LA NOSTRA DEVOZIONE

8.2.2016

Nell’anno giubilare della misericordia il Comitato ha realizzato un cartoncino di preghiere del Beato Marco d’Aviano “profeta disarmato della misericordia”

Anno Misericordia 1

 

Anno Misericordia 2

 

Il Beato Marco persino in Africa
La festa a Kamenge in Burundi e nel Benin

Festa di calendario anche in luoghi insoliti e, a prima vista, improbabili quella celebrata quest’anno per il Beato Padre Marco. Coinvolta persino l’Africa!
Eccezionale, quasi incredibile, la presenza in contemporanea con il 13 agosto di alcuni preti diocesani di Vittorio Veneto, già missionari in Burundi, nella nuova chiesa al Beato Marco intitolata a Muyaga dai Saveriani di Kamenge, missione non lungi dalla capitale burundese Bujumbura. Qui monsignor Romano Nardin, parroco di Ghirano e Villanova di Prata e membro del Comitato per la causa di canonizzazione, don Ugo Cettolin parroco di Caneva e altri confratelli, dopo un viaggio su vie non proprio agevoli condotto dal superiore della missione padre Mario Pulcini, hanno potuto vedere la scultura ritraente il beato inviata dal Comitato due anni fa: opera – lo ricordiamo – di Marcello Martini da Cimolais (Valcellina), fu trascinata da questi a piedi sino a Roma dove ricevette la benedizione di Papa Benedetto XVI. Queste circostanze, pure eccezionali, sono narrate in un cartiglio bilingue (kirundi e francese) apposto accanto alla scultura dai visitatori, i quali – come testimonia la foto – sono stati circondati subito dai bambini del luogo ai quali Padre Marco è ormai una figura familiare (vedasi anche la gigantografia apposta sopra l’altare).
Preti e piccoli hanno quindi pregato insieme perché l’Europa in cui Marco fu missionario apostolico possa essere ancora faro di civiltà e di fede per altri popoli del mondo, Africa compresa. Questa preghiera è stata tanto più pertinente alla luce del barbaro assassinio delle tre religiose saveriane italiane avvenuto il 7 settembre proprio a Kamenge. Le suore erano state incontrate il 13 agosto dai nostri amici preti. Grande perciò la costernazione di questi come lo stupore e il cordoglio che hanno colto il Comitato Beato Marco legato alla figura di padre Ernesto Tomé, il saveriano maniaghese dal 1966 missionario in Burundi che è stato il tramite della diffusione della devozione al Beato Marco in una terra così lontana.
Altro stato del continente nero in cui è risuonata la preghiera, soprattutto di pace, al Beato Marco è stato il Benin, dove il vescovo padre Flavio Roberto Carraro, presidente onorario del Comitato, si è portato, presso le monache clarisse cappuccine, nei giorni della festa di Santa Chiara. Nel loro monastero alla periferia della capitale Cotonou, il presule, già generale dell’Ordine, ha celebrato la memoria del 13 agosto. Le claustrali si sono edificate tanto delle virtù presentate loro del nostro beato da avergli dedicato a fine messa un simpatico e propiziatorio striscione in francese, lingua con la quale hanno pregato l’atto di dolore perfetto e l’intercessione di Padre Marco.

Beato Marco: diffusione a partire dalla visita di papa Francesco a Redipuglia
UN CARTONCINO CON PREGHIERA ALL’“APOSTOLO DI PACE E UNIONE” NELLE LINGUE ITALIANA, TEDESCA, SLOVENA
Pellegrinaggio a Vienna per un centinaio di goriziani

L’anniversario della liberazione di Vienna dall’assedio degli Ottomani del 12 settembre 1683, impetrata con la preghiera alla quale il Beato Marco d’Aviano infiammò anche l’esercito della coalizione di difesa raccolto dal Beato papa Innocenzo XI in un momento drammatico per l’Europa, a rischio allora di un cambio epocale di civiltà; i rimandi di questa storia ai nostri tempi altrettanto difficili per la pace nel mondo e l’incolumità dei cristiani, e non meno necessitanti di preghiera; inoltre il valore dell’Europa unita, particolarmente avvertito nella nostra terra di confine e oggi di proiezione europea, quale antidoto alla guerra e garanzia di pace, a vent’anni anche dal triste assedio di Sarajevo e dall’esortazione “interventista” per la salvezza di tante vite fatta da San Giovanni Paolo II. Sono queste le motivazioni di attualità che hanno indotto il Comitato per la causa del Beato Marco a una piccola ma significativa iniziativa: la stampa per l’occasione della “messa per la pace” di papa Francesco al sacrario di Redipuglia di un cartoncino che riporta la preghiera per intercessione dell’“apostolo di pace e promotore di unione fra i popoli d’Europa” nelle lingue di questo nostro crocevia di genti: italiano, tedesco, sloveno. Il frontespizio vede citato un significativo e attualissimo passo, ancora nelle tre lingue, della preghiera pronunciata a Vienna da Padre Marco quel 12 settembre: “Allontana le genti che vogliono la guerra. Non amiamo altra cosa che la pace”. Ed è impreziosita dall’inedita riproduzione della statua del beato frate cappuccino che si trova sull’altare della chiesa di Santo Spirito a Gradisca d’Isonzo, espressiva opera (finora non conosciuta) del 1901 dello scultore Giovanni Battista Novelli.
Proprio nel duomo di Gradisca, e poi nella parrocchia di lingua slovena di Sant’Andrea in Gorizia, il cartoncino è stato presentato nei suoi valori alle messe celebrate dai rispettivi parroci la sera stessa della visita pontificia. A Redipuglia il 13 settembre il Comitato – era presente con dodici membri, fra i quali il vescovo padre Flavio Roberto Carraro, già generale dei Cappuccini – ha incontrato il cardinale Christoph Schönborn: l’arcivescovo di Vienna, ordinario della causa, ha vigorosamente raccomandato al Comitato che la sostiene la meta della canonizzazione.
Marco “d’Europa” – che il cardinale Albino Luciani, scrivendo a Paolo VI, additò a “eloquente modello ascetico dei cappellani militari” (altro argomento che ha invogliato l’iniziativa del Comitato Beato Marco al sacrario di Redipuglia) – è figura che abbraccia nella stessa fede cristiana cattolica italiani, austriaci e gli altri popoli appartenuti all’Impero austro-ungarico, cent’anni fa nemici. Ora essi sono stati insieme a papa Francesco a celebrare il martirio di tante giovani vite perite nell’“inutile strage” della prima guerra mondiale (inumate per parte austriaca nel cimitero dei caduti di Fogliano, dal pontefice pure visitato) e a unirsi alla sua implorazione della pace. Quest’ultima è motivo messo al primo posto del pellegrinaggio a Vienna di questi giorni (2-3-4 ottobre) per un centinaio di fedeli del Goriziano, guidati da don Walter Milocco, parroco a Gorizia, nel ricordo anche dell’ultimo imperatore, il Beato Carlo I, che tanto invocò la fine del conflitto e che del Beato Marco era devotissimo.
Il cartoncino trilingue, molto apprezzato, è diffuso dal Comitato a Gorizia e nell’Isontino, a Trieste, nei santuari di Castelmonte e Monte Lussari, in quelli oltreconfine di Monte Santo e Castagnevizza, nelle località balneari amate dagli austriaci di Grado e Lignano, ed è stato inviato ai Cappuccini per la diffusione a Lubiana e nei conventi della Slovenia. A Vienna è stato portato dai nostri pellegrini che hanno celebrato la messa alla tomba del Beato Marco nella Kapuzinerkirche, presieduta da don Maurizio Qualizza, membro del Comitato, nel giorno del Transito di San Francesco (3 ottobre). W.A.

Pellegrini in visita al Beato Marco

La Parrocchia di Pravisdomini sui luoghi del beato.
Domenica 29 giugno la parrocchia di Pravisdomini ha organizzato un pellegrinaggio sui “Luoghi del beato Marco d’Aviano”, una tappa nel cammino di preparazione alla quinquennale festa votiva della Madonna della Salute e del Gran Perdon, istituita per lo scampato pericolo della peste del 1630-31, periodo coincidente con la nascita del beato.
Al mattino il parroco padre Ugo Samaritani e il parroco emerito mons. Giacomo Tesolion hanno concelebrato la santa messa – ben accompagnata dalla corale “Laus Nova” di Pravisdomini – nel santuario della Madonna del Monte la S. Messa, insieme quel rettore. Il santuario, come in tutti gli altri luoghi visitati dai pellegrini di Pravisdomini nella giornata, erano meta di preghiera per il giovane Cristofori.
Nel pomeriggio il presidente del Comitato per la canonizzazione del beato Marco, Gianni Strasiotto, ha guidato i fedeli nella visita ai tre edifici sacri di Castello di Aviano (parrocchiale S.Maria e Giuliana, Santa Giuliana al cimitero e San Gregorio), alla chiesa di Villotta che contiene alcune reliquie del beato e all’antico capitello, edificato dove per tradizione il beato si recava in preghiera. Qui p. Ugo a proposto ai fedeli il bacio della reliquia.
La visita si è conclusa nella parrocchiale di Aviano, presso la fonte dove il beato Marco è stato battezzato il 17 novembre 1631, lo stesso giorno della sua nascita.

Pellegrini sotto la statua di padre Marco  (2)

Il Comitato per la causa del Beato Marco prosegue la sua opera sul territorio, volta a espandere la conoscenza e il culto al santo frate cappuccino (tale dilatazione costituisce la finalità-principe che il comitato si è dato). In questo senso strada da privilegiare è il coinvolgimento delle Università della Terza Età che riuniscono persone di solito motivate a temi di storia e di spiritualità. Auspice il presidente Gianni Strasiotto, sono state “visitate” dal Comitato, di recente, le UTE di Porcia (17 gennaio), di San Stino di Livenza (5 febbraio) e di Portogruaro (21 febbraio). Quella di Fiume Veneto – Piergiorgio Zannese in testa – aveva dedicato una lezione di monsignor Stival sul beato ancora l’8 ottobre dello scorso anno, viaggiando per la Pedemontana natia dell’Avianese otto giorni dopo con soste nell’amena Castello e quindi alla chiesa di Villotta e al santuario della Madonna del Monte. Analogamente gli anziani del comune di Pravisdomini hanno seguito le orme di Padre Marco il 15 maggio visitando (una cinquantina i presenti) ancora le tre chiese di Castello (Santa Maria dentro le mura dell’antico maniero, l’affrescata Santa Giuliana al cimitero e la ridente San Gregorio presso Villa Policreti), sostando brevemente al monumento eretto da don Terziano Cattaruzza accanto la chiesa … continua la lettura su Beato Marco alle UTE 2014
foto aviano picc

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