gli intenti del Comitato di sottolineare il valore dell’unione fra i popoli come peculiare motivo per cui perseguire la causa di canonizzazione, è stato il dono alla chiesa di una reliquia del nostro beato. Fortemente emozionati gli italiani di Fiume presenti al rito. Visitate in giornata dai 61 pellegrini il santuario mariano di Tersatto (ove è stato letto il transito del Beato Marco), la baia di Buccari di dannunziana memoria e la cattedrale della città in cui fu primo vescovo monsignor Celso Costantini. La festa del beato d’Europa è stata solennizzata anche in Austria (nella Kapuzinerkirche di Vienna alla messa del 14 agosto pomeriggio) e nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, sede di una parrocchia per gli italiani della capitale ungherese intitolata allo stesso Beato Marco.

CELEBRATA ANCHE NEL BENIN LA FESTA DEL BEATO MARCO
Padre Marco e Padre Flavio ci hanno scritto dal Benin

Com’è andata la festa del beato Marco d’Aviano?
Qui in Benin lo abbiamo celebrato questa mattina insieme alle clarisse cappuccine nella nuova chiesa, consacrata due giorni fa dall’arcivescovo di Cotonou e alla presenza di un altro vescovo e di padre Flavio.
Lo abbiamo celebrato con i testi in francese, che sono stati tradotti da una brava suora beninese. Abbiamo recitato l’atto di contrizione perfetto e anche la preghiera di intercessione. Alla fine abbiamo fatto una bella foto – che ti allego – con tutte le suore e p. Flavio e la scritta: bienheureux Marc d’Aviano, prie pour nous (Beato Marco d’Aviano, prega per noi). Questa sera in refettorio è stata letta la biografia del beato Marco
d’Aviano che abbiamo scaricato dal sito e le suore sono state molto contente e ammirate di questa bella figura. Ti salutiamo caramente con un abbraccio fraterno e l’assicurazione
della nostra preghiera per la la tua salute e la tua famiglia.
+ P. Flavio e don Marco

La presenza di padre Flavio in Benin è legata alle Monache Clarisse Cappuccine la cui presenza qui in Africa è dovuta proprio a lui quando era Generale dell’ordine. E’ lui infatti che a suo tempo aveva proposto alle monache cappuccine di Mercatello sull’Oronte (PU) – dove hanno un monastero costruito sulla casa natale di santa Veronica Giuliani – di aprire un monastero in Africa. E così 21 anni fa, alcune sorelle sono partite da Mercatello e hanno inziato l’avventura africana. Ora sono in totale 18 suore: tre italiane e tutte le altre africane.
Inizialmente queste sorelle si erano stabilite a Cotonou, la capitale del Benin, accanto ai padri Cappuccini. Da alcuni anni tuttavia hanno preso la decisione di trasferirsi in altro luogo, perchè l’oceano stava sempre più avanzando ed erodendo la terra, avvicinandosi al loro monastero. Hanno trovato un terreno a 40 Km da Cotonou, in un posto isolato e hanno costruito dapprima il monastero e poi la chiesa. La foresteria è ancora in fase di costruzione. L’11 agosto, solennità di Santa Chiara, c’è stata la solenne liturgia di consacrazione della nuova chiesa. Le sorelle ci tenevano che fosse presente anche p. Flavio perchè lo considerano come il padre della loro missione. La liturgia di consacrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Cotonou, Mons. Antoine Ganye. Hanno concelebrato il Vescovo P. Flavio, il Vescovo di Ndali, Martino Adjou e il superiore della Custodia dei frati cappuccini del Benin, p. Luigi Coppare. I concelebranti erano 17 tra religiosi cappuccini e diocesani. Erano presenti poi altri frati studenti cappuccini e suore di diverse congregazioni, oltre ad un buon numero di popolo di Dio.

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AGOSTO 2014

13 agosto: memoria del beato cappuccino in tutta la diocesi e oltre
SETTIMANA DEL BEATO MARCO – Agosto 2014
Coinvolti luoghi turistici, ospedali, santuari, parrocchie, suore nel Nordest, i frati croati

Sabato 9 agosto
Albarella (dioc. Chioggia), chiesa parrocchiale: memoria del beato alla messa prefestiva celebrata dal parroco, ore 19 (bacio della reliquia; diffusione tra i turisti a cura del Comitato)

Domenica 10 agosto
Caorle (Ve), chiesa della Colonia marina dell’ODA di Vittorio Veneto: messa festiva celebrata da monsignor Rino Damo e ricordo del beato ai fedeli turisti, ore 9 (diffusione a cura del Comitato)
Porto Santa Margherita di Caorle (Ve), chiesa della Croce Gloriosa e di San Giovanni XXIII: ricordo del beato alla messa festiva, ore 11 (diffusione ai turisti a cura del Comitato)
Pordenone, chiesa del Cristo: messa festiva concelebrata da monsignor Otello Quaia, presente il Comitato, ore 20.30 (bacio della reliquia e canto dell’inno, nel luogo ove lavorò padre Venanzio per la riscoperta di Padre Marco e la beatificazione)

* Diffusione del santino-pieghevole con le preghiere mariane del Beato Padre Marco alle feste quinquennali del Gran Perdon di Pravisdomini (Pn) e nell’ospedale di Pordenone

Mercoledì 13 agosto – memoria liturgica del Beato Marco
Fiume/Rijeka, incontro del Comitato per la Causa di Canonizzazione con i Cappuccini di Croazia. Chiesa dell’Immacolata, ore 19: messa concelebrata bilingue della memoria presieduta dal Ministro provinciale di Croazia. In mattinata: pellegrinaggio del Comitato al santuario mariano di Tersatto (lettura del Transito del beato); nel pomeriggio: visite della città e dintorni
Villotta d’Aviano (Pn), chiesa parrocchiale: santa messa presieduta da monsignor Giancarlo Stival; canti del Coro “La Betulla”, ore 20.30; quindi processione al capitello e, al termine, esibizione sul sagrato della chiesa di un gruppo di danzerini dalla Croazia (a cura della parrocchia)

*La messa propria del beato è celebrata nelle chiese delle diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, nelle chiese di Cappuccini e in una cinquantina di monasteri e case religiose femminili sparse nel Nord Est
*La messa per la festa del beato è concelebrata da monsignor Romano Nardin, membro del Comitato, nella missione di Kamenge (Burundi), in una chiesa della quale è esposta una scultura del Beato Marco

Giovedì 14 agosto
Sacile (dioc. Vittorio Veneto), chiesa dell’Ospedale: messa celebrata da don Ezio Segat con don Terziano Cattaruzza, ore 17 (preghiera per gli ammalati e bacio della reliquia del beato)

*Vienna, Kapuzinerkirche, messa solenne cantata in onore del beato, ore 16
*La festa è solennizzata pure nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, chiesa degli italiani della capitale ungherese

Venerdì 15 agosto – solennità dell’Assunzione della B. V. Maria
Cimpello di Fiume Veneto (Pn): messa parrocchiale celebrata da don Terziano Cattaruzza con ricordo della devozione mariana del Beato Marco, ore 9.30 (diffusione a cura del Comitato)

Domenica 17 agosto
Malnisio (Pn), chiesa parrocchiale: messa festiva celebrata dal parroco don Giorgio Florean; discorso sul beato, bacio della reliquia e diffusione a cura del Comitato, ore 10
Coltura di Polcenigo (Pn), santuario della Santissima Trinità: ricordo del beato alla messa festiva e bacio della reliquia, ore 18 (diffusione a cura del Comitato)

°°°° °°°° °°°° °°°°
VENERDÌ 12 SETTEMBRE, ore 17.30
Pordenone, Palazzo della Provincia (corso Garibaldi): nell’anniversario della liberazione di Vienna, cerimonia per l’intitolazione al Beato Marco della Corte interna del Palazzo

SEMPRE PIU’ MARCO “D’EUROPA”

Fervoroso lavoro sul territorio del Comitato per la causa

Il Comitato per la causa del Beato Marco, con sede in Casa Betania a Pordenone, prosegue l’opera volta a espandere sul territorio la conoscenza e il culto al santo frate cappuccino: tale dilatazione costituisce la finalità-principe che il Comitato si è dato.
In questo senso una delle strade da privilegiare è il coinvolgimento delle Università della Terza Età che riuniscono persone di solito motivate a temi di storia e di spiritualità.
Auspice il presidente Gianni Strasiotto, sono state visitate dal Comitato, di recente, le UTE di Porcia (17 gennaio), di San Stino di Livenza (5 febbraio) e di Portogruaro (21 febbraio). Quella di Fiume Veneto – Piergiorgio Zannese in testa – aveva dedicato una lezione di monsignor Stival sul beato ancora l’8 ottobre dello scorso anno, viaggiando otto giorni dopo per la Pedemontana avianese con soste nell’amena Castello e quindi alla chiesa di Villotta e al santuario della Madonna del Monte. Analogo giro per gli anziani di Pravisdomini il 15 maggio visitando (una cinquantina i partecipanti) ancora le tre chiese di Castello (Santa Maria dentro le mura dell’antico maniero, l’affrescata Santa Giuliana al cimitero e la ridente San Gregorio presso Villa Policreti), sostando al monumento eretto da don Terziano Cattaruzza accanto alla chiesa di Villotta e salendo al santuario sopra Aviano, qui bene accolti da monsignor Sergio Moretto. Altro percorso hanno seguito il 1° maggio venti cicloturisti dell’Associazione “A ruota libera” che hanno pedalato in onore di Padre Marco fra campi e strade secondarie, ma piene di fascino primaverile, da Roraigrande a Budoia, facendo poi tappa prolungata a Castello e quindi alla chiesa di Santa Lucia sul colle, passando per Polcenigo e soffermandosi nella località Santissima a contemplare le sorgenti del Livenza e il santuario omonimo.
In tutte le sedi si è scelto di focalizzare il discorso sul contributo essenziale dato dal Nostro alla liberazione dell’Europa, e di Vienna in particolare: così è avvenuto a cura di Strasiotto sia a San Stino che a Portogruaro, dove Walter Arzaretti ha premesso alcune note sulla vita santa e sulla causa storica del beato. A Porcia ha invece condotto il discorso in un significativo parallelo Beato Marco/Beato Odorico da Pordenone. Anche le soste nel sito di Castello d’Aviano, già oggetto delle rovinose incursioni turchesche di fine Quattrocento, hanno permesso di richiamare ai visitatori l’opera in difesa della pace svolta un secolo e mezzo più tardi dal nostro frate cappuccino. Taumaturgo del suo tempo, egli va opportunamente proposto all’invocazione di quanti vivono la difficoltà fisica e alla preghiera dei loro cari: un segno in tale direzione viene dalla recente iniziativa del cappellano del CRO di intitolare al Beato Marco la cappella del Centro di Riferimento Oncologico. Qui, e anche alla Madonna del Monte, si possono trovare opuscoli e santini con preghiera.
Anche in ambiti parrocchiali il Comitato è lieto di attivarsi: registriamo la lezione a una classe di catechismo di Casarsa il 19 febbraio (ne seguirà una ai cresimandi di Budoia); la conferenza serale del 25 marzo a Ghirano di Prata che ha preparato la solenne, indimenticabile (500 le persone presenti) intitolazione al Beato Marco, “ponte d’Europa”, dei due ponti di Tremeacque sul Meduna e il Livenza del 6 aprile; e la visita ai luoghi natii dell’Avianese del 29 giugno di un’ottantina di fedeli delle tre parrocchie del comune di Pravisdomini guidati da don Ugo Samaritani e monsignor Giacomo Tesolin, con la messa alla Madonna del Monte e il percorso seguito nel pomeriggio a Castello-Villotta-duomo. Fuori diocesi vanno annotate le tradizionali celebrazioni, del 17 giugno dai frati a Conegliano e indi a Chioggia, per l’anniversario di padre Venanzio (divenute oramai messe del Beato Marco per le città della sua professione religiosa e sacerdozio); è prossimo il pellegrinaggio del 3-4-5 ottobre alla tomba del Beato Marco a Vienna promosso a Gorizia, città degli studi giovanili del Nostro, legata per secoli all’Impero asburgico che ebbe per ultimo sovrano il devoto al nostro cappuccino Carlo d’Austria, beatificato dieci anni fa.
Iniziativa che si potrebbe dire “missionaria” è stata quella che ha visto il Comitato attivo durante la straordinaria Adunata Nazionale degli Alpini a Pordenone nelle giornate 9/11 maggio: un “punto di proposta” dei santi locali, allestito al di fuori della chiesa del Beato Odorico, è stato occasione per “mostrare” il Beato Padre Marco. A quanti passavano, e sono stati tanti, tantissimi (venivano anche fermati per strada dai volontari, trasformatisi in autentici missionari), è stato offerto un santino od opuscolo, permettendo al Nostro – come ai pure nostri Beato Odorico e venerabili Serafina ed Egidio – di farsi conoscere a persone di ogni dove. Una mostra di immaginette dei santi conterranei, allestita dal salesiano Silvano Gianduzzo, ha arricchito la proposta attraverso la quale Pordenone si è fatta notare quale comunità di fede generatrice di santità.
W. A.

Contatti con i Cappuccini d’Europa. Il pellegrinaggio annuale del Comitato

LA DIFFUSIONE DELLA PREGHIERA D’INTERCESSIONE
PASSA ANCHE ATTRAVERSO LA RETE

Il Comitato per la causa del Beato Padre Marco sta operando sul territorio, ma sta pure attuando il suo programma di dilatazione del culto nelle dimensioni e latitudini proprie di un personaggio senza e sopra i confini.
Prima direzione seguita è quella della giornata della festa annuale del beato trascorsa incontrando i frati cappuccini delle province religiose e nazioni legate al culto a Marco “d’Europa”. Nel 2013, oltre alla tregiorni a Vienna nel decennale della beatificazione (26-28 aprile), il 13 agosto ha visto la trasferta del Comitato (e amici) ancora in Austria, a Klagenfurt, dove è stato organizzato un vero e proprio raduno con frati austriaci, sloveni, polacchi, ungheresi volto alla consegna e diffusione della preghiera d’intercessione approvata allora dal cardinale Schonborn.
Sulla stessa linea ideale si pone il pellegrinaggio (60 partecipanti) di questo 13 agosto a Fiume/Rijeka: qui vengono raggiunti e coinvolti i Cappuccini di Croazia, legati a Padre Marco attraverso il suo grande devoto e diffusore San Leopoldo Mandic che era, come noto, di madre lingua croata (oriundo da Castelnuovo di Cattaro, in Montenegro) ed era vissuto anche nel convento fiumano. Della grande chiesa a questo annessa, intitolata all’Immacolata e caratteristica per la sua colorata, ricca facciata e per la monumentale scalea di accesso, era stato parroco per sedici anni (1932-1948) padre Odorico da Pordenone (al secolo Pietro Rosin, nato a San Quirino). A Fiume, città sul golfo del Quarnero già appartenuta all’Italia (1920-1947) e della quale fu primo vescovo il pure nostro monsignor Celso Costantini, la giornata sarà intensa e varia e comprenderà la sosta di preghiera al santuario mariano di Tersatto, antesignano di quello della Santa Casa di Loreto. La messa conclusiva nella predetta chiesa dei Cappuccini, presieduta dal loro ministro provinciale, sarà il bilingue vertice della comunione europea nel nome del Beato Marco che il Comitato si propone di costruire usando (seconda direzione) anche la rete.
Nel sito del Comitato – www.beatomarcodaviano.it – si può trovare la preghiera d’intercessione nelle traduzioni promosse in varie lingue (iniziativa importantissima per la dilatazione del culto). Tra queste lingue, particolari sono: il kirundi parlato nel Burundi ove il maniaghese padre Ernesto Tomé ha aperto la strada alla conoscenza e preghiera al beato, favorita dalla scultura di Marcello Martini inviata nel 2012 alla missione saveriana di Kamenge (lì non meno di cinquemila fedeli frequentano la messa festiva nelle varie cappelle e lì celebrerà quest’anno la festa del beato, a nome del Comitato, mons. Romano Nardin parroco di Ghirano di Prata); e l’esperanto usato nei circuiti internazionali degli esperti e appassionati di questa lingua comune del mondo (traduzione fortemente voluta dal presidente Strasiotto e favorita dal fondatore dell’Unione Internazionale Cattolica Esperantista Antonio De Salvo). Le varie versioni della preghiera sono accompagnate da note biografiche, naturalmente in tedesco, poi in inglese, francese, spagnolo e ora pure in croato, sloveno, ungherese, polacco, ceco, slovacco.
Questa diffusione ad ampio raggio della conoscenza, e in particolare della preghiera – sia nella forma dell’incontro e scambio personale e comunitario (pellegrinaggi e gemellaggi con i frati d’Europa) sia veicolando santini e opuscoli (piaciuti e richiesti, per fare un esempio recente, dall’Ufficio Catechistico diocesano di Vicenza per i cinquecento partecipanti al convegno catechistico del prossimo settembre) sia con i contatti rete (possibili anche a mezzo della pagina facebook “Padre Marco d’Aviano” curata da Rita Bressa) – vuole alimentare la speranza di una canonizzazione possibile del Beato Marco. Speranza affidata già da padre Venanzio ai monasteri e alle suore di alcune grosse comunità religiose del Nord Est che, ricontattate dal Comitato, celebreranno quest’anno la messa della memoria del beato, intessendo così una sorta di “rete” spirituale. Speranza che l’operosità e fantasia del Comitato vuole supportare stimolando la fede dei devoti sparsi ovunque: e ciò sul solco dell’indomito lavoro itinerante di padre Venanzio. In linea con questo si pone il programma, qui pubblicato, della “Settimana” promossa, come ogni agosto, in varie località, pure di turismo estivo. Ancora guardando oltre!
Walter Arzaretti

Finora 54 intitolazioni di vie e luoghi pubblici

IL NOME DEL BEATO

Il Comitato ha tra i suoi principali obiettivi la promozione dell’inserimento nella toponomastica di vari comuni di una via o spazio pubblico intitolati a Marco d’Aviano. Questa irradiazione del suo nome si deve all’iniziativa ancora di padre Venanzio, il quale scrisse a molti sindaci del nostro e di altri territori, e alle sollecitazioni seguite fino al presente, nelle singole comunità, da membri e da amici del Comitato. Attualmente si contano 54 intitolazioni conosciute (alcune anche fuori del Triveneto) che sono occasione di celebrazione, religiosa e civile, che tanto bene fa pure all’espansione del culto e quindi alla causa di canonizzazione.
I due prossimi appuntamenti al riguardo costituiscono come una coda alla “settimana” agostana del Beato Marco. Nella Valcellina tanto sensibile al Nostro, il comune di Claut ha deliberato di intitolargli l’area restrostante la chiesa del paese: cerimonia domenica 24 agosto dopo la messa parrocchiale delle ore 11. Importante la decisione del presidente della Provincia Alessandro Ciriani e della sua giunta di perpetuare il ricordo del Beato Marco, grandiosa figura fra quelle originarie del Friuli Occidentale, dedicandogli la Corte interna del Palazzo Pera Sbrojavacca, sede della Provincia di Pordenone. Il Comitato gliene è grato. La cerimonia, con la scopertura di una targa mosaicata, è in calendario alle ore 17.30 di venerdì 12 settembre: data significativa perché anniversaria di quella insperabile liberazione di Vienna per avere ottenuto la quale Padre Marco è passato alla storia, non solo nella nostra terra.

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