BIOGRAFIE

Ritratto del Beato Marco d’Aviano nella predicazione di Padre Maria Sicari – Quaresima 2015

 

       

 Marco d’Aviano, personaggio tra i più importanti della storia religiosa e politica  del Seicento europeo, nacque ad Aviano, in Friuli, il 17 novembre 1631 dalla famiglia Cristofori e fu battezzato con il nome di Carlo Domenico.

Entrato nel 1648 fra i Cappuccini, fu ordinato sacerdote nel 1655. Predicatore eccezionale, annunciatore di pace e perdono in molte nazioni e città d’Europa, fu definito il taumaturgo del secolo dal Papa Innocenzo XI per gli innumerevoli prodigi che accompagnarono il suo apostolato. Consigliere e padre spirituale dell’imperatore d’Austria Leopoldo I,  fu un fervido sostenitore dell’unità degli stati europei davanti al comune pericolo dell’invasione ottomana che nel 1683 giunse alle porte di Vienna. Se il 12 settembre di quell’anno Marco d’Aviano, inviato dal Papa a spronare i difensori della cristianità, non avesse impetrato da Dio la liberazione della capitale dell’Impero, la storia europea avrebbe preso un corso diverso. Il cappuccino contribuì poi alla liberazione di Buda, dell’Ungheria e di Belgrado. Qui salvò la vita a ottocento prigionieri musulmani. Difese anche gli ebrei di Padova.

Le intuizioni di questo grande religioso conservano tutta la loro modernità e ci sono tramandate in particolare dalla nutrita corrispondenza intercorsa fra lui, l’imperatore Leopoldo, governanti, nobili ed ecclesiastici di primo piano della seconda metà del XVII secolo. Bene gli si addice l’appellativo di “uomo dei consigli” e di “medico spirituale dell’Europa”. Proprio nell’esercizio di questa missione, Marco d’Aviano morì a Vienna il 13 agosto 1699, presente la coppia imperiale. Il 27 aprile 2003 è stato proclamato beato da Giovanni Paolo II.

Questo calendario vuole ricordare, a distanza di un anno, quell’evento, atteso da secoli e preparato dalla tenace volontà del Vicepostulatore della causa di canonizzazione padre Venanzio Renier e dall’attività di animazione pastorale e culturale promossa dal Comitato P. Marco d’Aviano operante da tempo nella terra natale del beato.

BEATO MARCO D’AVIANO

 

Nasce ad Aviano il 17 novembre 1631 (terzo di undici figli) da Pasquale Cristofori e Rosa Zanoni, e lo stesso giorno viene battezzato con il nome di Carlo Domenico. Nel 1643 riceve la cresima. Frequenta quindi gli studi superiori nel collegio retto dai Gesuiti a Gorizia. Da qui – quattro anni più tardi – fugge col desiderio di soccorrere i veneziani impegnati nella difesa dell’isola di Candia assediata dai Turchi. A Capodistria desiste dal proposito e viene riaccompagnato a casa dai Cappuccini presso i quali aveva chiesto aiuto. Nel 1648, a diciassette anni, entra nel loro noviziato a Conegliano e con la vestizione e professione religiosa assume il nome di fra Marco d’Aviano. Il 18 settembre 1655 viene ordinato sacerdote a Chioggia. Nel 1664 riceve la “patente” di predicare al popolo, ufficio che esercita subito con grande efficacia. E’ anche guardiano di due conventi, Belluno e Oderzo.

 La sua predicazione, unita a una vita esemplare, raggiunge fama continentale a partire dal 1676 quando iniziano improvvisamente tali e tante conversioni e guarigioni prodigiose da meritargli il titolo di “taumaturgo del secolo”. La sua popolarità raggiunge Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Tirolo, Baviera, Austria, gli stati della Germania, Boemia e Slovenia, dove Padre Marco si porta nel corso di viaggi missionari richiesti dai vescovi per il rinnovamento spirituale di quelle nazioni. Folle immense si radunano ad ascoltarlo e ricevono la sua benedizione, cui immancabilmente fanno seguito fatti eccezionali. Preoccupazione prima di Padre Marco è esortare e procurare il pentimento dei peccati, e per questo fa recitare pubblicamente l’atto di dolore perfetto; grande rispetto mostra verso i protestanti che considera fratelli ed esorta all’unione.

     Ma il suo appuntamento con la storia è fissato per il 1683, in occasione dell’invasione dell’Europa da parte dell’esercito ottomano (circa centocinquantamila uomini armati), che giunge ad assediare la città di Vienna, sede dell’imperatore d’Austria Leopoldo I: questi gode da qualche anno dell’amicizia di Marco d’Aviano e beneficia dei suoi preziosi consigli nell’attività di governo, caratterizzata spesso da indecisione e tentennamenti. Nell’incombente pericolo (si voleva fare di Vienna la capitale di un secondo impero turco nel cuore dell’Europa), che tanto preoccupa il papa Beato Innocenzo XI, Padre Marco viene inviato quale legato pontificio presso la coalizione di difesa, composta da non più di settantamila uomini. La sua opera mediatrice procura l’accordo tra i diversi capi dell’alleanza, rivali fra loro, e pone il re di Polonia Giovanni Sobieski quale capo nominale. Marco d’Aviano rincuora quindi l’esercito nel corso di una giornata di preghiera. All’alba del giorno fatidico (12 settembre 1683) celebra la messa, servita dal re polacco, infonde in tutti entusiasmo e certezza di vittoria e offre la sua vita a Dio per la salvezza dell’Europa cristiana. La vittoria segue gloriosa, segnando una tappa miliare per la storia del continente, preservato nella sua identità di fede e civiltà. La missione di Marco d’Aviano continua negli anni seguenti, promuovendo l’alleanza tra gli stati europei per la liberazione dei Balcani dall’oppressione turca: nel settembre 1686 viene liberata Buda, capitale dell’Ungheria, dopo quasi un secolo e mezzo di dominazione ottomana, e nel 1688 anche la roccaforte di Belgrado, dove Padre Marco ottiene salva la vita di ottocento soldati turchi. Frattanto egli continua a dedicarsi alla predicazione, focosa e convincente, soprattutto nelle Venezie (celebri restano i suoi quaresimali), tenendo sempre contatti epistolari con le persone influenti di allora, e particolarmente come consigliere spirituale dell’imperatore Leopoldo I che spesso richiede il Nostro a Vienna.

Durante l’ultimo viaggio nella capitale d’Austria, Marco d’Aviano muore, consumato dalle fatiche, alla presenza dell’imperatore e della sposa Eleonora, stringendo nelle mani il  crocifisso che portava sempre con sé. Erano le ore undici del 13 agosto 1699. E’ sepolto a Vienna nella chiesa dei Cappuccini.

Dopo un lungo e accurato processo sulle sue virtù cristiane (dichiarate eroiche) e dopo l’attribuzione ufficiale di un miracolo alla sua intercessione, Marco d’Aviano è stato elevato da papa Giovanni Paolo II all’onore degli altari con il titolo di beato sulla Piazza della Basilica Vaticana il 27 aprile 2003.