CON ODORICO A CASTELLO DI PORPETTO

Nel susseguirsi di avvenimenti, si è ora già alla vigilia di un’altra trasferta odoriciana (dopo quella del 30 settembre in Istria). Partenza domenica 22 ottobre alle ore 14 dalla chiesa “Beato Odorico” alla volta di Castello di Porpetto, piccola parrocchia della Bassa Friulana, ma affezionata al nostro beato. Qui si ritrovano gli oltre 50 pellegrini dalla nostra città con mons. Guido Genero, vicario generale di Udine e presidente della Commissione Beato Odorico, la parrocchia del Carmine in Udine, i frati conventuali dal Santo di Padova per celebrare con la comunità locale un altro settimo centenario, quello della presenza documentata del beato nel 1317 in casa della mamma del vescovo (di lì a poco) di Concordia Artico di Castello, legato a Odorico che qui fece da teste a un atto notarile con cui il nobile friulano dona la libertà a un servo. Il documento è importante perché, insieme ad altro atto vergato in Portogruaro l’anno seguente, ci fa certi della partenza di Odorico per la Cina non prima del 1318. La celebrazione eucaristica ha inizio nella chiesa parrocchiale alle ore 16 e sarà conclusa con la scopertura di un’iscrizione lapidea commemorativa. Il gruppo pordenonese si porterà poi nella vicina Marano Lagunare.

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BEATO ODORICO: PARTITO IL CENTENARIO DI VIAGGIO

Con una liturgia propria, a introduzione della messa domenicale, il 15 ottobre è stato dato l’annuncio ufficiale, nella chiesa del Beato Odorico, dell’Anno del viaggio del francescano verso l’Oriente. Gradito ospite l’arcivescovo friulano Diego Causero, nunzio apostolico in molte nazioni del mondo. Nella densa omelia si è soffermato sulle problematiche delle missioni d’Asia dove vive oltre la metà della popolazione della terra mentre i cristiani sono appena il 3% di essa. Si è detto fiducioso circa l’avvio di stabili e ufficiali relazioni Cina/Vaticano, per le quali ha definito Odorico “profeta e precursore”. Presenti varie autorità (per il Comune gli assessori Tropeano, Cucci e Boltin) e associazioni coinvolte dal parroco nel 7° centenario che così si è avviato e che vedrà, nel prosieguo dei mesi, numerosi appuntamenti e  coinvolgimenti anche culturali (importante l’“Anno scolastico odoriciano” che vedrà mobilitato specialmente l’Istituto Mattiussi al beato intitolato in Pordenone).

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Viaggio in Istria – cronaca

Solare e tersa, come un anno fa in Carinzia, la giornata in Istria del 30 settembre, anche stavolta partecipata da oltre 150 persone provenienti dai quattro capoluoghi della nostra regione, e in più i frati da Padova. Una tappa, prologo all’Anno di un altro Viaggio, di sette secoli fa verso Oriente, che ha svelato un aspetto poco considerato: l’Odorico taumaturgo, cioè “braccio” dell’amore di Dio che risana anche i corpi, come fece a ripetizione lo stesso Gesù. I racconti di sei miracoli, attestati nel 1331 da una commissione inviata in Istria dal patriarca di Aquileia subito dopo la morte del nostro frate, hanno accompagnato i pellegrini a Parenzo, Pirano, Isola, luoghi immensi per bellezza: vista sul mare e in monumenti dell’arte paleocristiana e veneziana che parlano della nobiltà del popolo istriano e del suo intatto legame di fede e cultura con l’Italia. Con noi presenti numerosi esuli da una terra martire nel XX secolo e le loro associazioni (ANVGD di Gorizia, Pordenone, Udine e Associazione Comunità Istriane di Trieste) e da noi incontrate nelle tre splendide città costiere le comunità di connazionali, pure con i rispettivi vicesindaci (e a Parenzo il sindaco …NN…): esse rimangono là a parlare e “sentire” italiano, operose testimoni dei cromosomi di una terra romana d’origine. Quanti significati ha avuto questo viaggio odoriciano in Istria e quante intenzioni buone abbiamo deposto all’altare della cattedrale di San Mauro di Parenzo (VI sec.) alla messa celebrata dal vescovo istriano Ivan Milovan come ascoltando gli inediti episodi di guarigione a mezzo del beato friulano nella chiesa dei frati di Pirano, paese balcone sul golfo di Trieste!

 

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La Corale di Montereale in tour con una “messa” di Leopoldo I d’Austria

L’iniziativa musicale, che fa girare il nome del cappuccino è quella della Corale Polifonica di Montereale Valcellina, diretta da Maurizio Baldin e presieduta da Gianni De Pol, che ha inserito in repertorio la “Missa Angeli Custodis” scritta da un insospettabile ma validissimo compositore del Seicento: l’imperatore d’Austria Leopoldo I, figura legatissima a quella di Padre Marco. Dopo la prima esecuzione avvenuta il 14 luglio nell’arcipretale di Clauzetto, ora, nei giorni della festa degli Angeli Custodi, il concerto viene replicato –domenica 8 ottobre alle ore 17 – nella chiesa dei Cappuccini di Gorizia, città della formazione intellettuale ed europea di Marco d’Aviano. Da ricordare la tesi di laurea discussa a suo tempo sul Nostro dalla monterealina Elena Bertoia.

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RIPRESA AUTUNNALE PER LO SPETTACOLO TEATRALE SU PADRE MARCO

Mille sono stati coloroche hanno assistito la primavera scorsa allo spettacolo che il Gruppo Teatro “San Bartolomeo” di Corva, con il locale Circolo Culturale, ha proposto nelle prime quattro serate svoltesi nella chiesa della stessa Corva, nei teatri “Mascherini” di Azzano e “Pileo” di Prata e ad Aviano. Il lavorodel regista Paride Bellotto (testi con Mauro Bozzetto) è sostenuto dall’entusiasmo e convinzionidi un cast di trentasei attori, più gli addetti a scenografia, costumi, luci… Trattasi di un valido aiuto nell’opera di espansione della conoscenza e comprensioneportata avanti, pro causa, dal Comitato Beato Marco, che ha offerto al numeroso pubblico santini e opuscoli biografici con il “sogno” della canonizzazione. Il Gruppo Teatro prosegue ora il tour. Le prime tappe autunnali sono: a Pordenone,domenica 1° ottobre, ore 17.30, nella chiesa di San Francesco, borgo Cappuccini, auspice la parrocchia retta da don Gianfranco Furlan nel quadro dei festeggiamenti del Santo Patrono e con il coinvolgimento della scuola primaria del quartiere intitolata a Padre Marco; e a Cordenons, il sabato seguente 7 ottobre, ore 20.30, al Centro Culturale “Aldo Moro”. Fra novembre e dicembre sono previsti tre altri spettacoli: a Pordenone, Auditorium “Concordia”, sabato 4 novembre; a Casarsa, nella chiesa parrocchiale, sabato 25 novembre; a Sacile, Teatro “Ruffo”, sabato 2 dicembre, in casa della parrocchia del duomo.

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IN ISTRIA: MIRACOLI DEL BEATO ODORICO

sabato 30 settembre 2017

viaggio di devozione, cultura e incontro con le Comunità di Italiani
Ore 6.15 Pordenone-Parrocchia Beato Odorico (viale Libertà), partenza in pullman
Ore 6.45 Udine-Stazione autocorriere (lato via Leopardi), partenza in pullman
Ore 6.45 Gorizia-Piazzale Espomego (via della Barca), partenza in pullman; quindi
Ore 7.30 Trieste-Piazza Oberdan, tappa raccolta partecipanti

Mattinata a PARENZO
Dalle ore 9.00: Raduno di tutti i partecipanti in Piazza Libertà (e chiesa Madonna degli Angeli). Ore 9.30: Itinerario in città guidato dalla Comunità degli Italiani verso la Cattedrale.
Ore 11.00: Nella Cattedrale basilica eufrasiana (sec. VI), Messa concelebrata [nella festa di San Girolamo, oriundo di questi luoghi] presieduta dal vescovo emerito della diocesi di Parenzo-Pola monsignor Ivan Milovan con ricordo di un miracolo trecentesco odoriciano.
Al termine: Trasferimento a Pirano per il pranzo di pesce in ristorante sulla Riva nova (ore 13.30)

Pomeriggio a PIRANO
Dalle ore 15.30: Visita guidata del duomo e in città.
Presso la chiesa e il convento dei Frati Conventuali: Declamazione di quattro miracoli documentati interceduti dal Beato Odorico da Pordenone a favore di antichi piranesi. *È presente la Comunità degli Italiani che ha sede nella vicina casa natale del compositore Giuseppe Tartini.
[Tappa mariana eventuale nell’ameno Santuario di STRUGNANO a picco sul mare: Accoglienza e preghiera della sera in onore della Vergine Maria (ore 18.15 ca)]

Serata a ISOLA D’ISTRIA
Ore 19.00: Nel duomo, incontro con la Comunità degli Italiani e per il ricordo di un ulteriore miracolo avvenuto nel ’300 per la preghiera al Beato Odorico.
Tempo libero in convivialità nella cittadina costiera e Arrivederci.

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Le celebrazioni del Beato Marco anche a Torl Maglern

Il valore della comunione fra i popoli sta infatti a cuore al Comitato, il quale supporta i Frati Cappuccini attori e postulatori della causa di canonizzazione. Il sodalizio lo ha anche messo al centro del programma 2017, anno del 60° dai Trattati di Roma istitutivi delle Comunità Europee (l’anno scorso, Giubileo della Misericordia, si era sottolineato l’altro forte messaggio del “profeta disarmato” con l’Atto di dolore perfetto in tredici nazioni d’Europa). E non c’è stata solo Lubiana! Dopo l’inizio della festa a Villotta d’Aviano con la tradizionale celebrazione del transito ben curata dalla parrocchia e guidata dal vescovo – il Comitato era presente con il presidente, vice, segretario, economo e quattro dei quindici preti concelebranti – uno speciale annuncio europeo si è fatto domenica 13 agosto, giorno della festa liturgica, nel Tarvisiano, territorio plurilingue. La reliquia di Marco “d’Europa” è stata esposta e venerata alle messe celebrate e cantate nelle lingue tedesca, italiana e slovena rispettivamente a Thoerl-Maglern, prima località austriaca oltre il confine di Coccau, a Tarvisio nella strapiena chiesa decanale, a Camporosso in Valcanale.

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Oggi, 12 settembre, è l’anniversario della liberazione di Vienna DOPODOMANI e PER CINQUE GIORNI SAN LEOPOLDO TORNA A CASA

San Leopodo da Castelnuovo di Cattaro: questo il nome completo da religioso cappuccino di Bogdan Mandic, il frate confessore (e taumaturgo) che amò moltissimo Padre Marco e zelò la sua causa, tanto che – come si sa – il miracolo (approvato!) a favore di Antonino Geremia del 1941, l’anno prima della morte del frate dalmata avvenuta giusto 75 anni fa (30 luglio 1942), si deve all’iniziativa e suggerimento di preghiera di questi. Padre Leopoldo desiderava veramente beato Marco d’Aviano: ne faceva perciò pregare l’intercessione a tutti i penitenti che si affacciavano alla sua celletta in Padova, quella che rimase miracolosamente in piedi dal bombardamento del convento del 1944. Era appunto nato in un paese affacciato sulle Bocche di Cattaro, il più meridionale dei “fiordi” d’Europa, ora in territorio del Montenegro. Nella splendida cattedrale di San Trifone della diocesi sua natale a Cattaro è conservata una reliquia importante, finita laggiù non si sa come: la croce innalzata dal colle Kahlenberg e brandita da Padre Marco in preghiera per ottenere da Dio la storica liberazione di Vienna il 12 settembre di 334 anni fa.
Il vescovo Ilija Janijc ce la portò qui la vigilia e il giorno del terzo centenario della morte di Padre Marco (era il 12 e 13 agosto 1999) e poi ancora nel 2006, in maggio, quando fu presente al 97° compleanno in Casa Betania a Pordenone di padre Venanzio e con essa lo e ci benedisse, grato anche per il contatto con i fondatori di quella casa, mons. Domenico Corelli e mons. Cornelio Stefani, dalmati anch’essi e perciò molto devoti a Padre Leopoldo, e quindi a Padre Marco. Allora restituimmo subito al vescovo di Cattaro la visita, già nel settembre di quell’anno, sostando pure nel paese del santo: e c’era con noi l’attuale direttore della rivista leopoldiana “Portavoce”, allora ignaro del futuro incarico come del privilegio odierno di condurre “a casa” il confratello. In che luoghi meravigliosi è nato San Leopoldo! Meraviglie della natura e della storia, legata moltissimo a Venezia, tanto che vicino Cattaro, e sempre in riva alle Bocche (sembrano un lago ma sono Mare Adriatico, prospiciente la Puglia!), c’è una località, Perasto, famosa perché ultima dove, con le lacrime agli occhi, si ammainò controvoglia la bandiera del Leone di San Marco alla fine della Serenissima Repubblica (1797). San Leopoldo è vissuto qui quasi in bilico fra Occidente e Oriente, e alla causa dell’unità dei credenti in Cristo – cattolici e ortodossi – ha vocato se stesso e si è “offerto”. E’ stata, anche la sua, vocazione all’Europa, come quella del Beato Marco. Che deve respirare a due polmoni, ma in un unico corpo!

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12 settembre

Il 12 settembre, Santo Nome di Maria e anniversario della liberazione
di Vienna (1683) propiziata con la preghera del Beato Marco, preghiamo
noi pure: per la pace e perché l’Europa sia faro di pace nel mondo.
Gradite, come devoti del Beato Marco, una cronaca della “festa europea”
che gli abbiamo tributato un mese fa.
A ottobre inizierà qui l’Anno centenario del viaggio a Oriente del Beato
Odorico da Pordenone (1318-2018).
Un cordiale saluto di apce e bene.

Il Comitato Beato Marco

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BEATO MARCO: QUEST’ANNO È STATA FESTA EUROPEA

Il vicario generale di tutti i Cappuccini nel mondo, padre Stephan Kozuh, presiedendo la concelebrazione a Lubiana il 17 agosto scorso, presenti 103 pellegrini dal Pordenonese, ha messo il suggello alle celebrazioni sostenute dal Comitato Beato Marco per quella che quest’anno è stata verafesta europea” nel nome di colui che dal Friuli si spinse a una missione di pace e unione nel continente anche allora in difficoltà.   Lo strumento ha accompagnato quindi il viaggio-incontro del Comitato in Slovenia: tappe al panoramico convento dei Cappuccini di Santa Croce di Vipacco, oltre Gorizia, poi al santuario nazionale di Brezje, dove la Madonna è stata pregata con le parole di Padre Marco, e infine a Lubiana, visitata nel pomeriggio con la guida dei padri gesuiti (anche il Nostro si incontrò con loro quando fu qui nell’ottobre 1683, di ritorno da Vienna liberata) e dove un’intensa messa bilingue ha unito allo stesso altare e nella stessa preghiera “per l’Europa” frati e fedeli della capitale slovena con i numerosi devoti italiani (sette i sacerdoti pellegrini).

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