EVENTI

 

RIPRESA AUTUNNALE PER LO SPETTACOLO TEATRALE SU PADRE MARCO

Anche la Corale di Montereale in tour con una “messa” di Leopoldo I d’AustriA

Mille sono stati coloroche hanno assistito la primavera scorsa allo spettacolo che il Gruppo Teatro “San Bartolomeo” di Corva, con il locale Circolo Culturale, ha proposto nelle prime quattro serate svoltesi nella chiesa della stessa Corva, nei teatri “Mascherini” di Azzano e “Pileo” di Prata e ad Aviano. Il lavorodel regista Paride Bellotto (testi con Mauro Bozzetto) è sostenuto dall’entusiasmo e convinzionidi un cast di trentasei attori, più gli addetti a scenografia, costumi, luci… Trattasi di un valido aiuto nell’opera di espansione della conoscenza e comprensioneportata avanti, pro causa, dal Comitato Beato Marco, che ha offerto al numeroso pubblico santini e opuscoli biografici con il “sogno” della canonizzazione. Il Gruppo Teatro prosegue ora il tour. Le prime tappe autunnali sono: a Pordenone,domenica 1° ottobre, ore 17.30, nella chiesa di San Francesco, borgo Cappuccini, auspice la parrocchia retta da don Gianfranco Furlan nel quadro dei festeggiamenti del Santo Patrono e con il coinvolgimento della scuola primaria del quartiere intitolata a Padre Marco; e a Cordenons, il sabato seguente 7 ottobre, ore 20.30, al Centro Culturale “Aldo Moro”. Fra novembre e dicembre sono previsti tre altri spettacoli: a Pordenone, Auditorium “Concordia”, sabato 4 novembre; a Casarsa, nella chiesa parrocchiale, sabato 25 novembre; a Sacile, Teatro “Ruffo”, sabato 2 dicembre, in casa della parrocchia del duomo.

Altra iniziativa, questa volta musicale, che fa girare il nome del cappuccino è quella della Corale Polifonica di Montereale Valcellina, diretta da Maurizio Baldin e presieduta da Gianni De Pol, che ha inserito in repertorio la “Missa Angeli Custodis” scritta da un insospettabile ma validissimo compositore del Seicento: l’imperatore d’Austria Leopoldo I, figura legatissima a quella di Padre Marco. Dopo la prima esecuzione avvenuta il 14 luglio nell’arcipretale di Clauzetto, ora, nei giorni della festa degli Angeli Custodi, il concerto viene replicato –domenica 8 ottobre alle ore 17 – nella chiesa dei Cappuccini di Gorizia, città della formazione intellettuale ed europea di Marco d’Aviano. Da ricordare la tesi di laurea discussa a suo tempo sul Nostro dalla monterealina Elena Bertoia.

Viaggio in ISTRIA 30.09.2017

CRONACA EVENTI AGOSTO 2017 

Il Comitato pro causa di canonizzazione in trasferta il 13 agosto nel Tarvisiano, crocevia di tre popoli, e poi con 103 pellegrini in Slovenia. Frequentate celebrazioni coincise con la domenica

 BEATO MARCO: QUEST’ANNO È STATA FESTA EUROPEA

    Il vicario generale di tutti i Cappuccini nel mondo, padre Stephan Kozuh, presiedendo la concelebrazione a Lubiana il 17 agosto scorso, presenti 103 pellegrini dal Pordenonese, ha messo il suggello alle celebrazioni sostenute dal Comitato Beato Marco per quella che quest’anno è stata verafesta europea” nel nome di colui che dal Friuli si spinse a una missione di pace e unione nel continente anche allora in difficoltà.

Il valore della comunione fra i popoli sta infatti a cuore al Comitato, il quale supporta i Frati Cappuccini attori e postulatori della causa di canonizzazione. Il sodalizio lo ha anche messo al centro del programma 2017, anno del 60° dai Trattati di Roma istitutivi delle Comunità Europee (l’anno scorso, Giubileo della Misericordia, si era sottolineato l’altro forte messaggio del “profeta disarmato” con l’Atto di dolore perfetto in tredici nazioni d’Europa). E non c’è stata solo Lubiana! Dopo l’inizio della festa a Villotta d’Aviano con la tradizionale celebrazione del transito ben curata dalla parrocchia e guidata dal vescovo – il Comitato era presente con il presidente, vice, segretario, economo e quattro dei quindici preti concelebranti – uno speciale annuncio europeo si è fatto domenica 13 agosto, giorno della festa liturgica, nel Tarvisiano, territorio plurilingue. La reliquia di Marco “d’Europa” è stata esposta e venerata alle messe celebrate e cantate nelle lingue tedesca, italiana e slovena rispettivamente a Thoerl-Maglern, prima località austriaca oltre il confine di Coccau, a Tarvisio nella strapiena chiesa decanale, a Camporosso in Valcanale. Il Comitato è salito pure al santuario mariano sul Monte Lussari, detto “dei Tre Popoli” perché meta di pellegrini delle nazioni che in questo crocevia della triplice civiltà europea (latina/germanica/slava) pregano insieme mescolando le loro lingue: un laboratorio della cultura della pace e dell’incontro, incastonato fra monti che lo stesso Padre Marco ammirò sostando a Tarvis al ritorno dai viaggi alla corte dell’imperatore d’Asburgo (a Leopoldo I da qui scrisse il 5 settembre 1690), il quale fino a cent’anni fa era il sovrano di questi luoghi.

Significativo il cartoncino con preghiera e biografia divulgato ai numerosi turisti della Valcanale, perché anch’esso nelle tre lingue e per la forte, attuale più che mai, citazione-invocazione del frontespizio: “Allontana le genti che vogliono la guerra. Non amiamo altra cosa che la pace” (in foto). Padre Marco così pregò per la liberazione dagli Ottomani che gli valse l’appellativo di “Salvatore dell’Europa”.

Lo strumento ha accompagnato quindi il viaggio-incontro del Comitato in Slovenia: tappe al panoramico convento dei Cappuccini di Santa Croce di Vipacco, oltre Gorizia, poi al santuario nazionale di Brezje, dove la Madonna è stata pregata con le parole di Padre Marco, e infine a Lubiana, visitata nel pomeriggio con la guida dei padri gesuiti (anche il Nostro si incontrò con loro quando fu qui nell’ottobre 1683, di ritorno da Vienna liberata) e dove un’intensa messa bilingue ha unito allo stesso altare e nella stessa preghiera “per l’Europa” frati e fedeli della capitale slovena con i numerosi devoti italiani (sette i sacerdoti pellegrini).

***  ***  ***

Altri appuntamenti hanno segnato la memoria del 13 agosto nel nostro territorio, favoriti dalla coincidenza festiva. Nell’ultima domenica della “Perdonanza Bibionese” si è pregato opportunamente con l’Atto di dolore perfetto del nostro beato; e altrettanto, con presenza e “bacio” della reliquia: a Corva, comunità coinvoltasi quest’anno con Padre Marco a motivo dello spettacolo a lui dedicato dal locale Gruppo Teatro “San Bartolomeo” (in autunno previste altre quattro tappe: a Pordenone, Cordenons, Sacile); a Coltura di Polcenigo, sorgenti del Livenza, santuario già francescano stipato nelle domeniche estive; la sera – terminata la speciale “novena” – con padre Licinio cappuccino e mons. Menaldo nella chiesa del Cristo in Pordenone, già sede dell’indimenticabile p. Venanzio, faro dell’attività del Comitato che da Pordenone, con la presidenza di don Luigi Stefanuto, opera con l’obiettivo di estendere conoscenza e culto di un beato “senza confini” e che non può essere confinato (altre messe con ricordo si sono celebrate in Pordenone nella chiesa dell’Ospedale, per gli ammalati, e il mattino del 12 al santuario delle Grazie). Per onorare le idealità che mossero il promotore della beatificazione, la vigilia dell’Assunta una liturgia mariana si è tenuta a Poffabro insieme alle Benedettine: p.Venanzio, infatti, aveva avviato la visita della reliquia, a pro della canonizzazione, nei monasteri di clausura e case di religiose del Nord Est. Solo la preghiera diffusa farà santo il Beato Marco

 

BEATO MARCO  –  Agosto 2017

raccolta di momenti di celebrazione organizzati da parrocchie, chiese, comunità

 Trasmissione su “I viaggi del Beato Marco” a Radio Voce nel deserto Pordenone (per la rubrica “Patroni d’Europa”): giovedì 3 agosto, ore 10.15  (repliche: domeniche 6 e 13 agosto, ore 21.30)

Sabato 12 agosto

   Villotta d’Aviano (Pn), chiesa parrocchiale: Santa Messa solenne nella memoria del beato concelebrata col vescovo Giuseppe Pellegrini; canti delle corali dell’Unità Pastorale, ore 20.30; processione al capitello con il reliquiario (a cura della parrocchia). Al termine, sul sagrato, esibizione di danzerini                 * È presente il Comitato pro Causa di Canonizzazione del Beato Marco

Domenica 13 agosto  [memoria del Beato Marco]

Nell’anno 60° dei Trattati istitutivi delle Comunità Europee, Celebrazioni eucaristiche in diverse lingue con ricordo del Beato Marco “d’Europa”, recita della preghiera dell’Atto di dolore perfetto e d’intercessione, bacio della reliquia, nella Forania di Tarvisio:

Thörl-Maglern (Austria, subito oltreconfine), chiesa parrocchiale, messa in lingua tedesca, ore 8.30

–  Tarvisio (Ud), chiesa decanale, messa in lingua italiana, ore 10.30

–  Santuario “Madonna di Monte Lussari” (Ud),  messa trilingue (italiano/sloveno/tedesco), ore 15

–  Camporosso in Valcanale (Ud), chiesa parrocchiale,  messa nelle lingue italiana e slovena, ore 18

* Divulgazione di materiale devozionale a cura del Comitato, in particolare di un cartoncino trilingue

Preghiera al Beato Marco e diffusione del cartoncino pure nelle altre parrocchie e chiese della Valcanale: Cave del Predil, Fusine in Valromana, Coccau, Malborghetto, Valbruna, Ugovizza, Bagni di Lusnizza

   Bibione (Ve), chiesa parrocchiale:  Nel programma della “Perdonanza bibionese”, diffusione alle messe dell’Atto di dolore perfetto del beato. Messa “de Divina Misericordia” con recita, ore 21

Alcune altre celebrazioni domenicali con ricordo del B. Marco (a cura delle rispettive parrocchie o chiese)

   Corva (Pn), chiesa parrocchiale:  Messa con omelia e bacio della reliquia, ore 10.30

   Coltura di Polcenigo (Pn), santuario della Santissima Trinità:  Messa con omelia, bacio della reliquia, canto dell’inno e diffusione, ore 18

   Pordenone, chiesa del Cristo:  Messa celebrata dal rettore con i sacerdoti confessori in questa chiesa, ore 20.30  (recita dell’atto di contrizione, omelia, bacio della reliquia, canto dell’inno)

*Qui lavorò padre Venanzio per la riscoperta di Padre Marco e la beatificazione

*Dal 4 al 12 agosto:  Novena al “Cristo” in onore del beato alle messe di orario  

Lunedì 14 agosto                            * Giornata mariana di attenzione alla Vita Consacrata

   Poffabro (Pn), Monastero benedettino “Santa Maria”:  Santo Rosario con recita alternata delle preghiere mariane del Beato Marco e preghiera per sua intercessione (presente la reliquia); seguono i Primi Vespri della solennità dell’Assunta, ore 17.30

 Giovedì 17 agosto

Pellegrinaggio col Comitato B. Marco in Slovenia e incontro con i Cappuccini a Lubiana:

ore 7.00  Pordenone, partenza in pullman dalla Fiera (di fronte al Santuario delle Grazie)

ore 9.00  Santa Croce di Aidussina, sosta fraterna al convento dei Cappuccini oltre Gorizia

ore 11.15 Brezje, santuario nazionale sloveno, preghiera mariana con il Beato Marco; qui pranzo

ore 14.30 Lubiana, visita della città e della sua cattedrale ove Padre Marco predicò nell’ottobre 1683

ore 19.00 Nella chiesa dei Cappuccini, messa in onore del beato con i frati del convento, religiose e fedeli

 

  • Giovedì 17 e venerdì 18 agosto le parrocchie di Mansuè e Basalghelle (diocesi di Vittorio Veneto), ove si trova il capitello eretto in onore di Padre Marco, sono pellegrine a Vienna alla tomba del beato, nella cattedrale di Santo Stefano e sul colle del Kahlenberg che ricorda la liberazione del 1683

* A Vienna, nella Kapuzinerkirche, Messa solenne cantata, lunedì 14 agosto ore 16

* La festa del Beato Marco è solennizzata pure nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, sede di una parrocchia per gli italiani dimoranti nella capitale ungherese intitolata al beato

*A Pordenone, B.V. delle Grazie, i monaci benedettini vallombrosani celebrano il ricordo del Beato Marco con bacio della reliquia in dotazione al santuario, sabato 12 agosto alla messa delle ore 9

*Messa solenne, martedì 15 agosto, ore 19, nella chiesa del convento dei Cappuccini di Nocera Inferiore (Sa) con esposizione permanente della reliquia del beato (nb – l’appuntamento ci viene sempre comunicato)

****  ****  ****

 NOTA ESPLICATIVA  e  CALOROSO INVITO al Comitato e ai devoti tutti

Ci siamo dedicati negli ultimi giorni a una verifica, a esteso raggio, delle opportunità e disponibilità a celebrare e valorizzare la memoria del Beato Marco del 13 agosto, tenuto presente che essa coincide quest’anno con la domenica. Il 60° anniversario dei Trattati di Roma istitutivi delle Comunità Europee ha indotto a una particolare sottolineatura del valore cristiano della comunione fra i popoli del continente: esso qualifica il lavoro in atto per Marco “d’Europa”.

 LUOGHI TRADIZIONALI DI CELEBRAZIONE – A Villotta d’Aviano, la concelebrazione è anticipata a sabato 12 agosto alle ore 20.30: a essa attendiamo i membri del Comitato pro Causa di Canonizzazione. Sono confermate altresì le sante messe con ricordo del beato nostro a Pordenone (chiesa del Cristo già dei Cappuccini, con novena preparatoria di preghiera per l’Europa; santuario B.V. delle Grazie, dove si conserva una reliquia) e alla Santissima di Coltura di Polcenigo (PN) alle sorgenti del Livenza (santuario, già francescano): esse si celebrano da anni. Tutti questi momenti (così quelli citati in seguito) sono a cura delle rispettive parrocchie, chiese o comunità religiose. Non è escluso che altri ancora si tengano, pure in territorio friulano e veneto: qui sono comunicati quelli di cui si è a conoscenza.

 ANNUNCIO IN NUOVE COMUNITÀ – La parrocchia di Corva di Azzano Decimo (PN) si è coinvolta con entusiasmo in questo 2017 con la figura del Nostro a motivo dello spettacolo che il locale Gruppo Teatro “San Bartolomeo” sta portando in diverse località. Ora anche prega con il Beato Marco nell’Eucaristia domenicale del 13 agosto.

 LUOGHI EUROPEI DI TURISMO ESTIVO E PELLEGRINAGGIO – La figura del Beato Marco è presentata e pregata nella giornata festiva del 13 agosto, a cura della Forania di Tarvisio, nella Valcanale, territorio crocevia di genti appartenenti ai tre principali ceppi linguistici del continente: latino, germanico, slavo (al santuario mariano “dei Tre Popoli” sul Monte Lussari ordinariamente si celebra l’Eucaristia nelle lingue italiana, tedesca e slovena). È programmato con attenzione al valore europeo della causa anche l’annuale pellegrinaggio di devoti del beato da Pordenone: si tiene il 17 agosto in Slovenia, con celebrazione a Lubiana insieme ai frati cappuccini (nella locandina le indicazioni per le iscrizioni, urgenti, cui stimoliamo anzitutto i membri del Comitato). Ulteriore occasione di motivato annuncio viene dalla “Perdonanza bibionese” (dal 1° al 16 agosto) nella parrocchia di Bibione, località balneare animata di genti d’Europa: qui la spiritualità della misericordia del Beato Marco è valorizzata dal parroco promotore con la diffusione dell’Atto di dolore perfetto alle celebrazioni di domenica 13 agosto, festa del beato, e specie alla messa serale “della Divina Misericordia”.

CASE DI RELIGIOSE – Onorando il bellissimo “mandato” di padre Venanzio, la preghiera d’intercessione con monache e suore, presente la reliquia, si tiene a Poffabro (Valcolvera, PN) presso le Benedettine, in questi giorni agostani ospitanti, nel loro luogo montano, numerose persone alla ricerca di riposo nella compagnia del Signore. Si imiterà Padre Marco nella preghiera alla sua Madre Santissima, alla vigilia della “Pasqua mariana dell’estate”, la solennità dell’Assunta.

    Quest’anno gli appuntamenti fanno onore alla memoria di un beato “senza confini” (è questa del resto la sua “vocazione” e messaggio!), nella fedeltà alle ispirazioni francescane, qindi universalistiche, del primo suo promotore, padre Venanzio Renier.

In particolare, arrivederci: a Villotta d’Aviano, sabato 12 agosto ore 20.30; e al pellegrinaggio in Slovenia, giovedì 17 agosto (partenza da Pordenone-Fiera ore 7).

            Buoni giorni di festa del Beato Marco 2017

                                                                                                      Don Luigi Stefanuto

             con il Consiglio di Presidenza del Comitato pro Causa beato Marco

 2 gosto 2017, indulgenza del “Perdon d’Assisi” concessa a San Francesco                                                                                 (anche Padre Marco fu “apostolo dell’indulgenza”)

Tarvisiano B_Marco ago 2017 Lubiana pellegrinaggio agosto 2017 programma

************************************************************************************

 

SETTIMANA DEL BEATO MARCO – Agosto 2016

nel Giubileo straordinario della Misericordia

Domenica 7 agosto

Claut (Pn): A cura del Comune, Cerimonia d’intitolazione al Beato Marco del parco giochi con discorsi e benedizione, ore 10.30. Segue, in chiesa parrocchiale, Messa festiva con Indulgenza del Giubileo attraversando la Porta Santa; recita dell’Atto di dolore perfetto, bacio della reliquia

   Clauzetto (Pn): Salita penitenziale della gradinata della chiesa di San Giacomo; a cura del Comune, Cerimonia di scopertura di una targa in onore del Beato Marco, discorsi e benedizione, ore 16.30. Segue, in chiesa parrocchiale, Vespri giubilari presente la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo; Indulgenza attraversando la Porta Santa, recita dell’Atto di dolore perfetto (diffusione pieghevole), bacio della reliquia del beato

*Pellegrinaggio giubilare a Claut e Clauzetto di un gruppo di devoti coordinati dal Comitato B. Marco, i quali nel pomeriggio visitano a Clauzetto anche il cimitero di guerra di Val da Ros (centenario del primo conflitto mondiale) e le grotte di Pradis (ricordo del lavoro svolto da don Terziano Cattaruzza)

   Pordenone, chiesa del Cristo: Messa concelebrata con il rettore e i sacerdoti confessori in questa chiesa, ore 20.30 (recita dell’atto di contrizione, omelia, bacio della reliquia, canto dell’inno)

*Qui lavorò p. Venanzio per la riscoperta di P. Marco e la beatificazione

*Trasmissione sul Beato Marco a “Radio Voce nel deserto” Pordenone (rubrica “I volti della misericordia”): giovedì 4 agosto, ore 10.15 (replica 7 agosto, ore 21.30); a Radio Palazzo Carli Sacile: … agosto …

Venerdì 12 agosto         *Giornata vigiliare della festa con attenzione alla Vita Consacrata

Conegliano (Tv), Casa Sant’Antonio delle Sorelle della Misericordia: Visita con la reliquia alla comunità di suore anziane, preghiera d’intercessione e conversazione, ore 16

Collegio Immacolata delle Suore Figlie di Maria Ausiliatrice: Vespri, liturgia d’intercessione al Beato Marco e bacio della reliquia con la comunità religiosa, ore 18.45. Segue visione di un filmato

Sabato 13 agosto

*La memoria liturgica del Beato Marco si celebra al mattino nelle chiese delle diocesi di Concordia-Pordenone, Vittorio Veneto, Padova, oltreché nell’Arcidiocesi di Vienna e nelle chiese rette dai francescani

Celebrazioni con memoria particolare, promosse dalle rispettive parrocchie o chiese, di cui si è a conoscenza

  Pordenone, chiesa del Cristo: Messa del beato celebrata da un cappuccino (bacio reliquia), ore 10

*Qui dal 4 al 12 agosto: Novena in onore del beato alle messe di orario

   Pordenone, santuario B.V. delle Grazie: Messa in onore del beato e nell’anniversario della Dedicazione della chiesa celebrata dal priore d. Luca Giustarini; bacio della reliquia in dotazione al santuario, ore 9;  Messa festiva con ricordo, ore 18

   Caorle (Ve), chiesa della Colonia marina ODA di Vittorio Veneto: Messa con ricordo del beato celebrata da mons. Rino Damo per i fedeli turisti, ore 19

Villotta d’Aviano (Pn), chiesa parrocchiale: Santa Messa solenne concelebrata con il vescovo Pellegrini; canti delle corali parrocchiali della Pedemontana Avianese, ore 20.30; quindi processione al capitello con il reliquiario (a cura della parrocchia). Al termine (sagrato), esibizione di un gruppo rumeno partecipante al Festival Internazionale del Folklore Aviano-Piancavallo

   Bibione (Ve): Diffusione del pieghevole giubilare con l’Atto di dolore perfetto alle messe festive di orario del sabato celebrate nelle chiese della località turistica

Domenica 14 agosto

   Sacile (Pn), duomo: Messa con recita dell’Atto di dolore perfetto e omelia dell’arciprete don Graziano De Nardo nel Giubileo della Misericordia; bacio della reliquia e diffusione, ore 9.30

   Coltura di Polcenigo (Pn), santuario della Santissima Trinità: Ricordo del beato alla messa celebrata dal parroco mons. Silvio Cagnin, bacio della reliquia e diffusione, ore 18

*A Vienna, nella Kapuzinerkirche, Messa solenne cantata, domenica 14 agosto ore 16

*La festa del Beato Marco è solennizzata pure nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, sede di una parrocchia per gli italiani dimoranti nella capitale ungherese intitolata al beato.  

*Messa solenne, lunedì 15 agosto, ore 19, nella chiesa del convento dei Cappuccini di Nocera Inferiore (Sa) con esposizione di una reliquia del beato   (nb – questo appuntamento ci viene sempre comunicato)

0001 (20)

 

0001 (18)0001 (19)

 

8' ann padre venanzio

 

27.04.2016

Un primo bilancio nell’anniversario della beatificazione (27 aprile)

 LA DIFFUSIONE DELL’ATTO DI CONTRIZIONE DEL BEATO MARCO PER IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA

Pace e perdono sono i doni pasquali del Risorto. E sono anche i valori che hanno accompagnato in Quaresima e nelle settimane a cavallo della Santa Pasqua la diffusione del pieghevole dell’Atto di dolore perfetto curato dal Comitato Beato Marco. Nel Giubileo della Misericordia ci saranno certo occasioni di cogliere ancora la spiritualità penitenziale dell’antico cappuccino che scrisse: “ Bisogna che non ci stanchiamo di picchiar alla porta della divina misericordia” (da Oderzo, 8 maggio 1691). Qui vogliamo solo stimolarle ricordando che questo strumento lo si può trovare presso le porte sante aperte nella regione nostra e nel Veneto Orientale come pure a Sant’Antonio e San Leopoldo in Padova e a San Marco in Venezia (qui la diffusione è avvenuta il mercoledì santo).

Per quanto riguarda le diverse parrocchie della diocesi pordenonese (circa 50), alcune hanno profittato di pellegrinaggi quaresimali per la recita pubblica dell’Atto di contrizione del nostro beato: due pellegrinaggi sono saliti a Castelmonte (dell’Unità pastorale di Fontanafredda/Roveredo il 21 febbraio; della parrocchia Beato Odorico in Pordenone il 13 marzo); uno si è svolto a Gorizia e Cormons (chiesa di Sant’Ignazio e porta santa del santuario Rosa Mystica) con un gruppo partito da Azzano Decimo (6 marzo); uno a Madonna del Monte di Marsure (parrocchie di Tamai e Maron, 5 marzo). L’atto e annessa benedizione sono risuonati pure in città nel santuario delle Grazie (14 febbraio) e nella chiesa del Cristo (2 aprile). Nelle comunità cristiane di Budoia per tutta la Quaresima si è pregato come insegna il Beato Marco, esponendo anche una sua reliquia. Nel duomo di Sacile e in quello di Tolmezzo, presenti le comunità delle rispettive foranie, il pieghevole ha accompagnato le confessioni nelle “24 ore per il Signore” (4-5 marzo).

Intensa la domenica della Divina Misericordia a Farra e Soligo, parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto rette dall’amico don Brunone De Toffol, dove col pieghevole si è pregato alle sei messe festive del 2-3 aprile e all’adorazione eucaristica animata dal gruppo del “monastero invisibile”: ogni volta con un’opportuna presentazione che ha coinvolto i fedeli in un più consapevole acquisto dell’indulgenza plenaria del Giubileo, quel giorno concessa dal Papa, alle condizioni stabilite, in tutte le chiese del mondo. La stessa indulgenza che ottenevano, dalla benedizione impartita da Padre Marco, i tantissimi che si portavano alle sue predicazioni. Era anche allora “giubileo”, ambulante! E perché l’Atto abbia una nuova divulgazione europea, i testi del pieghevole sono stati proposti dal Comitato ai frati d’Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria e alla traduzione in esperanto e persino russo.

W.A.

16.02.2016

Ostensione giubilare a Roma dei santi cappuccini Leopoldo e Pio per l’inizio della Quaresima

SAN LEOPOLDO E BEATO MARCO: APOSTOLI DI MISERICORDIA

La reposizione delle reliquie del santo confessore di Padova è avvenuta il 17 febbraio con una solenne processione iniziata dalla Basilica del Santo

Un legame indissociabile! Solo a pensare a tutta l’affettuosa devozione che il piccolo santo (di statura, ma di quale altezza spirituale!) nutrì per l’antico confratello che vedeva gigante della storia dell’Europa e soprattutto missionario in essa, e annunciatore di quel perdono che lui per tutta la vita amministrò umilmente da una celletta-confessionale del convento di Padova: lo stesso – il convento – che era stato a lungo casa di Padre Marco, anche di agognato ritiro dalle fatiche dei viaggi e della gravosa attività diplomatica (attività per obbedienza! e spesso con riluttanza!); la stessa – la cella – nella quale oggi ancora possiamo entrare, salvata da una mano di provvidenza dal bombardamento del 1944 che distrusse tutto il resto del luogo cappuccino di Santa Croce.

Credo che San Leopoldo da Castelnuovo di Cattaro, estremo meraviglioso lembo di Dalmazia, oggi in territorio montenegrino, abbia ammirato il Beato Marco anche in ragione delle proprie origini a Oriente, sull’altra sponda dell’Adriatico dove si conserva, fra l’altro (nella cattedrale di San Trifone a Cattaro), la croce usata dall’Avianese per scongiurare la conquista ottomana di Vienna. Qui è già Europa dell’Est, l’“altra” Europa che un’altra sensibilità cristiana fa diversa dall’Occidente, affermando così la ricchezza e complementarietà di un continente che respira “a due polmoni” e ponendo l’istanza della sua unità, dell’integrazione fra le culture, anche nella confessione della medesima fede in Gesù Cristo. San Leopoldo, in questo senso, si è posto come “sintesi” – lui cattolico proveniente da un mondo anche ortodosso – e quindi come paradigma dell’unità europea per la quale il Beato Marco aveva dovuto lavorare sul versante politico e persino sui campi di battaglia, arrivando a definirsi “medico spirituale dell’Europa”. E’ certo che per l’Europa entrambi pregarono: perché avesse pace (Padre Marco); perché i discepoli di Gesù abbiano a realizzare il testamento del Maestro, “Ut unum sint” (Padre Leopoldo).

Il frate piccolo fu grande diffusore della conoscenza e specialmente della devozione a Marco d’Aviano. Lo pregava e faceva pregare ai penitenti: distribuiva medagliette con la sua effigie, raccomandava di affidarsi alla sua intercessione, era certo di non essere lui ma Padre Marco il mediatore delle grazie che andavano a riferirgli. Almeno una di queste – ma quante ancora! – fu vero miracolo: la guarigione da meningite di un bambino del Polesine di neanche sei anni ricoverato all’Arcella nella Padova in cui Padre Leopoldo viveva (ancora per un anno e poco più) e confessava. Da lui ci andò una signora piena di fede e di speranza, conscia della gravità del male: ebbe la medaglia, seguì il consiglio del futuro santo di farla applicare al petto del fanciullo moribondo e soprattutto di pregare e far pregare le suore della clinica. E il prodigio venne, e San Leopoldo si schernì quando glielo andarono a dire, anzi prese carta e penna e “profetizzò” che quel miracolo, accaduto per intercessione del Padre Marco, sarebbe servito alla beatificazione di questi. Cosa che si avverò nel 2002-2003, ma per la motivata insistenza di un altro frate piccolo/grande, che era stato quattro anni in convento a Padova con il santo.

I protagonisti di questo caso certo singolare sono noti a tanti. Ma in questo momento “giubilare” della Chiesa, ciò che va segnato in grassetto è che entrambi – Beato Marco e San Leopoldo – furono grandi apostoli di misericordia; e assieme a loro San Pio da Pietrelcina, pure cappuccino, sulla cui lotta al peccato non occorre ovviamente dire. I due ormai santi canonizzati (dal 1983 San Leopoldo, dal 2002 San Pio) sono stati nei giorni vigiliari e d’inizio Quaresima (5-10 febbraio) esposti, per volontà diretta di papa Francesco, in San Pietro a Roma, emblemi del Giubileo straordinario, mentre Padre Marco – beato per la spinta di devozione di uno degli stessi due – è sempre in attesa di diventarlo. Seppure santo lo ritenessero e San Leopoldo e San Pio, e un papa, San Giovanni Paolo II, l’abbia associato a loro: “profeta disarmato della misericordia divina” (alla beatificazione, 27 aprile 2003) con l’Atto di dolore perfetto. Pure lui, dunque, da Anno Santo della Misericordia!

Walter Arzaretti

14.11.2015

La Confederazione Civiltà Cristiana, Sezione di Ravenna,  ha organizzato un incontro con il Prof. MASSIMO VIGLIONE sul tema  IL BEATO MARCO D’AVIANO. UN SANTO IN DIFESA DELLA CRISTIANITA’.  La conferenza ha avuto luogo a  Ravenna il 14.11.2015  presso il Santuario Santa Maria del Torrione sulle Mura, in via Fiume Montone Abbandonato 102.

conferenza ravenna

 

Il professor Massimo Viglione
Biografia

Vive a Roma dal 1970. Dopo la maturità classica, si laurea in filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È coordinatore del periodico Radici Cristiane. In passato è stato cultore della materia presso l’Università di Cassino, direttore editoriale della casa editrice Il Minotauro e ha insegnato Storia e Filosofia nei licei. È autore di diversi saggi sulla questione delle insorgenze italiane e sul Risorgimento, usciti per case editrici come Città Nuova, Ares e Il Minotauro.
Opere

La rivoluzione francese nella storiografia italiana dal 1790 al 1870, Coletti, (1991)
Rivolte dimenticate. Le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Città Nuova, (1999)
Le insorgenze. Rivoluzione & Controrivoluzione in Italia. 1792-1815, Ares (1999)
La rivoluzione italiana: storia critica del Risorgimento, Il minotauro, (2001)
Libera Chiesa in libero Stato? Il Risorgimento e i cattolici: uno scontro epocale, Città Nuova, (2005)
L’identità ferita. Il Risorgimento come Rivoluzione & la Guerra Civile Italiana, Ares, (2006)
L’idea di crociata di santa Caterina da Siena, CNR, (2007)
Rizzate il gonfalone della santissima Croce”. L’idea di Crociata in santa Caterina da Siena, ETS, (2007)
1861. Le due Italie. Identità nazionale, unificazione, guerra civile, Ares (2011)

30.10.2015

A cura di ProPordenone e Parrocchia – A VIGONOVO SERATA CULTURALE SUL BEATO MARCO  30 ottobre 2015 ore 20.30, Oratorio parrocchiale

Serata culturale con argomento e relatore di rispetto nell’Oratorio parrocchiale di Vigonovo di Fontanafredda. La ProPordenone, desiderosa di allargare l’interesse ai temi trattati nella sua rivista annuale e di radicarli in aree diverse della provincia, si propone venerdì 30 ottobre alle ore 20.30 con “Il Beato Marco e Vigonovo: i Turchi, i due pievani Cristofori, San Pio X”. Un titolo eclettico come lo studio di Walter Arzaretti pubblicato ne “La Loggia” n. 19: esso sarà sviluppato da monsignor prof. Lino Cusinato, noto studioso e uomo di cultura di Treviso, che dieci anni fa ha tolto la polvere di 300 anni che copriva il manoscritto della prima biografia stesa di Padre Marco e ne ha permesso la luce della stampa.   L’autore di quell’opera è padre Cosmo da Castelfranco, che accompagnò i viaggi del cappuccino d’Europa e coltivò relazioni anche col fratello del beato, parroco allora a Vigonovo, come già lo era stato uno zio. Sono sopravvissute al tempo solo alcune lettere di Marco o del suo segretario ai familiari Cristofori. Esse sono analizzate nel saggio con il quale viene focalizzato il legame fra il famoso frate e la comunità di Vigonovo che dai Turchi era stata devastata nel 1499: due secoli prima della liberazione di Vienna propiziata da Padre Marco (1683), il quale evidentemente aveva maturato da ragazzo una sensibilità per la difesa della nostra identità e civiltà. Ai primi del Novecento poi (esattamente nel 1903) Vigonovo aveva goduto di un evento felice e insolito, la visita del cardinale patriarca Sarto, nello stesso anno divenuto il papa trevigiano San Pio X.

Molti dunque gli spunti per non mancare l’invito del presidente di ProPordenone Giuseppe Pedicini e del parroco monsignor Giacomo Santarossa, cui aderisce il Comitato presieduto da Gianni Strasiotto che lavora in favore della canonizzazione del Beato Padre Marco.

30.10.2015

A Vigonovo, evento con la Propordenone

in onore del beato padre Marco

Interessante serata culturale quella tenutasi a Vigonovo venerdì  30 ottobre 2015 per la presentazione del n. 19 de «La Loggia», rivista della Propordenone nata nel 1969. L’occasione è stata offerta da uno studio contenuto in tale pubblicazione riguardante la presenza in questa comunità, per 65 anni di seguito, dei pievani “Cristofori”: don Cristoforo e don Giovanni Battista, zio e fratello del beato Marco d’Aviano.

Lo studio, che si deve a Walter Arzaretti, prende in analisi le lettere indirizzate ai familiari dal celebre cappuccino o dal suo segretario padre Cosmo da Castelfranco, del quale ultimo ricorre quest’anno il 3° centenario della morte.

Lo studio di tale corrispondenza è stato affidato a mons. Lino Cusinato di Treviso che ha riscoperto la preziosa opera del Cosmo accanto a padre Marco, anche nel corso degli eventi storici che videro il frate protagonista delle liberazioni che a Vienna, Buda e Belgrado salvarono l’Europa dall’invasione degli Ottomani.

La serata è stata introdotta dal parroco di Vigonovo mons. Giacomo Santarossa, dal presidente della Propordenone Giuseppe Pedicini e dal presidente del Comitato “Beato Marco” Gianni Strasiotto.

 

 

25.10.2015

DELEGAZIONE A FIUME / RIJEKA NEL NOME DEL BEATO MARCO “D’EUROPA”

per il dono di un dipinto ai Cappuccini e l’incontro con la Comunità degli Italiani

 

Andrea Susanna, pittore alpino, ha desiderato realizzare un dipinto di Padre Marco dopo avere vissuto con il Comitato per la causa l’esperienza del pellegrinaggio a Fiume/Rijeka nella festa del beato il 13 agosto 2014. Nell’opera è effigiata la sagoma della monumentale facciata della chiesa dei Cappuccini di quella città, retta dal 1932 al 1948 da un illustre frate, padre Odorico da Pordenone, devoto del Beato Marco e amico di San Leopoldo.

È tempo di consegnare il quadro ai frati di Fiume per la sua esposizione alla venerazione dei fedeli in una città in cui abitano persone di diversa origine ed etnia, croati e italiani. Una delegazione di italiani esuli da Fiume, dall’Istria e Dalmazia, di alpini di Pordenone, oltreché di membri e amici del Comitato Beato Marco accompagnerà un dono che vuole essere anche un “segno” dell’amicizia e fraternità fra genti impegnate a promuovere oggi la nuova Europa dei popoli e a testimoniare la medesima fede cristiana cattolica in un luogo un tempo di contese e tensioni, ora vocato a pacifica e costruttiva convivenza.

Intento della delegazione è pure incontrare la Comunità degli Italiani di Fiume, partecipando alla messa che ogni domenica la riunisce nella Cattedrale e rinnovando con i connazionali il ricordo di un grande personaggio della nostra comune storia e il suo attualissimo messaggio di pace e unione: il Beato Marco “d’Europa”.

PROGRAMMA

domenica 25 ottobre 2015

Ore 6.15  Partenza in pullman da Pordenone, presso parcheggio nord Ospedale Civile

Ore 7.00  Raccolta di partecipanti udinesi a Palmanova (uscita autostradale)

Ore 7.30  Raccolta di partecipanti a Trieste, presso il confine di Pese

Ore 9.45  Arrivo della delegazione a Fiume. Santa messa in lingua italiana nella cattedrale di    San Vito con invocazioni al Beato Marco, benedizione del dipinto e sua consegna ai frati. Canti del Coro Fedeli Fiumani

Ore 11  Accoglienza della delegazione nel palazzo sede della Comunità degli Italiani. Illustrazione della figura storica del Beato Marco e della sua valenza per la comunione fra i popoli d’Europa. Discorsi di amicizia e scambio di doni

Ore 13      Pranzo in convento dei Cappuccini e sosta nella chiesa dell’Immacolata di Lourdes

Pomeriggio   Escursione a Veglia/Krk, la maggiore delle isole del Quarnero, e incontro con il novello vescovo, il cappuccino padre Ivica Petanjak (accolse lo scorso anno i pellegrini del Beato Marco come parroco a Fiume). Ricordo di mons. Cornelio Stefani, da poco scomparso a Pordenone, oriundo di queste isole del Quarnero, con l’emerito vescovo Valter Zupan

In serata     Rientro dei membri della delegazione alle loro sedi.

QUOTA PRO CAPITE DI PARTECIPAZIONE (per pullman e pranzo): € 30

NB – Si aderisce rispondendo all’invio del presente programma, valido come invito personale. Confermare quanto prima l’adesione a Walter Arzaretti, Comitato B. Marco PN, tel 0434 366613

20.10.2015

PELLEGRINAGGIO AL SACRARIO DI OSLAVIA, AL SANTUARIO DI CASTAGNEVIZZA E GORIZIA

Un sereno d’azzurro intensissimo ha illuminato la giornata di pellegrinaggio a Gorizia organizzata il 20 ottobre da don Brunone De Toffol per le sue comunità di Farra e Soligo (diocesi di Vittorio Veneto) e amici pure da Trichiana, Cordignano e Pordenone. Ancora più bella, così, la conca solcata dall’Isonzo e da un confine che non si vede più, ma ha segnato – e sfregiato – la storia di questa città, a cominciare dalla prima guerra mondiale, cento anni fa. Ne ha parlato la guida amica di Walter Arzaretti: egli ha condiviso coi pellegrini veneti pure la devozione al Beato Marco che, in questa terra già austriaca e oggi vocata all’incontro fra i popoli, ha imparato l’Europa frequentando da adolescente il celebre Collegio retto dai gesuiti, accanto alla chiesa di S. Ignazio nella piazza Vittoria.

Altre mete, tutte stupende e panoramiche, sono state il Castello, i santuari mariani “oltreconfine” della Castagnevizza e di Montegrado, e il sacrario dei caduti di Oslavia.

SAM_2867

 

22.08.2015

BEATO MARCO

SETTIMANA CELEBRATA ALL’INSEGNA DELLA “CHIESA IN USCITA”

Settimana fervorosa quella tenutasi per il Beato Marco a cavallo di Ferragosto. A cominciare da Pordenone e dalla messa affollata di domenica sera 9 agosto al Cristo (vedi foto Patrizi). Il rettore mons. Menaldo, promotore anche di una novena al cappuccino, ha sottolineato l’aspetto carismatico che rifulse nel predicatore e taumaturgo, tessendo l’intera omelia sull’“Anno della Vita Consacrata” in corso. Erano presenti, fra gli altri, religiosi cappuccini, minori francescani, suore elisabettine della città, di Maria Bambina e Rosarie. In mattinata (e il sabato alla vespertina) aveva ricordato il beato alla messa in ospedale don Lelio Grappasonno.

Interessante l’incontro a sorpresa che il Comitato ha avuto nella stessa giornata a Caorle con un gruppo di austriaci e tedeschi che hanno celebrato nella “Colonia Mari”. Li accompagnava padre Joachim Richter, religioso bavarese che proprio in questi giorni viene trasferito da Colonia alla comunità dei Legionari di Cristo di Vienna: “Stavo cercando notizie sulla storia e la tradizione religiosa della capitale austriaca – ha detto entusiasta – Ed ecco, neanche a farlo apposta, trovo qui questo santo dei viennesi”. Agli ospiti è stata illustrata la figura europea del beato e offerto il cartoncino trilingue con la preghiera di intercessione recitata poi con l’Atto di dolore perfetto alla messa dei turisti italiani celebrata da mons. Rino Damo nella grande chiesa del centro, progettata dall’ingegnere pordenonese Ernesto Raffin, recentemente scomparso.

Nel santuario pordenonese delle Grazie si è tenuto un triduo predicato in previsione della solennità dell’Assunta. Gli interventi dell’ideatore don Luca Giustarini – molto devoto al Beato Marco dai tempi in cui era parroco a Livorno del santuario regionale toscano di Montenero, dedicato al Santo Nome di Maria – hanno valorizzato pure le concomitanti memorie liturgiche di Santa Chiara d’Assisi (11 agosto) e, 12 agosto, del Beato Innocenzo XI (il papa di padre Marco!) e sono stati diffusi da Radio Voce nel Deserto. La reliquia donata ai monaci vallombrosani è stata baciata da preti e fedeli l’ultima sera del triduo, quando ricorreva anche l’anniversario della dedicazione del santuario. Il rito si è ripetuto al capitello di Villotta dopo la concelebrazione nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena col vescovo Pellegrini e 18 sacerdoti, rallegrati pure da un’esibizione folkloristica polacca, e di nuovo nella chiesa del Cristo che – non va dimenticato – fu sede del famoso postulatore di Padre Marco, padre Venanzio Renier.

Una nota a parte merita la giornata riservata la vigilia della festa alle suore del Friuli. Esse hanno accostato la figura del Nostro, nell’Anno loro dedicato, con piene convinzioni. Hanno onorato la reliquia del beato cappuccino le comunità di consacrate di Gemona (90 suore francescane missionarie), Moggio e Montegnacco di Cassacco (claustrali: clarisse e carmelitane) e Fagagna (vedi foto in quest’ultima casa di Suore di Maria Bambina). Il Comitato ha affidato loro particolari intenzioni, giunte in questi giorni dagli Stati Uniti, oltre che da Sicilia e Campania. La devozione si è automaticamente estesa pure durante l’incontro fraterno avuto dal Comitato con diversi religiosi e preti ospiti nella Casa marina dei Frati Conventuali a Bibione: fra i presenti, il rettore del Seminario della grande diocesi di Monaco di Baviera, città di travolgente predicazione e miracoli per Padre Marco. Tappe finali sono state, domenica 16 agosto, la chiesa di Ceolini, per forte convinzione di don Leo Collin e gaudio dei fedeli, e – come da anni avviene grazie a mons. Cagnin – il santuario (pieno!) della Santissima alle sorgenti del Livenza, dove vibrante è stato lanciato l’appello di pregare per la pace nel mondo in un momento tanto difficile. In conclusione un sacerdote ha commentato: “Bello questo allargare il discorso su Padre Marco; doveroso creare una sensibilità diffusa nel territorio”. Per un santo oltretutto europeo! Insomma, una “Settimana” in linea con la raccomandazione di papa Francesco per una “Chiesa in uscita”. Che il Beato Marco ha nel dna.

4.7.2015

In 115 con il Comitato al Pellegrinaggio dei Tre Popoli nel centenario della Grande Guerra

LA PREGHIERA DI PACE DEL BEATO MARCO “D’EUROPA”

AL SANTUARIO DEL LUSSARI E AI SACRARI DI CAPORETTO E OSLAVIA

 

In 115 siamo saliti sabato 4 luglio dal Pordenonese – 9 le parrocchie aderenti, 14 i paesi di provenienza dei pellegrini più la città, 5 i sacerdoti – sul Monte Lussari (1790 mt di altitudine), santuario mariano posto da oltre 650 anni all’incrocio fra i tre ceppi linguistici dell’Europa (latino/germanico/slavo) e perciò simbolo di quel grande valore, cristiano, che è l’unione dei popoli, autentica garanzia di pace.

A guidarci un ambasciatore d’eccezione: il Beato Marco d’Aviano. Tre secoli orsono il cappuccino percorse instancabile anche questa via del continente con il francescano desiderio, e il mandato del papa, di promuovere “pace e bene”. Quei tempi, segnati dall’invasione ottomana, si ripeterono tristi e violenti cent’anni fa con la prima guerra mondiale, una catastrofe che ferì l’Europa e la comunione fra le sue genti, con segni marcati proprio nella zona meta della nostra visita di fede. Voglia Dio che essi non abbiano a rinnovarsi: oggi è certo il momento di riprendere con lena a pregare per la pace nel mondo. Questa intenzione forte ha accompagnato i passi e la fatica dei pellegrini e ha mosso il Comitato per la canonizzazione del beato a proporre e coordinare il viaggio: abbiamo infatti invocato con fiducia la “Regina della Pace”, sul Lussari anche “Regina d’Europa”, e insieme il grande devoto della Madonna, padre Marco, che così aveva pregato Dio: “Allontana le genti che vogliono la guerra. Non amiamo altra cosa che la pace” (all’assedio di Vienna, 1683).

Queste espressioni (quanto attuali!) sono state messe nelle mani dei mille che pure si sono inerpicati con i loro vescovi sul Lussari, provenienti dalle vicine Austria (diocesi di Gurk-Klagenfurt) e Slovenia (diocesi di Lubiana e di Capodistria) oltre che dal Friuli (diocesi di Udine). Nel libretto della messa plurilingue del “Pellegrinaggio dei Tre Popoli” (d’ora in poi avrà cadenza triennale) era stato infatti inserito il cartoncino del Comitato riportante, in italiano, tedesco e sloveno, la preghiera innalzata dall’“apostolo di pace” e “promotore di unione fra i popoli d’Europa”, e anche “profeta disarmato della misericordia divina”, come di Padre Marco disse San Giovanni Paolo II alla beatificazione: un santo proponibilissimo nell’imminente Giubileo straordinario.

Ridiscesi a Camporosso rimirando dalla cabinovia l’incomparabile panorama della Valcanale, fino al 1918 territorio austriaco abitato da genti tedesche e slovene, la riflessione è continuata con un itinerario “oltre i confini” nel centenario della Grande Guerra che qui vide contrapporsi le nazioni che più care erano state al Beato Marco: Italia e Impero d’Austria. Commossi siamo saliti a piedi dalla piazza di Caporetto, oggi Slovenia, al sacrario dei caduti italiani dell’“inutile strage” che su queste balze, lungo le sponde dell’Isonzo, ebbe una drammatica svolta nell’ottobre 1917: abbiamo pregato la pace eterna per tante giovani vittime (quanti cognomi e nomi, e anche quanti ignoti!) e meditato silenziosi sull’“insensatezza della guerra”, come affermò scorato papa Francesco, il 13 settembre dell’anno scorso, nella visita al non lontano sacrario di Redipuglia.

Seguendo il fluire bellissimo del fiume (Tolmino, Santa Lucia, Canale: qui un pensiero l’abbiamo rivolto al deciso ammonimento del Santo Padre di custodire il creato, opera di Dio, contenuto nella nuova enciclica “Laudato sì”), i 115 sono passati infine davanti al sacrario di Oslavia, sul Collio goriziano, dove dormono il sonno della pace più di 50.000 morti in quella stessa guerra. E di nuovo si è implorato Dio, per intercessione del Beato Marco “d’Europa”: per il futuro, “concedici lo stesso spirito di fede, di fraterno amore, di concordia e di pace”.

Walter Arzaretti

 

A VENEZIA LA BEATIFICAZIONE

DI MONS. LUIGI CABURLOTTO

Si celebra sabato 16 maggio sulla Piazza San Marco a Venezia, presieduta alle 10.30 dal cardinale prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi Angelo Amato, la solenne beatificazione del Venerabile monsignor Luigi Caburlotto, “parroco – fondatore – educatore”: definizione sintetica ed efficace del senso dato alla vocazione da questo prete veneziano che attraversò per 80 anni l’Ottocento (era nato nella città lagunare nel 1817 e vi morì nel 1897) e scelse di rispondere alle problematiche pastorali e sociali del tempo impegnandosi a fondo, con le immancabili difficoltà che possiamo immaginare, in favore dell’infanzia e adolescenza abbandonate.

La coraggiosa opera educativa da lui intrapresa a San Giacomo dall’Orio, parrocchia in cui fu pastore zelante per quasi 30 anni, poté avere sviluppi, e arrivare fino a noi, grazie alle Figlie di San Giuseppe, dette appunto ancor oggi “del Caburlotto” perché da lui fondate nel 1850.

La congregazione è stata ben presente in diocesi nostra: le suore sono ricordate in Valcellina (case e vocazioni ebbero a Montereale, Claut, Cimolais, Erto) e a La Salute di Livenza a servizio degli asili infantili di queste località. Così dicasi a Porcia: due comunità di Giuseppine sono operose nella scuola materna e, in consonanza con il carisma del nuovo beato, nella Casa Famiglia “Arcobaleno”. Della vicina Roraipiccolo poi, dove pure questa famiglia religiosa formò i più piccoli, sono originarie sia l’attuale superiora generale madre Idangela Del Ben sia suor Francesca Lorenzet che l’ha preceduta per 18 anni e ne è oggi la vicaria.

A loro, in particolare, ci uniamo nel giorno, a lungo atteso (4.000 i pass prenotati), di questa beatificazione (una grazia avvenuta nel 2008 in favore proprio di un’orfana è stata vagliata come miracolosa), la cui causa spronò fattivamente il compianto padre Venanzio Renier, a lungo confessore a Venezia delle allora numerose novizie giuseppine. La diocesi concordiese è presente con 150 partecipanti solo da Porcia, guidati dal parroco don Daniele Fort: fra loro anche il vescovo emerito Ovidio Poletto, legato alle suore del Caburlotto, assai radicate nella vicina Vittorio Veneto.

Walter Arzaretti

MAGGIO 2015, MESE MARIANO:

IL BEATO MARCO CI INVOGLIA AD AFFIDARCI ALLA MADONNA

Un pensiero non possiamo non rivolgerlo alla Madonna, all’inizio del mese a lei dedicato. Padre Marco ne fu, ovviamente, un gran devoto.

Guardacaso la sua vita cambia nella festa della Natività di Maria (8 settembre 1676), quando, impartita la benedizione a una monaca ammalata del monastero di San Prosdocimo a Padova, questa guarisce d’improvviso.

La svolta di vita – ora Padre Marco è un taumaturgo – comporta anche il suo coinvolgimento nelle avversità della storia di quel travagliato secolo. La fiducia sconfinata del Beato Marco è sempre riposta nella Madre di Dio, alla quale rivolge intensi atti di affidamento e che fa invocare pure ai soldati raccolti alla meglio presso Vienna assediata: il Nostro attribuisce alla Vergine la prodigiosa liberazione della città il 12 settembre 1683, divenuta la festa del Santo Nome di Maria; invoglia inoltre l’imperatore a onorare con voto la Madonna con il titolo di Auxilium Christianorum per impetrare la riconquista di Buda (1686) e di Belgrado (1688). Non esita poi, nel 1697, a organizzare una peregrinatio a Vienna con l’immagine di Maria Potsch per scongiurare l’ultima aggressione degli Ottomani. Si adopera in quel tempo pure per fare apprezzare alla Chiesa il privilegio mariano dell’Immacolata Concezione e guida, sempre nel 1697, un ottavario di preghiere alla Vergine che coinvolge tutta Venezia. Due anni dopo, alla sua morte, riconoscendone la straordinaria devozione, alla messa funebre viene fatta seguire quella solenne e gioiosa in onore dell’Immacolata.

Salutiamo la Madonna in questo maggio con una delle invocazioni – la più piccola – salite dal cuore pieno di amore e fervore del Beato Marco. Il Comitato ha di continuo diffuso le preghiere mariane da lui composte, da ultimo raccogliendole in un pieghevole tascabile.

Salve, o candido giglio della Santa Trinità.

Salve, o rosa che fiorisce della volontà celeste,

Santa Maria!

Stammi vicino al termine della vita. Amen

25 aprile

Ghirano – Cronaca del 25 aprile

Sabato 25 aprile, in località Tremeacque a Ghirano di Prata di Pordenone, il parroco mons. Romano Nardin e don Terziano Cattaruzza,  componenti il  Comitato per la canonizzazione del beato Marco d’Aviano, hanno concelebrato una S. Messa molto partecipata, accompagnata dalla corale ed officiata nel salone della cooperativa sociale “Il Ponte”. La Cooperativa, che accoglie e sostiene persone adulte in situazione di disagio sociale e familiare, è situata in una zona di grande interesse ambientale e storico, immersa nel verde della campagna, dove gli ospiti sono occupati in attività creative ed inerenti alle autonomie personali, ma anche nella cura dell’ampio giardino, dell’orto e degli animali da cortile.

I Ponti di Tremeacque, che uniscono oltre ai due fiumi (Livenza e Meduna), due Regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), tre Comuni (Prata, Mansuè e Pasiano), tre Parrocchie (Ghirano, Mansuè, Rivarotta e Cecchini), due Diocesi (Vittorio Veneto e Concordia Pordenone), per il loro valore simbolico di unione, furono ititolati con l’apposizione di una targa, il 6 aprile dello scorso anno, al Beato Marco d’Aviano, carismatico uomo di pace.

Pier Giorgio Zannese, per conto del presidente del Comitato per la canonizzazione, Giovanni Strasiotto, presente alla cerimonia, ha ricordato del Beato Marco d’Aviano la straordinaria figura e personalità di sacerdote, religioso e predicatore di Cristo, taumaturgo e paziente tessitore della libertà e unità fra gli stati dell’Europa del suo tempo. In particolare ne ha ricordato l’opera di mediazione fra i capi dell’alleanza cristiana nello scontro con gli invasori turchi ottomanni sulle alture di Vienna il 12 settembre 1683.

l sindaco di Pordenone e presidente della provincia, Claudio Pedrotti, ha inviato un messaggio, letto da mons. Nardin. Il sindaco di Prata Dorino Favot ha portato il saluto della sua amministrazione comunale e quello degli altri due sindaci presenti Edi Piccinin del comune di Pasiano di Pordenone e Leonio Milan di Mansuè.

Al termine della celebrazione è intervenuto lo scultore Marcello Martini di Cimolais – autore di una stele che raffigura il Beato Marco d’Aviano benedicente ed implorante pace – affermando che il percorso a piedi da Cimolais ai ponti in località Tremeacque, effettuato nella giornata del 25 aprile per portare l’opera scultorea alla sua collocazione finale, ha rappresentato un omaggio al beato Marco, che nel Seicento raggiunse a piedi distanze lontanissime per predicare il Vangelo a tanti popoli europei.

I presenti si sono quindi recati in processione fino ai ponti di Tremeacque, dove i sindaci hanno scoperto la scultura marmorea collocata accanto alla targa di titolazione dei ponti, benedetta da mons. Nadin.

Al termine i convenuti sono tornati nella sede de “Il Ponte” dove, per conservare le buone tradizioni, hanno gustato la fortaja de San Marco.

27 APRILE: RICORDANDO LA BEATIFICAZIONE

   E’ una data da non dimenticare! E noi cerchiamo di renderla pure un’occasione per pregare il “profeta disarmato della misericordia divina”, come quel giorno del 2003 Padre Marco fu chiamato dal santo papa Giovanni Paolo II, il quale era stato a sua volta canonizzato un anno fa proprio il 27 di aprile.

Ci vengono in aiuto Radio Voce nel Deserto e don Ivano Zaupa, il  sacerdote celebrante il 27 aprile prossimo la messa settimanale “del lunedì” dei gruppi fondati trent’anni fa a Borgomeduna in Pordenone dal parroco don Angelo Pandin, del quale si è appena ricordato il ventennale dalla morte; a quegli incontri partecipò a volte anche il nostro padre Venanzio Renier.

La radio trasmette in diretta la messa alle ore 20.30: sintonizziamoci (97.100 MHz in FM per Friuli e Veneto Orientale; 97.500 MHz in FM per Belluno e provincia)! Il messaggio della misericordia divina propagato dal Beato Marco potrà così essere ascoltato da tanti. E’ un messaggio – del resto – che merita essere dilatato, in perfetta consonanza con il Giubileo straordinario indetto l’11 aprile da papa Francesco con la bolla “Misericordiae vultus”.

Non è tutto: in preparazione all’anniversario della beatificazione Radio Voce nel Deserto replicherà l’interessante meditazione di padre Antonio Maria Sicari su “Beato Marco d’Aviano, padre e salvatore dell’Europa”: domenica 26 aprile, ore 17.30.

Altro luogo che celebra ogni anno il 27 aprile è il capitello eretto e intitolato al Beato Marco subito dopo la beatificazione in parrocchia di Basalghelle di Mansué (diocesi di Vittorio Veneto) dal “nostro” don Brunone De Toffol. La messa viene qui celebrata dall’attuale parroco don Lucio Marian alla sera, ore 19.30.

25 APRILE, SAN MARCO: UNA SCULTURA AI PONTI “B. MARCO” DI TREMEACQUE

Il nostro mons. Romano Nardin, parroco di Ghirano e Villanova di Prata (Pn), ci comunica la nuova iniziativa ai ponti intitolati un anno fa (era il 6 aprile 2014) al Beato Marco. Viene collocata in questi giorni al centro dell’area interessata una scultura ritraente il cappuccino benedicente. E’ stata scolpita da Marcello Martini, l’artista della Valcellina che tre anni fa realizzò, per conto del Comitato, un’altra opera in marmo del Beato Marco destinata a una chiesa del Burundi: prima della partenza per l’Africa, questa fu oggetto di una piccola “impresa” del Martini che la recò a piedi sino a Roma dove ricevette il 22 aprile 2012 la benedizione al Regina coeli di papa Benedetto XVI. Proprio mons. Nardin ha potuto un anno fa vederla nella chiesa di Muyaga, missione dei Saveriani di Kamenge, periferia della capitale Bujumbura, durante un viaggio in Burundi.

Torniamo ai ponti intitolati al “carismatico uomo di pace”: così la scritta scoperta l’anno scorso alla presenza di autorità (tra cui il presidente della Provincia di Pordenone Alessandro Ciriani, che deliberò l’intitolazione, e il vescovo Alfredo Magarotto) e parroci delle tre comunità che in località Tremeacque ora si incontrano nel nome di un grande facitore di unità. Ricordiamo che alla confluenza del fiume Meduna nel Livenza i due ponti collegano i comuni di Prata, Pasiano e Mansué – con le parrocchie di Ghirano, Rivarotta, Mansuè – e le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e province di Pordenone e Treviso – con le diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto. Il titolo prescelto è ora esplicitato dalla scultura con il volto del beato: essa si mostrerà accanto alla lapide dedicatoria, suscitando nei passanti maggiore consapevolezza del valore dell’incontro che l’intitolazione al Beato Marco vuole esprimere.

L’inaugurazione-benedizione è in programma sabato 25 aprile: sarà celebrata la messa alle ore 18.30 presso la Cooperativa “Il Ponte”; quindi la scopertura dell’opera e anche un po’ di festa con una buona frittata, come da tradizione del giorno di San Marco.  Sin dal primo mattino del 25, Marcello Martini ripeterà in dimensioni ridotte il suo fervore trascinando questa sua opera, ancora a piedi, da Cimolais a Tremeacque: una giornata intera di cammino.

Membri del Comitato e devoti del Beato Marco sono invitati a fare ala alla nuova immagine sacra e ad onorare le idealità sottese, fatte proprie anzitutto dalla parrocchia promotrice di Ghirano.

14.04.2015

ACCOLTA DA 141 SUORE LA RELIQUIA DEL BEATO MARCO

 

 

Nella Settimana di Pasqua il Comitato per la causa del Beato Marco ha ripreso gli incontri di preghiera e d’intercessione nelle comunità di monache e suore del Nord Est verso le quali tanta stima espresse l’indimenticabile postulatore padre Venanzio Renier. Egli, dopo la beatificazione nella domenica della Divina Misericordia 2003, aveva iniziato a visitarle (specie i monasteri di clausura), fidandosi della capacità delle religiose di impetrare sul serio dal Cielo grazie e favori per il potente tramite dei santi.

Tanto più opportuna la ripresa di questa attività di animazione spirituale a pro della causa di canonizzazione mentre la Chiesa rivolge attenzioni ed è chiamata a “considerare” la preziosa presenza di religiosi e religiose. Ecco l’“Anno della Vita Consacrata”; ed ecco la visita compiuta il Mercoledì di Pasqua (8 aprile) con la reliquia del Beato Marco nella più numerosa delle comunità religiose della regione FVG: 141 sono le suore che umilmente pregano e offrono pure le sofferenze della malattia, dell’infermità e dell’anzianità nella comunità di Suore della Provvidenza fondata da San Luigi Scrosoppi in persona accanto al santuario “Rosa Mystica” di Cormons.

Punteggiato di veli bianchi come i prati di margherite in questa stagione (vedi foto Patrizi) l’ampio spazio della chiesa interna della comunità all’ora dei vespri: essi sono stati presieduti dal sacerdote pordenonese don Paolo Zaghet, del Comitato B. Marco, con un’introduzione di Walter Arzaretti. Il momento si è rivelato di intensa invocazione della pace mentre molta preoccupazione desta la situazione internazionale, con ricorrenti eventi di terrore e lo scorrere di tanto sangue innocente, anche di cristiani a motivo della loro fede.

Su un confine un tempo delicato dell’Europa divisa in due, oggi luogo di abbracci fra popoli diversi, le suore hanno pregato e si sono impegnate a pregare ancora con convinzione il “profeta disarmato della misericordia divina” (così San Giovanni Paolo II definì Padre Marco “d’Europa”) perché una nuova era di pace, nel segno della Pasqua del Risorto, si affermi per l’umanità.

suore 1 suore2 suore3

 

12.04.2015

                             per “La Fraternità in-forma”

 

Fede e commozione nella visita che il Comitato Beato Marco ha compiuto in Quaresima e nella “settimana della Divina Misericordia” a varie strutture di accoglienza di anziani e cura di ammalati.

La reliquia del nostro beato è passata nelle case di riposo di Castions di Zoppola (Pn), Azzano Decimo (Pn), Portogruaro (Ve), Casa Serena in Pordenone e, la domenica dopo Pasqua, Cordenons (Pn).

Ovunque accolta e onorata con vivissima devozione nel corso delle Sante Messe celebrate dai rispettivi cappellani e portata anche nelle stanze degli infermi e dei morenti.

Esperienza intensa di fede e di prossimità a quanti vivono, spesso nella solitudine, l’ultimo tratto dell’esistenza terrena e stanno per vivere la loro “pasqua personale”.

Raggiunte anche le 141 suore dell’infermeria delle Suore della Provvidenza a Cormons (Go) nel corso dei vespri del mercoledì di Pasqua (8 aprile) con invocazioni accoratissime perché il Signore visiti con il dono pasquale della pace situazioni e regioni del mondo preda attualmente di odio, anche contro i cristiani: chiesta per questo l’intercessione del Beato Padre Marco, che tanto si impegnò in situazioni di altrettanta gravità internazionale.

Il giro si è concluso, ormai in vista del Giubileo straordinario della Misericordia, negli Ospedali di Sacile (12 aprile) e del Soligo (13 aprile), invocando il Beato Marco “medico spirituale”.

 

5.4.2015

A PASQUA PREGHIAMO PER LA PACE
Noi non amiamo altra cosa che la pace
(B. Marco d’Aviano, 12 settembre 1683)

Una parte del mondo sembra infiammata di odio, luoghi anche a noi molto vicini. Dio non voglia stiano tornando i tempi tormentati nei quali Padre Marco dovette pregare, gemere, offrirsi: determinante fu il suo apporto. Proprio la meditazione che il carmelitano scalzo padre Antonio Maria Sicari ha preparato con tanta competenza e intensità spirituale e diffuso in Italia nella trascorsa Quaresima ha illustrato tale aspetto, questa grandezza e l’attualità drammatica di essa.
Anche noi siamo chiamati alla preghiera oggi, specie per i tanti cristiani perseguitati. Facciamolo con il cuore contrito che Padre Marco richiedeva, con piena fiducia nella Provvidenza di Dio. Avremo presto modo di animarci maggiormente a questo spirito, profittando del Giubileo straordinario della Misericordia annunciato da papa Francesco. La spiritualità e il ricordo di Padre Marco si collocano nella stessa linea: da tale considerazione cresca il convincimento che ciò per cui ci si sta impegnando nella proposta del beato cappuccino d’Europa, con la visione dilatata nel tempo e nello spazio e con le idealità che distinguono il Comitato per la canonizzazione, è cosa buona e giusta!

BUONA SANTA PASQUA DEL RISORTO 2015. “PACE A VOI”

Comitato Beato Marco per la canonizzazione
Casa Betania – via Villanova 14 – 33170 Pordenone

Consulta il sito www.beatomarcodaviano.it
(in esso trovi pure il video dell’importante predicazione di padre A. M. Sicari su Beato Marco d’Aviano, padre e salvatore dell’Europa)

1.4.2015

“RITRATTI DI SANTI”: MEDITAZIONI QUARESIMALI DI PADRE SICARI
Il carmelitano scalzo ha predicato anche sul Beato Marco

Nel messaggio per questa Quaresima papa Francesco invita a unirsi alla Chiesa del cielo nella preghiera: “Con i santi formiamo parte di quella comunione nella quale l’indifferenza è vinta dall’amore. La Chiesa del cielo non è trionfante perché ha voltato le spalle alle sofferenze del mondo e gode da sola. Piuttosto, i santi possono già contemplare e gioire del fatto che, con la morte e la resurrezione di Gesù, hanno vinto definitivamente l’indifferenza, la durezza di cuore e l’odio. Finché questa vittoria dell’amore non compenetra tutto il mondo, i santi camminano con noi ancora pellegrini”.
Iniziativa di valore in tale senso per il tempo quaresimale (dell’Anno della Vita Consacrata) è quella che si deve a padre Antonio Maria Sicari, teologo carmelitano scalzo, autore di testi di spiritualità, noto e apprezzato anche per i “ritratti di santi” che da trent’anni egli presenta, in molte località d’Italia e oltre, nella forma di meditazioni seguite dalla celebrazione della messa. L’intento è dunque di alta formazione spirituale del popolo di Dio.
Per il 2015 padre Sicari ha scelto cinque figure di santi e beati, tra i quali il Beato Marco d’Aviano “padre e salvatore dell’Europa”. Nell’“itinerario quaresimale” è coadiuvato dai gruppi del Movimento Ecclesiale Carmelitano (MEC) da lui fondato. Nella vicina Conegliano il ciclo si è tenuto nei sabati di Quaresima ed è iniziato proprio col Beato Marco il 28 febbraio nella chiesa dei Santi Martino e Rosa, retta dai Padri Giuseppini del Murialdo: alla messa è stato recitato l’Atto di dolore perfetto del beato e baciata da moltissimi fedeli la reliquia recata dal Comitato per la canonizzazione (foto di Clemente Patrizi). Restando nel Triveneto: a Trento l’iniziativa, ovunque accompagnata dalla messa, è per il lunedì, con meditazione sul Nostro tenutasi il 2 marzo; a Treviso il martedì (Beato Marco il 3 marzo); a Verona il giovedì (padre Marco il 5 marzo). Ma si è ramificata ben più lontano: per esempio a Enna, in Sicilia, ogni giovedì; a Prato, Toscana, ogni venerdì (padre Marco il 6 marzo). La sera di martedì 3 padre Sicari ha proposto di persona il “santo della Quaresima” e celebrato a Brescia e nei due giorni seguenti in località del Bresciano (Roè Volciano e Adro): il cappuccino mai una volta aveva omesso di predicarla nei 23 anni di “vita pubblica”, e nel 1688 proprio a Brescia.

Chiesa S Martino e Rosa Conegliano_picc

madonna di rosa picc

20.03.2015
TEMPO DI QUARESIMA – OPERE DI MISERICORDIA
IL BEATO MARCO NELLE CASE DI RIPOSO

La Quaresima è un tempo di misericordia: l’uomo pentito dei suoi peccati, ritrova la strada di Dio.
Le opere di misericordia sono come “un’autostrada” verso Dio e siamo perciò invitati a praticarle e ri-scoprirle.
Grazie anche a una devota del Beato Marco, abbiamo potuto in queste settimane por mente all’opera del “visitare i malati”, e fra questi in particolare gli anziani.
Venerdì 13 marzo siamo stati così alla Casa di Riposo di Castions di Zoppola (PN). I cento e più ospiti lieti di godere di un piccolo raggio di luce e di grazia: alla messa e dopo messa hanno ricevuto il testo dell’atto di dolore perfetto diffuso dal nostro «beato della Quaresima» con l’attenzione suscitata dal sen-sibile parroco don Ugo Gaspardo.
È stata una visita che ha fatto bene agli anziani; e ancora più bene ai loro visitatori del Comitato Beato Marco. Perché – allora – non puntare su qualche altra struttura dei dintorni per questa vera «opera quare-simale»?
Ci abbiamo pensato subito, prima che la Quaresima passi. È stato facile “convertire” sacerdoti assistenti spirituali già amici e convinti del Nostro e della bontà della visita della sua reliquia agli anziani.
Il piccolo itinerario disegnato è il seguente:

• sabato 21marzo, visita e santa messa alla Casa di Riposo di Azzano Decimo (PN). Celebrante don Galiano Lenardon
• domenica 22 marzo, visita e santa messa alla Casa di Riposo di Portogruaro (VE). Celebranti mons. Lino Pigatto e mons. Domenico Sigalotti
• sabato 28 marzo, visita e santa messa alla Casa Serena di Pordenone. Celebrante don Matteo Pasut.

01.03.2015
2015 ANNO DELLA VITA CONSACRATA

Il 2015 è un anno veramente speciale: è l’anno della LUCE, l’anno europeo dello SVILUPPO e per noi cattolici l’ANNO DELLA VITA CONSACRATA.
Infatti, il 20 dicembre 2013 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2015 Anno internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla luce con lo scopo di “promuovere le tecnologie della luce per un miglioramento delle qualità della vita sia nei Paesi sviluppati, che in quelli in via di sviluppo; ridurre l’inquinamento luminoso e lo spreco di energia; promuovere la partecipazione delle donne nella scienza con ruoli di responsabilità; promuovere l’istruzione tra i giovani; promuovere lo sviluppo sostenibile”. L’Anno Internazionale della luce sarà celebrato nei modi più disparati, dallo studio dell’Universo alla sensibilizzazione sull’importanza dei cieli notturni liberi dall’inquinamento luminoso.
Con decisione del Parlamento Europeo del 16 aprile 2014, il 2015 è stato proclamato l’Anno dello Sviluppo al fine di informare i cittadini europei sulla cooperazione allo sviluppo attuata dall’Unione Europea e da tutti i sui 28 Stati. Questo per rendere consapevoli i cittadini dei benefici della cooperazione fra gli stati membri. Il motto è: “Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro”. Saranno coinvolti anche i sei Stati candidati a entrare nell’Unione Europea e sono previsti finanziamenti per l’attuazione di ben 15 forme diverse di aiuto per contribuire a migliorare la vita a milioni di persone.
Già dal novembre 2013 Papa Francesco aveva annunziato che l’anno 2015 sarebbe stato dedicato alla Vita Consacrata. L’appuntamento, definito come “soffio dello Spirito”, vuole ricordare il “fecondo cammino di rinnovamento” della Vita Consacrata “facendo anche memoria delle debolezze e delle infedeltà come esperienza della misericordia e dell’amore di Dio”.
Un anno impegnativo dunque, non solo per i consacrati, ma anche per i laici. Simboli dell’anno saranno allora la Luce, lo Sviluppo e la Vita Consacrata.
– Che ci sia sempre LUCE nei nostri cuori.
– Che lo Sviluppo aiuti a far germogliare fra i popoli la solidarietà, soprattutto per i Paesi più bisognosi.
– Che i Consacrati di tutto il mondo siano semplicemente araldi di Luce, Sviluppo e Pace.
Queste le parole di Papa Francesco: “Le persone consacrate sono segno di Dio nei diversi ambienti della vita, sono lievito per la crescita di una società più giusta e fraterna, sono profezia di condivisione con i piccoli e i poveri. Così intesa e vissuta, la vita consacrata ci appare come essa è realmente: un dono di Dio, un dono alla Chiesa, un dono di Dio al Suo Popolo! Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino”.
(Ispirato dall’Araldo Ambrosiano N.1 – Gennaio 2015)

27.02.2015

“RITRATTI DI SANTI”

MEDITAZIONI QUARESIMALI DI PADRE ANTONIO M. SICARI ocd

Sabato 28 febbraio a Conegliano, ore 18: Beato Marco d’Aviano

Veniamo a conoscenza di un’importante iniziativa che si deve al padre Antonio Maria Sicari, teologo carmelitano scalzo, docente al Pontificio Ateneo Teresianum in Roma e già provinciale dei Carmelitani Scalzi in Veneto, autore di volumi di spiritualità e di vite di santi. È anche il fondatore del MEC, Movimento Ecclesiale Carmelitano, il quale promuove ogni anno in Quaresima il ciclo “Ritratti di santi”.

Per la Quaresima 2015 il padre Sicari ha scelto cinque santi da ritrarre e portare in vari luoghi d’Italia: tra questi il Beato Marco d’Aviano, “padre e salvatore dell’Europa”.
Gli incontri prevedono una meditazione da lui tenuta, seguita dalla santa messa. L’intento è dunque di alta formazione spirituale del Popolo di Dio.

Segnaliamo le seguenti date e luoghi della predicazione (con messa) sul nostro Beato Marco:

 a CONEGLIANO, chiesa dei Santi Martino e Rosa, SABATO 28 FEB-BRAIO 2015 ORE 18
 a BRESCIA, chiesa di San Pietro in Castello, MARTEDÌ 3 MARZO ORE 20.30
 a ROÈ VOLCIANO (BS), chiesa di San Pietro in vincoli, MERCOLEDÌ 4 MARZO ORE 20.30
 ad ADRO (BS), santuario Madonna della Neve, GIOVEDÌ 5 MARZO ORE 20.30

L’iniziativa di valore del padre Sicari – inserita nell’Anno della Vita Consacrata – ravviva il clima quaresimale nel nome di un “santo della Quaresima”. Padre Marco la predicò pure a Brescia, nella cattedrale, nel 1688, mentre si era fatto frate cappuccino con la professione dei voti a Conegliano nel 1649.

Il calendario di padre Sicari a Conegliano, sempre nella chiesa dei Santi Martino e Rosa e sempre alle ore 18, proseguirà nei sabati successivi:

SABATO 7 MARZO, Beati Zelia Guerin e Luigi Martin, genitori di Santa Teresa del Bambin Gesù
SABATO 14 MARZO, Beata Suor Enrichetta Alfieri, mamma e angelo nel carcere di San Vittore
SABATO 21 MARZO, Santa Teresa d’Avila, nel quinto centenario della nascita

Buona continuazione a tutti della santa Quaresima!

18.02.2015
18 FEBBRAIO
QUARESIMA 2015 CON IL BEATO MARCO

Nel tempo trascorso da Natale abbiamo fatto in questo sito come tre tappe. Abbiamo segnalato e ricordato tre date, e riflettuto:

1. sul beato Odorico da Pordenone (14 gennaio), perché causa che sta pure a cuore a più di uno di noi devoti del beato Marco; causa inoltre francescana, di rango internazionale come quella del nostro;
2. sulla Vita consacrata (2 febbraio), perché viviamo l’Anno voluto da Papa Francesco in cui apprezzare i fratelli e sorelle che hanno fatto oggi la stessa scelta di vita di padre Marco e ammirare la vocazione alla santità, alla quale religiosi e religiose sono chiamati con la professione dei voti (consigli evangelici);
3. sul Giorno del Ricordo (10 febbraio), per non dimenticare la tragedia degli esuli giuliani; per condividere i sentimenti di quanti hanno costruito Casa Betania a Pordenone che ha sempre condiviso la devozione al beato Marco e spalancato le sue braccia al nostro Comitato; per ricordare che il beato ci vuole impegnati a costruire ancora ponti di comunione fra i popoli in Europa e a scongiurare il ripetersi dei drammi della storia attraverso la preghiera di pace.

Non possiamo ora tralasciare un quarto momento che lo stesso beato Marco viveva con tanta intensità e insegna a valorizzare profondamente. È la Quaresima, il tempo sacro in cui coltivare una più grande confidenza con Dio Padre. A Lui Marco d’Aviano incoraggiava a ricorrere, perché “Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (Ez 33, 11). Ripetute erano le sue esortazioni al pentimento, rivolte alle folle delle città d’Europa, ma con una cura tutta particolare nel corso dei quaresimali, assegnatigli dall’obbedienza: mai una volta sola omise di predicarli, nella buona o cattiva salute, e anche quando era premuto dalle richieste dei grandi della terra che su di lui contavano per risolvere tante delicate questioni, in un tempo di pace minacciata o di guerra aperta e di palesi pericoli anche per l’identità culturale e religiosa del continente. Mai padre Marco tralasciò la preghiera, mai i doveri del suo stato di religioso e quelli assunti come predicatore. La sua fu una vita di penitenza: imitazione della passione di Cristo, digiuno, pianto sui peccati degli uomini.
I 23 anni della “vita pubblica” di padre Marco sono segnati da altrettante quaresime pubbliche: sui pulpiti di Veneto, Friuli, Trentino, Lombardia; di cattedrali o anche di chiese di piccoli e sperduti paesi. Fedele a una missione: il ritorno a Dio dell’uomo che sbaglia e che, se riconosce l’errore e mostra così di amare Dio, Lui è Padre di misericordia. Di qui la raccomandazione di padre Marco, valevole anche per noi oggi, dopo tre secoli: rivolgersi apertamente a Dio, con l’Atto di dolore perfetto, fatto cioè senza paura, correndo in braccio al padre buono del figliol prodigo. Padre Marco si fece in quattro perché tutti chiedessero e trovassero salvezza: è stata, questa, la sua forma di esercitare la carità, il suo modo di donare la vita al prossimo.
In un tempo diverso da quello di padre Marco, ma quanto mai bisognoso del favore di Dio (dove sta andando il mondo ? dove l’Europa? dove l’uomo?), possiamo imitare il nostro beato: per amore di Dio (con la preghiera e il pentimento) e per amore del prossimo (con le opere della carità). E diffondendo sempre bontà, pace e bene a tutti, pure esercitando l’arte difficile ma necessaria del perdono.

10.02.2015
Pensando ai drammi passati dell’Europa e invocando un protettore del continente
10 FEBBRAIO: IL “GIORNO DEL RICORDO” DI FOIBE ED ESULI
Nel Giorno del Ricordo, ricordiamo… Uno dei membri del Comitato ci invita a non dimenticare; non scordare un dramma della storia recente, quello dell’esodo dei fratelli istriani, fiumani e dalmati, cui la Repubblica Italiana rende ora omaggio, dopo tanti decenni di oblio, ogni 10 febbraio.
Lo facciamo volentieri perché il Beato Marco ha qualificato la sua vita cristiana proprio nell’impegno contro i drammi della storia. Questi si ripetono e coinvolgono interi popoli (forse che non lo dobbiamo pregare in questi momenti di pericoli per il mondo, di non pace persino in Europa, e di odio e terrore?). Ricordiamo il dramma dell’esilio dei giuliano-dalmati, e dei morti nelle foibe che lo innescò settant’anni fa alla fine della seconda mondiale, anche perché il Comitato ha trovato sede e accoglienza calorosa in una istituzione di Pordenone (Casa Betania) voluta e costruita da sacerdoti esuli dalle meravigliose isole del Quarnero (da Cherso e da Lussino).
Qui ci corre l’obbligo di salutare e ringraziare con affetto il presidente e anima della casa monsignor Cornelio Stefani che sempre ha sostenuto, con la concretezza che lo distingue, il movimento a favore del Beato Marco. A Casa Betania c’è una cappella, meglio una chiesa, alla quale in questi anni don Cornelio ha voluto dare il “volto” della memoria della tragedia del suo popolo esule. L’ha abbellita con le immagini d’arte dei martiri, da poco beatificati, delle foibe e dell’odio ideologico ed etnico che in Istria aveva preso il sopravvento. Parliamo del Beato don Francesco Bonifacio e del Beato don Miro Bulešić, uccisi in odio alla fede cristiana: il primo, pastore impegnato e pieno di fede, rapito sulla via del ritorno alla sua parrocchia e fatto sparire nel settembre 1946; il secondo, prete convinto sgozzato dopo la celebrazione delle cresime nella canonica di un confratello – era l’agosto 1947 – da provocatori vicini al nuovo regime instauratosi, il quale non sopportava l’opera dei preti, capaci di amare e farsi amare dalla gente. Un terzo quadro don Cornelio ha fatto dipingere – proprio in questi giorni – in onore del Venerabile (cioè sulla via della beatificazione) Egidio Bullesi: non un prete, ma un laico, giovane di 23 anni, tutto parrocchia e attività fra i giovani da portare progressivamente e con dolcezza alla pratica cristiana. Egidio visse prima dell’esodo (e morì di tisi nel 1929 nella sua città di Pola), ma esule fu poi l’intera sua famiglia italiana, che generò tre sacerdoti, due dei quali venuti nella diocesi di Concordia insieme ai genitori (questa famiglia il nostro Gianni Strasiotto ha tratteggiato in un volumetto uscito nel 2014). La causa del Venerabile Egidio la sentiamo “vicina” da anni perché seguita dai francescani (i frati minori del santuario di Barbana, Grado), ai quali Egidio fu sempre affezionato da buon terziario.
Ma c’è un ulteriore motivo per non tralasciare da queste “colonne” di fare ricordo del “Giorno del Ricordo”. Ed è la memoria bella che i 61 pellegrini conservano del viaggio organizzato dal nostro Comitato lo scorso 13 agosto, festa del Beato Marco, a Fiume, una città dalla quale dovettero venire via nel 1947 quasi tutti i suoi abitanti e che perciò potremmo definire “capitale” dell’esodo giuliano. Lì siamo andati con un’intenzione di pace e unione: del superamento delle divisioni prodotte dalla guerra e dall’odio (etnico, politico…) in nome del vangelo di Gesù che insegna l’amore tra i “figli di Dio” (tutti fratelli in Cristo!). Il nuovo corso, che chiama alla riconciliazione pure i gruppi nazionali presenti in Istria (croati, sloveni, italiani…), e gli italiani esuli con i c.d. “rimasti”, è dettato dalla nuova Europa che va nascendo ogni giorno, pur a volte con qualche passo indietro: di essa è ormai riconosciuto ambasciatore, e “patrono”, proprio il Beato Marco! Nella sua festa del 2014 lo abbiamo rievocato specialmente con i frati cappuccini del convento di Fiume. I partecipanti ricordano senz’altro l’omelia che, alla messa di quel giorno nella chiesa dedicata all’Immacolata di Lourdes, fece in croato e poi in un perfetto italiano il padre parroco. Si chiama padre Ivica Petanjak e giorni fa è stato nominato vescovo, e proprio delle isole di dov’è originario don Cornelio, fondatore di Casa Betania, e dove erano nati l’arcivescovo padre Antonio Vitale Bommarco e monsignor Domenico Corelli, pure innamorati della causa di Padre Marco: il primo, con l’aiuto dato a padre Venanzio nel coinvolgimento di tutta la Regione FVG nell’aspettativa della beatificazione (gli anni precedenti il Giubileo del 2000 furono intensi in tale senso); il secondo, mettendo a disposizione il periodico “Sacerdozio Regale”, da lui fondato a Pordenone, che tuttora ospita notizie e articoli sul Nostro. Ecco come la Provvidenza ricama: lo diceva sempre padre Venanzio. Le chiamava: “eleganze della Provvidenza”!
Dunque: ricordiamo oggi (10 febbraio) le tragedie del passato. E guardiamo avanti con speranza nel Signore della storia. Di questa storia, di pace e di amore, di comunione fra popoli, siamo protagonisti noi, che viviamo l’oggi dell’Europa, anche con l’umile lavoro in favore di un tessitore della pace nei momenti e sui palcoscenici più difficili della storia del continente: il Beato Marco D’EUROPA! Da pregare veramente sul serio con questa intenzione e con lo sguardo dilatato ad abbracciare un vasto orizzonte, che è proprio delle cose che il nostro comitato cerca di realizzare (vedasi ad esempio il cartoncino trilingue con preghiera al “promotore di unione fra i popoli d’Europa”, stampato in italiano/tedesco/sloveno!).
A CASA BETANIA PORDENONE (via Villanova 14): Messa per il “Giorno del Ricordo” sabato 14 febbraio 2015 alle ore 17.30. Nella cappella si possono vedere i nuovi dipinti descritti nei loro profondi significati nell’articolo qui sopra.
NEL SETTIMANALE CATTOLICO “IL POPOLO”, PORDENONE: una pagina sull’argomento, leggibile via internet, consultando il sito www.ilpopolopordenone.it
UN GRAZIE ALL’AMICO PITTORE ANDREA SUSANNA. Ha realizzato un dipinto con l’immagine del Beato Marco ambientata a Fiume/Rijeka. L’opera è stata realizzata, dopo il pellegrinaggio del 13 agosto 2014, per essere donata alla chiesa dei Frati Cappuccini di quella città, dove è presente una comunità di nostri connazionali.

02.02.2015
Ai margini della festa del 2 febbraio
LA GIORNATA E L’ANNO DELLA VITA CONSACRATA
La Chiesa sta celebrando, per volontà di papa Francesco, l’Anno della Vita Consacrata. E nel cuore di esso la Giornata che da quasi vent’anni è fissata per stringerci in un abbraccio di riconoscenza a religiosi e religiose è il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio.
Nel vangelo di questa festa abbiamo letto del vecchio Simeone che attendeva la manifestazione del Signore e intuì che il bambino che teneva in braccio era il Messia; e di Anna, vecchia di 84 anni, che stava nel tempio di Gerusalemme a servire il Signore notte e giorno, senza mai staccarsene. Il consacrato è proprio colui che sta con il Signore, e ci testimonia con la vita di preghiera e operosità per il Regno una particolare vicinanza a lui. E’ vocazione alla santità quella del religioso e della religiosa, della vergine consacrata, di coloro che hanno seguito Cristo povero, casto, umile. “Che meraviglia c’è che un frate si faccia santo”, ripeteva il nostro padre Venanzio, il quale ardeva di specchiarsi nella testimonianza di padre Marco cercando di imitarne le virtù, le quali sono state vagliate dalla Chiesa come eroiche anche quanto alla fedeltà ai tradizionali tre voti che distinguono i religiosi. Marco d’Aviano è beato perché modello anzitutto di vita consacrata, cioè di santità personale. L’anelito alla santità, che è di tutti i cristiani per il battesimo, è aspirazione anzitutto del consacrato. Non per nulla la maggior parte dei modelli proposti nel calendario della Chiesa sono proprio di religiosi. Il papa stesso, che alla vita consacrata come gesuita appartiene, ha efficacemente scritto nella lettera per l’Anno della Vita Consacrata (21 novembre 2014): “Cosa sarebbe la Chiesa senza san Benedetto e san Basilio, senza sant’Agostino e san Bernardo, senza san Francesco e san Domenico, senza sant’Ignazio di Loyola e santa Teresa d’Avila, senza sant’Angela Merici e san Vincenzo de’ Paoli? L’elenco si farebbe quasi infinito, fino a san Giovanni Bosco, alla beata Teresa di Calcutta”.
Apprezziamo dunque i religiosi (e preghiamo, perché ci stanno venendo meno: quanti paesi, per esempio, senza ormai la presenza delle suore!). E’ uno dei sentimenti che devono avere i veri devoti dei santi e anche quanti “sentono” la causa del Beato Marco, il quale scelse la via di San Francesco d’Assisi nella famiglia dei Cappuccini per farsi santo e acquisire così una corona che non appassisce. La santità è eternità nella condizione di lassù, salvi con il Signore e capaci di intercedere salvezza; ma, a ben pensare, è eternità anche nel ricordo di quaggiù. Non così è per i grandi del mondo, che nessun calendario festeggia senza salti di anni!
Auguri a consacrati e consacrate e buon Anno della Vita Consacrata, cioè di stima di quel che essa nella Chiesa è, a tutti noi! Il Comitato Beato Marco cercherà di fare onore a quest’Anno speciale continuando a visitare monasteri di clausura e case di religiose dove si prega “sul serio”. Già 50 circa sono i luoghi in cui siamo andati con la reliquia a pregare, e ultimamente con un’intenzione forte di pace, presentata a Dio per intercessione del nostro beato, per questo povero mondo. Esperienza bella di contatto nostro con la vita consacrata e delle suore soprattutto con noi promotori della causa. Dovunque accolti con gioia e dovunque noi fiduciosi, come padre Venanzio, che la preghiera delle anime consacrate è ascoltata da Dio.

14.01.2015

14 GENNAIO, FESTA DEL BEATO ODORICO DA PORDENONE
Un grande missionario francescano friulano. Come P. Marco

Oggi, 14 gennaio, il calendario delle diocesi del Friuli ci propone la festa del Beato Odorico da Pordenone. E’ una memoria che appartiene anche ai devoti del Beato Marco. Due frati di San Francesco, due missionari (Odorico in Estremo Oriente fino ad arrivare, ai suoi tempi!!, in Cina; Marco missionario apostolico in Europa), due taumaturghi (anche Odorico, di vita santa a Udine già prima di affrontare il suo straordinario, incredibile viaggio, fu un operatore di miracoli), due innamorati di Cristo fino al dono totale, disponibili anche al martirio. Infine, lo sottolineiamo, due friulani e due emblemi del Friuli, anche oltre l’ambito strettamente religioso, che danno un volto alla nostra terra che fu sempre generosa nel donare persone “tutte d’un pezzo”, portatrici di grandi valori, e che hanno fatto nobile questo lembo di terra proiettata in dimensioni internazionali. Per questo degni figli della Chiesa originata in Aquileia, Chiesa madre a vocazione missionaria, capace di amalgamare genti diverse.
La vita di Odorico, partito per l’Oriente nel 1318 dopo i natali a Villanova di Pordenone e la formazione francescana nel convento di Udine, è nota ai più. Essa fu coronata dal viaggio di ritorno in patria, intrapreso per obbedienza nell’intento di svegliare gli ardori della Chiesa di guadagno di anime a Cristo nella lontana, allora ignota, Cina. Appena rientrato a Udine, Odorico, che aveva appena dettato al Santo di Padova i suoi ricordi di viaggio, l’Itinerarium, morì sfinito dalle fatiche. Era il 14 gennaio 1331. E’ onorato oggi nella chiesa del Carmine del capoluogo friulano dove il suo corpo riposa in un’artistica arca, monumento insigne della fede e dell’arte della nostra terra. Padre Venanzio vi si recava ogni anno con i suoi collaboratori e condivise con l’arcivescovo padre Antonio Vitale Bommarco, frate minore conventuale, il desiderio di riprendere la causa di canonizzazione. Infatti Odorico meriterebbe, come il nostro Marco, il titolo di santo: e proprio per la vastità e anche attualità del suo apostolato aperto alle genti. Il Comitato per la causa del Beato Marco, che ha sede nella città natale di Odorico, condivide perciò la gioia di oggi e anche i propositi che animano i Frati Minori Conventuali (quelli del Santo di Padova) e la Commissione Beato Odorico, operativa da Pordenone, verso l’auspicata canonizzazione. I frati stessi, conosciuti come “di Sant’Antonio” (in verità anch’essi di San Francesco) contraccambiano a noi da sempre l’attesa per la canonizzazione del Beato Marco, che al Santo di Padova fu di casa e ci mandano i loro saluti. Anzi – è notizia di ieri – uno si loro, e proprio colui che si occupa del processo di Odorico, è stato scelto in questi giorni per approfondire la vita e il messaggio di Padre Marco tra i suoi confratelli della Basilica antoniana. Una sinergia, dunque. Meglio: un fraterno legame che si consolida, nella grata memoria anche del padre Bommarco che per la causa del nostro Marco tanto fece in adesione ai desideri di padre Venanzio. In definitiva una bella comunione che i due beati vivono insieme in Cielo e della quale ci mandano segnali qui in terra. A lode di Dio, sempre!

rong>novembre 2014
IL MESE DEI SANTI CON IL BEATO MARCO
Dopo la felice intitolazione al Beato Marco della corte del Palazzo della Provincia a Pordenone (21 ottobre, nella foto), il Comitato per la causa ha tenuto un’altra delle lezioni che esso promuove nelle Università della Terza Età: è toccato il 28 ottobre ai convinti allievi dell’UTE di San Vito al Tagliamento, già in passato educati dall’amico agiografo Ivan Trevisan, mancato prematuramente tre anni fa e qui molto ricordato.
Novembre è “mese dei santi” per definizione. Ecco il calendario degli appuntamenti previsti dal o con la partecipazione del Comitato.
16 novembre, domenica, a Grizzo di Montereale Valcellina, ore 11, Santa Messa parrocchiale celebrata da don Giorgio Florean, ricordo del Beato Marco e bacio della reliquia alla vigilia dell’anniversario della nascita.
Sempre il 16 novembre, a Udine, ore 17.30, Vespri della domenica cantati con le Suore della Provvidenza nella Casa Madre della congregazione fondata da San Luigi Scrosoppi, seguiti dalla liturgia d’intercessione al Beato Marco e dal bacio della reliquia. Alcune suore di questa comunità stanno con convinzione pregando il beato “per la pace” e l’incolumità dei cristiani perseguitati. “Oggi, se c’è un santo da pregare per la situazione del mondo – ha confidato la storica della congregazione – questo è proprio il Beato Marco!”
17 novembre, a Budoia, nel pomeriggio, catechesi ai cresimandi sul beato apostolo di pace e promotore di unione. Ricorre in questo giorno il “compleanno” di Padre Marco.
20 novembre, a Vittorio Veneto, ore 18, Vespri con le Suore Francescane di Cristo Re e liturgia d’intercessione al Beato Marco con bacio della reliquia.
23 novembre, domenica, a Pescincanna, dopo la messa solenne delle ore 10.30, intitolazione a mons. Umberto Marcuzzi, a due anni dalla morte, del Ricreatorio parrocchiale da lui edificato e scopertura di una stele commemorativa del compianto parroco. Il Comitato pure gli è riconoscente per la profonda saggezza con la quale lo guidò in fedeltà ai desideri di padre Venanzio, garantendogli di lavorare ancora per la causa di canonizzazione in aiuto all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
Nell’Ottavario dei Santi si è fatta visita a Barco di Pravisdomini (1°novembre) e Vigonovo (9 novembre) per la distribuzione ai fedeli, al termine delle celebrazioni eucaristiche, di immaginette di “tutti i Santi”. Il Comitato è grato ai parroci ospitanti e all’amico salesiano Silvano Gianduzzo.

settembre e ottobre 2014

BEATO MARCO DOPO LE FESTE DI AGOSTO
IL CARTONCINO TRILINGUE DIFFUSO PER LA VISITA “PER LA PACE”
DI PAPA FRANCESCO A REDIPUGLIA
LA VISITA DI 90 GORIZIANI ALLA TOMBA A VIENNA
LA PARTECIPATA INTITOLAZIONE DELLA CORTE
DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA A PORDENONE
Dopo l’intenso agosto della festa liturgica, più luoghi sono stati interessati da altri fervori al Beato Marco, accompagnati da importanti motivazioni.
Prezioso il cartoncino trilingue (italiano/tedesco/sloveno) stampato in seimila copie dal Comitato per la causa del nostro beato con la preghiera all'”apostolo di pace e promotore di unione”, una breve scheda biografica e l’immagine inedita della statua di lui, di inizio Novecento, esistente sull’altare di una chiesa di Gradisca d’Isonzo. E’ questa l’iniziativa con la quale ci si è voluti aggregare all’implorazione per la pace fatta il 13 settembre da papa Francesco a Redipuglia in visita all’Ordinariato Militare (il Comitato era presente insieme al “nostro” padre vescovo Flavio Roberto Carraro). Anche Padre Marco infatti riunì tre secoli fa gli eserciti nella preghiera di pace e arrivò a offrire perfino la sua vita per la liberazione dei fratelli assediati a Vienna. Significativa l’implorazione di allora di Padre Marco riportata nelle tre lingue nel frontespizio: “Allontana le genti che vogliono la guerra. Non amiamo altra cosa che la pace”. Il cartoncino, consegnato anche al card. Schonborn di Vienna e recapitato al segretario di Stato card. Parolin, presenti a Redipuglia, si sta diffondendo in diverse parrocchie delle città di Gorizia e Trieste, dell’Isontino e del Carso e nei santuari sul confine orientale d’Italia (Castelmonte, Monte Lussari, Monte Santo, Castagnavizza, Monte Grado, Monte Grisa), in cui le tre lingue sono o furono di casa, ed è giunto ai frati cappuccini, oltre che in Provincia Veneta, anche a Lubiana e Vienna. Qui è stato recato dai 90 pellegrini goriziani andati alla tomba del beato il 3 ottobre scorso, capeggiati da don Walter Milocco parroco di Lucinico e da don Maurizio Qualizza parroco di Gradisca e membro del Comitato: essi hanno così onorato pure il decennale della beatificazione dell’ultimo imperatore Carlo d’Austria, grande devoto di Padre Marco.
Frattanto si è tenuta a Pordenone il 21 ottobre la cerimonia d’intitolazione della quattrocentesca Corte Beato Marco d’Aviano presso il Palazzo della Provincia. Vi hanno preso parte circa duecento persone (fra esse fr. Giorgio De Luca): un importante riconoscimento pubblico, voluto dal presidente uscente Alessandro Ciriani, all’opera di preservazione della pace fatta dal Beato Marco, del quale è stata invocata l’intercessione sul mondo in questo particolare, difficile momento dal vicario generale mons. Basilio Danelon che ha benedetto l’indicazione a mosaico. Lo scoprimento è stato salutato dall’inno cantato dalla corale di Ghirano di Prata (Pn) dove sempre la Provincia di Pordenone, il 6 aprile scorso, aveva intitolato al Nostro, “ponte d’Europa”, i due ponti di Tremeacque alla confluenza dei fiumi Meduna e Livenza alla presenza di non meno di 500 persone. Distribuito alla Corte il nuovo opuscolo Beato Marco d’Aviano ovvero d’Europa curato per l’occasione dal Comitato e stampato dalla Provincia. Esposto inoltre un nuovo dipinto (opera di Andrea Susanna) destinato alla chiesa dei Cappuccini di Fiume/Rijeka: ciò nell’ambito del programma di dilatazione del culto che ha prodotto anche la traduzione della preghiera e vita del beato in varie lingue d’Europa (vedi in sito www.beatomarcodaviano.it). Ricordati infine dal Comitato i profondi legami fra Marco d’Aviano e la città di Pordenone, che è sede del lavoro che padre Venanzio avviò indomito.

IL PELLEGRINAGGIO DI QUASI CENTO GORIZIANI A VIENNA (dal 2 al 4 ottobre)

Soddisfazione in tutti i quasi cento amici dell’Isontino che si sono recati in pellegrinaggio a Vienna nelle giornate del 2-3-4 ottobre scorso su suggerimento dato dal nostro Comitato al capogruppo don Walter Milocco, parroco di Lucinico e della Madonnina a Gorizia. Apice del viaggio è stata la messa celebrata il 3 ottobre nella Kapuzinerkirche e la seguente benedizione con la reliquia del Beato Marco e suo bacio avvenute presso la cappella della tomba. Celebrante la messa e il particolare momento che l’ha conclusa è stato don Maurizio Qualizza, membro del Comitato e parroco di Gradisca d’Isonzo, da molti anni convinto della proposta del Beato Marco a Gorizia, ove il Nostro studiò, e a Gradisca, dove il cappuccino aveva amico il conte Francesco Ulrico della Torre, ambasciatore di Leopoldo I presso la Serenissima Repubblica (era lui a ottenergli i permessi a Roma per poter andare a Vienna dall’imperatore). Di casa imperiale si è parlato spesso durante questo pellegrinaggio, che ha voluto commemorare anche il decennale dalla beatificazione di Carlo I d’Austria, l’ultimo imperatore, che tanto aveva pregato, sofferto e fatto perché la Grande Guerra finisse al più presto. Questi fu assai devoto di Padre Marco. La beatificazione del sovrano seguì il 4 ottobre 2004 di un solo anno a quella del Nostro. Il ricordo è avvenuto nelle Kaisergruft sottostanti la chiesa dei Cappuccini e la tomba del Beato Marco, mausoleo degli Asburgo. I novanta pellegrini, provenienti anche da Cormons, hanno pure fatto visita, tra gli altri luoghi, alla Hofburg (il palazzo imperiale) e al colle del Kahlenberg, famoso nella liberazione di Vienna e luogo ove Marco d’Aviano pregò e si offrì vittima al Signore per la salvezza dell’Europa.

DISCORSO DI ZANNESE IN OCCASIONE DELLA INTITOLAZIONE DELLA CORTE DELLA PROVINCIA DI PORDENONE AL BEATO MARCO D’AVIANO

BEATO MARCO D’AVIANO

Cerimonia di intitolazione della corte del Palazzo della Provincia di Pordenone

Intervengo a nome del Comitato Padre Marco d’Aviano imprestando la voce al Presidente Gianni Strasiotto, qui presente ed al quale auguriano tutti un pronto ristabilimento.
Grazie Presidente Alessandro Ciriani per aver accolto l’invito di intitolare questa Corte al Beato Marco d’Aviano e per la stampa dell’opuscolo “Marco d’Europa”. ( le Vie o luoghi pubblici intitolate a Padre Marco in Comuni della Provincia sono finora 27, su 51 Comuni)
Grazie Presidente per aver voluto già il 6 aprile 2014 intitolare al Beato i ponti di Tremeacque di Ghirano di Prata: è qui presente il parroco mons. Romano Nardin assieme alla corale parrocchiale di Ghirano. Grazie a tutti i numerosi presenti intervenuti a questa significativa cerimonia. Un benvenuto particolare a mons. Basilio Danelon, delegato del Vescovo, ai Sacerdoti, ai rappresentanti dei Frati Minori, alla folta delegazione degli alpini guidata dal presidente provinciale Ana, Giovanni Gasparet, al pittore alpino Andrea Susanna per la sua nuova opera qui esposta e destinata alla chiesa dei Cappuccini di Fiume d’Istria ed all’amico Gianni Furlan, presidente dell’Associazione Panorama.

Il Friuli ha vissuto per secoli nel terrore delle invasioni turchesche; ha subito morte e devastazione: spaventosi i massacri provocati dalle scorrerie del 1477 e del 1499:
nella prima oltrepassarono il Livenza, uccidendo e distruggendo tutto quello che si presentava loro davanti;
nella seconda, dopo aver incendiato 132 villaggi friulani, sgozzarono in un solo giorno, in riva al Tagliamento in piena, oltre 10.000 giovani, uomini e donne, catturati per essere venduti come schiavi.
Nel 1683 il Gran Sultano Maometto IV vuol conquistare il Sacro Romano Impero: scrive al Papa che distruggerà Roma, salvando solo la Basilica di San Pistro per fare la stalla dei suoi cavalli. Il Gran Visisr Kara Mustafa ( pazzo sanguinario tagliagole, poi fatto strangolare dal Sultano) inizia l’avanzata verso Vienna forte di 200 mila uomini – 150.000 i combattenti in gran parte Turchi Ottomanni-. Brucia città e paesi, massacra oltre 40 mila cristiani ed assedia la città, rimasta con soli 10 mila armati.

Non sapeva però di dover fare i conti con la lungimiranza di Padre Marco che riesce a mettere la pace tra i comandanti della Lega Santa accorsa per difendere Vienna dall’assedio (Polacchi, Lituani, Truppe della Repubblica di Venezia, Truppe di Baviera, Truppe dell’Impero austro -ungarico, Sassoni ed anche il giovane Eugenio di Savoia: 56.000 uomini). Il comando viene affidato al Re di Polonia, Giovanni Sobiescki. Ricordo che l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Leopoldo I, era a Linz e voleva arrivare a Vienna, ma Padre Marco gli ha impedito di giungere prima della battaglia, altrimenti avrebbero dovuto dare a lui il comando.

Padre Marco infonde fiducia ai soldati, celebra per loro ed invoca il Signore che ascolta l’intensa preghiera dell’umile cappuccino: il 12 settembre 1683 Vienna è liberata, i turchi subiscono la loro più grande disfatta.
Ai 56.000 della Lega si unirono 9.000 cittadini volontari ed i 10.000 assediati viennesi: morti cristiani circa 2.000 con 2.500 feriti; morti ottomanni circa 15.000.
Certamente se cadeva Vienna , cadeva tutta l’Europa.

La figura del Beato Marco (uomo di preghiera, taumaturgo, umile cappuccino, mosso dalla più alte idealità cristiane) cara a molti fedeli ma da troppo tempo dimenticata dalla storia, riemerge in questo periodo preoccupante che stiamo attraversando.
E’ di qualche giorno fa un fotomontaggio, diffuso da un nuovo califfato, con la bandiera nera che sventola sopra la cupola di S. Pietro. Il fanatismo del califfato ci porta ogni giorno massacri di cristiani che non voglio convertirsi: un vero genocidio per odio alla fede.
Difenderci con le armi è un nostro diritto; è un nostro dovere, ma chiediamo anche al Beato di casa nostra di intercedere per levare queste angoscie.

INTITOLAZIONE DELLA CORTE DELLA SEDE DELLA PROVINCIA DI PORDENONE AL BEATO MARCO D’AVIANO
Cerimonia di intitolazione MARTEDI’ 21 ottobre 2014 alle ore 16.30

Cari Amici del Comitato,
oltre un anno orsono mi recavo dal presidente dell’Amministrazione Provinciale, qui a Pordenone, con
l’amico Piergiorgio Zannese, attivo membro del nostro Comitato e che è stato a lungo consigliere provinciale
fin dalle origini dell’Ente nel 1968.
Il dottor Alessandro Ciriani manifestava una volta di più il suo interesse per la figura di Padre Marco, riconosciuto
come una personalità che proietta questo territorio in una dimensione internazionale ed evoca eventi
che sono consolidate pagine della storia dell’Europa e anche scenari e problematiche di viva attualità. Non potevo
allora prevedere che egli di lì a poco decidesse, con la sua Giunta, di riservare al Beato Marco il titolo
della Corte dell’antico palazzo che è sede della Provincia di Pordenone da quasi dieci anni. Si tratta di uno
spazio molto bello e anche di indubbio prestigio.
La delibera d’intitolazione attendeva di essere suggellata con la cerimonia di scopertura della tabella indicativa.
Poiché le pertinenze del palazzo sono soggette a un lavoro di manutenzione e ripavimentazione che
non si è ancora concluso, c’è stata qualche incertezza circa la data (dapprima prevista per il 12 settembre). Finalmente
essa è stata fissata per martedì 21 ottobre prossimo alle ore 16.30, come da invito che ci è giunto
via computer oggi, 14 ottobre, dagli Uffici dell’Amministrazione Provinciale e che con tutta sollecitudine Vi
trasmetto, obbligato a farlo via mail dalle ristrettezze dei tempi.
Soprattutto quanti di noi vivono in provincia di Pordenone si faranno premura di essere possibilmente presenti
alla breve ma significativa cerimonia, che il presidente Ciriani ha voluto a conclusione (il 26 ottobre
2014) del mandato suo e della sua giunta e quando il governo dell’Ente Provincia di Pordenone – fra i primi in
Italia e primo in questa regione autonoma – sta per subire una profonda modificazione.
Siamo grati, come Comitato, al presidente Alessandro Ciriani della sua forte volontà d’intitolare al Beato
Marco questo “cuore” del Palazzo Pera Sbrojavacca. Grati inoltre ai “nostri” mons. Romano Nardin e don
Brunone De Toffol. Don Romano ha trovato ancora entusiasmi nella sua Ghirano di Prata dopo che il 6 aprile
scorso – per adesione e deliberazione ancora del presidente Ciriani – si erano intitolati al Beato Marco i due
ponti di Tremeacque con una cerimonia indimenticabile patrocinata dalla Provincia di Pordenone: quasi a collegare
i due eventi, di allora e di oggi, saranno i cantori di Ghirano a eseguire l’inno al beato nella Corte Beato
Marco d’Aviano di Pordenone. Don Brunone va invece ringraziato perché sarà presente in essa con un gruppo
dei suoi del Soligo pellegrini quel giorno a Udine e Pordenone nel nome dei beati del Friuli.
Grazie poi al pittore Andrea Susanna che esporrà una nuova sua opera in onore del nostro beato, destinata
alla chiesa dei Cappuccini di Fiume / Rijeka dove il Comitato si è portato due mesi fa vivendo una delle esperienze
più significative del suo programma volto a dilatare oltre i confini la figura del Nostro, condizione irrinunciabile
per sperare nella sua canonizzazione, che è l’obiettivo che ci siamo dati in adesione alla causa promossa
dai sempre cari Frati Cappuccini.
Grazie ancora all’Associazione Panorama di Pordenone che desidera sviluppare una collaborazione con il
nostro Comitato e presenzia perciò alla cerimonia. Questa sarà coronata dall’omaggio di un nuovo opuscolo
curato dal Comitato sul Beato Marco “d’Europa” che, in linea con i valori di questa intitolazione, la Provincia
di Pordenone generosamente stampa per l’occasione.
Vi ricordo di visitare il sito del Comitato per avere le notizie della nostra divulgazione: dopo il calendario
di agosto e i significati per noi della visita del Papa a Redipuglia, vorremmo riprendere in questo autunno le
lezioni alle UTE e anche la promozione nelle case di religiose della preghiera d’intercessione (significative le
traduzioni di quest’ultima che stiamo attuando in ulteriori lingue dell’Europa: croato, sloveno, portoghese, polacco,
e … friulano e latino!!). Guardate pure la pagina facebook Padre Marco d’Aviano, curata anch’essa da
Rita Bressa. Sono strumenti che ci tengono uniti nell’attesa di incontrarci.
Cordialmente Vostro e chiedendoVi il gesto di amicizia di una preghiera per me in questo momento
14 ottobre 2014 Gianni Strasiotto

Il cappuccino, modello dei cappellani militari: “Allontana le genti che vogliono la guerra. Non amiamo altra cosa che la pace”
ANCHE IL BEATO MARCO RIUNI’ GLI ESERCITI NELLA PREGHIERA DI PACE
Nell’anniversario della liberazione di Vienna del 1683 (12 settembre), pensando a Redipuglia con papa Francesco

“Allontana le genti che vogliono la guerra. Da parte nostra lo sai: non amiamo altra cosa che la pace, pace con Te, con noi e con il nostro prossimo”. Quest’accorata preghiera a Dio non è l’anticipazione di qualche giornale ben informato di ciò che papa Francesco dirà e di come pregherà e inviterà a pregare le forze armate e i tanti che gremiranno il sacrario di Redipuglia questo sabato. Potrebbe però somigliare ai sentimenti e preoccupazione che lo muovono, e all’invocazione che rivolgerà durante la “messa per la pace” alla presenza silente ma ammonitrice anche dei centomila e più caduti della prima guerra mondiale che soprattutto sul Carso, un secolo fa, fu l’“inutile strage” di tante giovani vite.
Il passo appartiene alla preghiera elevata in un precedente, drammatico frangente della storia – l’assedio degli Ottomani alla città di Vienna – dal Beato Marco d’Aviano. Il cappuccino, di fronte al pericolo che correvano il continente e la cristianità, arrivò a offrire la vita in cambio del dono di vittoria, cioè di salvezza: “Se la mia morte può essere utile – egli continuò a pregare – oggi, mio Dio, la offro a Te”.
Era il 12 settembre 1683 di buon mattino sul Kahlenberg, al termine di un’altra messa, servita al frate taumaturgo e diplomatico dal re polacco Jan Sobieski: una data entrata nella storia e anche nel calendario della Chiesa che celebra in tale giorno, in ringraziamento, per volontà del pontefice di quel tempo, il Beato Innocenzo XI, la memoria del Santo Nome di Maria. Quel nome, e quello di Gesù, Padre Marco aveva intensamente fatto invocare all’esercito della coalizione voluta dal papa in persona: l’8 settembre il religioso non aveva esitato a fermare la marcia delle armate – divise, inferiori di molto per numero e mezzi, in forte ritardo mentre la città stava per cedere – e raccogliere i soldati sulla piana di Tulln per un’intera giornata di preghiera, incoraggiando non a offendere ma a fermare il nemico della pace non altrimenti riducibile nei suoi propositi di strage distruttiva.
“Fermare, non bombardare”, ha ribadito il Santo Padre – fedele alla dottrina cattolica sulla legittima difesa – in questi giorni di tristissimi scenari che, per esempio, mettono a repentaglio, in Iraq, l’incolumità degli inermi cristiani. La storia, pur nella grande diversità dei contesti e delle modalità, si ripete. Ricordate l’appello a “intervenire” per salvare migliaia di vite lanciato da Giovanni Paolo II durante l’assedio di Sarajevo, giusto vent’anni fa? Egli avvertiva “l’impotenza della sua voce che grida a tutti il dovere di ristabilire la pace; poiché sembra che gli uomini non possano e non vogliano saperne… chiama tutti i credenti a farsi solidali con lui per impetrarla dal cielo” (L’Osservatore Romano, per la giornata di preghiera del 23 gennaio 1994).
Ora papa Francesco – postosi già sulla scia del suo predecessore santo come di altri banditori della pace lungo i secoli, molto determinati e coraggiosi (ricordiamo il suo invito di un anno fa, 7 settembre 2013, agli uomini di buona volontà a un’invocazione corale di pace per la Siria) – riunisce noi, l’indomani della festa del Nome di Maria evocatrice di quella preghiera del Beato Marco, in questa regione di confini abbattuti dopo l’altra grande tragedia della seconda guerra mondiale e dei suoi traumatici postumi (per esempio l’esodo degli istriani con il dramma delle foibe): perché pregare per la pace non è perdere tempo (è Padre Marco a insegnarlo), ma la vera “arma” quando gli uomini si fanno più sordi e in pratica suicidi.
Una sottolineatura: vivremo a Redipuglia tale solenne esortazione insieme ai rappresentanti dei popoli dei tre ceppi linguistici dell’Europa che lì si incontrano (latino, slavo, tedesco). La loro unità e libertà venne affidata da papa Wojtyla il giorno della beatificazione al patrocinio proprio del Nostro: “Il Beato Marco d’Aviano protegga l’Europa… (Egli) ricorda che la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane”.
E’ l’unione dell’Europa ad averne preservato la pace: idea intuita e portata avanti da cristiani, resa concreta in questa terra (pensiamo a Gorizia, fino a pochi anni fa città divisa in due da sbarre e filo spinato; e a Trieste, a lungo in bilico e poi stretta ed emarginata causa il confine); idea che pure preghiamo non conosca arresti o peggio arretramenti, continui a improntare le politiche dei nostri governi, sia esportata in altre parti del mondo, assai problematiche – come vediamo – perché prive della capacità di popoli e stati di dialogare e vivere insieme in pace.
Un ruolo strategico è affidato in quest’opera decisiva agli “uomini in divisa”, militari degli eserciti delle nazioni democratiche impegnati non a fare di mestiere la guerra ma a sconfiggerla nelle zone calde del pianeta; uomini che Padre Marco a Vienna, e poi anche sotto Buda e Belgrado (1686 e 1688), ebbe il particolare carisma di infiammare per la pace.
Egli continua “a offrire ai cappellani militari un eloquente modello ascetico al quale ispirarsi” oltre “a rendere più intimo il legame che unisce le Chiese d’Italia nord-orientale con quelle dell’Europa centrale”. Lo scrive, in una bella lettera a Paolo VI del 7 luglio 1978, il cardinale Albino Luciani che un mese più tardi sarebbe divenuto papa Giovanni Paolo I. Un pensiero “incarnato” dalla grande assemblea che papa Francesco presiede a Redipuglia: di cappellani e militari e di vescovi, preti e fedeli “delle Chiese d’Italia nord-orientale e dell’Europa centrale”, compresi gli austriaci (card. Schonborn in testa), cent’anni fa nemici, ora grandi amici del nostro Paese. E’ dal mausoleo della loro storia, la Kapuzinerkirche delle tombe imperiali di Vienna, che il Beato Marco, “salvatore dell’Europa” (card. Sodano, 6 agosto 1999), veglia e impetra per il mondo: perché – come quel 12 settembre, quando non fu utopia – siano “accomodate le differenze in soavissime unisonanze di pace” (Cosmo da Castelfranco, Vita del reverendo P. Marco Christofori d’Aviano, 1709, lib. III, cap. VIII).
Walter Arzaretti

CELEBRATA ANCHE NEL BENIN LA FESTA DEL BEATO MARCO
Padre Marco e Padre Flavio ci hanno scritto dal Benin

Com’è andata la festa del beato Marco d’Aviano?
Qui in Benin lo abbiamo celebrato questa mattina insieme alle clarisse cappuccine nella nuova chiesa, consacrata due giorni fa dall’arcivescovo di Cotonou e alla presenza di un altro vescovo e di padre Flavio.
Lo abbiamo celebrato con i testi in francese, che sono stati tradotti da una brava suora beninese. Abbiamo recitato l’atto di contrizione perfetto e anche la preghiera di intercessione. Alla fine abbiamo fatto una bella foto – che ti allego – con tutte le suore e p. Flavio e la scritta: bienheureux Marc d’Aviano, prie pour nous (Beato Marco d’Aviano, prega per noi). Questa sera in refettorio è stata letta la biografia del beato Marco
d’Aviano che abbiamo scaricato dal sito e le suore sono state molto contente e ammirate di questa bella figura. Ti salutiamo caramente con un abbraccio fraterno e l’assicurazione
della nostra preghiera per la la tua salute e la tua famiglia.
+ P. Flavio e don Marco
benin1

13 agosto: Festa internazionale quest’anno per il Beato Marco

Festa internazionale per il Beato Marco. Grazie all’opera di dilatazione del culto promossa dal Comitato per la causa, la memoria del cappuccino d’Europa è stata celebrata il 13 agosto in luoghi anche impensabili. Come il Benin, nell’Africa equatoriale, dove si trova in visita il vescovo padre Flavio Roberto Carraro, presidente onorario del Comitato (vedi foto pervenuta); e come il Burundi, ancora nel continente nero, dove da due anni è giunta una scultura del beato, confezionata in Valcellina su commissione dello stesso comitato. Nella missione saveriana di Kamenge, nei pressi della capitale Bujumbura, che ha “adottato” il Beato Marco, si è portato in questi giorni monsignor Romano Nardin, membro del Comitato.
Il quale comitato ha celebrato quest’anno la festa di Marco “d’Europa” in Croazia, raggiungendo i frati cappuccini e la comunità degli italiani di Fiume / Rijeka. La fraterna accoglienza del gruppo nella città quarnerina si è manifestata nella messa solenne bilingue cantata dal Coro Fedeli Fiumani di lingua italiana nella chiesa dei Cappuccini dove sostò San Leopoldo, grande devoto di padre Marco, e ove visse per sedici anni il padre Odorico da Pordenone, parroco a Fiume dal 1932 al 1948. Suggello della giornata, che ha ribadito gli intenti del Comitato di sottolineare il valore dell’unione fra i popoli come peculiare motivo per cui perseguire la causa di canonizzazione, è stato il dono alla chiesa di una reliquia del nostro beato. Fortemente emozionati gli italiani di Fiume presenti al rito. Visitate in giornata dai 61 pellegrini anche il santuario mariano di Tersatto (ove è stato letto il transito del Beato Marco), la baia di Buccari di dannunziana memoria e la cattedrale della città in cui fu primo vescovo monsignor Celso Costantini.

AGOSTO 2014

13 agosto: memoria del beato cappuccino in tutta la diocesi e oltre
SETTIMANA DEL BEATO MARCO – Agosto 2014
Coinvolti luoghi turistici, ospedali, santuari, parrocchie, suore nel Nordest, i frati croati

Sabato 9 agosto
Albarella (dioc. Chioggia), chiesa parrocchiale: memoria del beato alla messa prefestiva celebrata dal parroco, ore 19 (bacio della reliquia; diffusione tra i turisti a cura del Comitato)

Domenica 10 agosto
Caorle (Ve), chiesa della Colonia marina dell’ODA di Vittorio Veneto: messa festiva celebrata da monsignor Rino Damo e ricordo del beato ai fedeli turisti, ore 9 (diffusione a cura del Comitato)
Porto Santa Margherita di Caorle (Ve), chiesa della Croce Gloriosa e di San Giovanni XXIII: ricordo del beato alla messa festiva, ore 11 (diffusione ai turisti a cura del Comitato)
Pordenone, chiesa del Cristo: messa festiva concelebrata da monsignor Otello Quaia, presente il Comitato, ore 20.30 (bacio della reliquia e canto dell’inno, nel luogo ove lavorò padre Venanzio per la riscoperta di Padre Marco e la beatificazione)

* Diffusione del santino-pieghevole con le preghiere mariane del Beato Padre Marco alle feste quinquennali del Gran Perdon di Pravisdomini (Pn) e nell’ospedale di Pordenone

Mercoledì 13 agosto – memoria liturgica del Beato Marco
Fiume/Rijeka, incontro del Comitato per la Causa di Canonizzazione con i Cappuccini di Croazia. Chiesa dell’Immacolata, ore 19: messa concelebrata bilingue della memoria presieduta dal Ministro provinciale di Croazia. In mattinata: pellegrinaggio del Comitato al santuario mariano di Tersatto (lettura del Transito del beato); nel pomeriggio: visite della città e dintorni
Villotta d’Aviano (Pn), chiesa parrocchiale: santa messa presieduta da monsignor Giancarlo Stival; canti del Coro “La Betulla”, ore 20.30; quindi processione al capitello e, al termine, esibizione sul sagrato della chiesa di un gruppo di danzerini dalla Croazia (a cura della parrocchia)

*La messa propria del beato è celebrata nelle chiese delle diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, nelle chiese di Cappuccini e in una cinquantina di monasteri e case religiose femminili sparse nel Nord Est
*La messa per la festa del beato è concelebrata da monsignor Romano Nardin, membro del Comitato, nella missione di Kamenge (Burundi), in una chiesa della quale è esposta una scultura del Beato Marco

Giovedì 14 agosto
Sacile (dioc. Vittorio Veneto), chiesa dell’Ospedale: messa celebrata da don Ezio Segat con don Terziano Cattaruzza, ore 17 (preghiera per gli ammalati e bacio della reliquia del beato)

*Vienna, Kapuzinerkirche, messa solenne cantata in onore del beato, ore 16
*La festa è solennizzata pure nella chiesa dei Cappuccini di Budapest, chiesa degli italiani della capitale ungherese

Venerdì 15 agosto – solennità dell’Assunzione della B. V. Maria
Cimpello di Fiume Veneto (Pn): messa parrocchiale celebrata da don Terziano Cattaruzza con ricordo della devozione mariana del Beato Marco, ore 9.30 (diffusione a cura del Comitato)

Domenica 17 agosto
Malnisio (Pn), chiesa parrocchiale: messa festiva celebrata dal parroco don Giorgio Florean; discorso sul beato, bacio della reliquia e diffusione a cura del Comitato, ore 10
Coltura di Polcenigo (Pn), santuario della Santissima Trinità: ricordo del beato alla messa festiva e bacio della reliquia, ore 18 (diffusione a cura del Comitato)

°°°° °°°° °°°° °°°°
VENERDÌ 12 SETTEMBRE, ore 17.30
Pordenone, Palazzo della Provincia (corso Garibaldi): nell’anniversario della liberazione di Vienna, cerimonia per l’intitolazione al Beato Marco della Corte interna del Palazzo

SEMPRE PIU’ MARCO “D’EUROPA”

Fervoroso lavoro sul territorio del Comitato per la causa

Il Comitato per la causa del Beato Marco, con sede in Casa Betania a Pordenone, prosegue l’opera volta a espandere sul territorio la conoscenza e il culto al santo frate cappuccino: tale dilatazione costituisce la finalità-principe che il Comitato si è dato.
In questo senso una delle strade da privilegiare è il coinvolgimento delle Università della Terza Età che riuniscono persone di solito motivate a temi di storia e di spiritualità.
Auspice il presidente Gianni Strasiotto, sono state visitate dal Comitato, di recente, le UTE di Porcia (17 gennaio), di San Stino di Livenza (5 febbraio) e di Portogruaro (21 febbraio). Quella di Fiume Veneto – Piergiorgio Zannese in testa – aveva dedicato una lezione di monsignor Stival sul beato ancora l’8 ottobre dello scorso anno, viaggiando otto giorni dopo per la Pedemontana avianese con soste nell’amena Castello e quindi alla chiesa di Villotta e al santuario della Madonna del Monte. Analogo giro per gli anziani di Pravisdomini il 15 maggio visitando (una cinquantina i partecipanti) ancora le tre chiese di Castello (Santa Maria dentro le mura dell’antico maniero, l’affrescata Santa Giuliana al cimitero e la ridente San Gregorio presso Villa Policreti), sostando al monumento eretto da don Terziano Cattaruzza accanto alla chiesa di Villotta e salendo al santuario sopra Aviano, qui bene accolti da monsignor Sergio Moretto. Altro percorso hanno seguito il 1° maggio venti cicloturisti dell’Associazione “A ruota libera” che hanno pedalato in onore di Padre Marco fra campi e strade secondarie, ma piene di fascino primaverile, da Roraigrande a Budoia, facendo poi tappa prolungata a Castello e quindi alla chiesa di Santa Lucia sul colle, passando per Polcenigo e soffermandosi nella località Santissima a contemplare le sorgenti del Livenza e il santuario omonimo.
In tutte le sedi si è scelto di focalizzare il discorso sul contributo essenziale dato dal Nostro alla liberazione dell’Europa, e di Vienna in particolare: così è avvenuto a cura di Strasiotto sia a San Stino che a Portogruaro, dove Walter Arzaretti ha premesso alcune note sulla vita santa e sulla causa storica del beato. A Porcia ha invece condotto il discorso in un significativo parallelo Beato Marco/Beato Odorico da Pordenone. Anche le soste nel sito di Castello d’Aviano, già oggetto delle rovinose incursioni turchesche di fine Quattrocento, hanno permesso di richiamare ai visitatori l’opera in difesa della pace svolta un secolo e mezzo più tardi dal nostro frate cappuccino. Taumaturgo del suo tempo, egli va opportunamente proposto all’invocazione di quanti vivono la difficoltà fisica e alla preghiera dei loro cari: un segno in tale direzione viene dalla recente iniziativa del cappellano del CRO di intitolare al Beato Marco la cappella del Centro di Riferimento Oncologico. Qui, e anche alla Madonna del Monte, si possono trovare opuscoli e santini con preghiera.
Anche in ambiti parrocchiali il Comitato è lieto di attivarsi: registriamo la lezione a una classe di catechismo di Casarsa il 19 febbraio (ne seguirà una ai cresimandi di Budoia); la conferenza serale del 25 marzo a Ghirano di Prata che ha preparato la solenne, indimenticabile (500 le persone presenti) intitolazione al Beato Marco, “ponte d’Europa”, dei due ponti di Tremeacque sul Meduna e il Livenza del 6 aprile; e la visita ai luoghi natii dell’Avianese del 29 giugno di un’ottantina di fedeli delle tre parrocchie del comune di Pravisdomini guidati da don Ugo Samaritani e monsignor Giacomo Tesolin, con la messa alla Madonna del Monte e il percorso seguito nel pomeriggio a Castello-Villotta-duomo. Fuori diocesi vanno annotate le tradizionali celebrazioni, del 17 giugno dai frati a Conegliano e indi a Chioggia, per l’anniversario di padre Venanzio (divenute oramai messe del Beato Marco per le città della sua professione religiosa e sacerdozio); è prossimo il pellegrinaggio del 3-4-5 ottobre alla tomba del Beato Marco a Vienna promosso a Gorizia, città degli studi giovanili del Nostro, legata per secoli all’Impero asburgico che ebbe per ultimo sovrano il devoto al nostro cappuccino Carlo d’Austria, beatificato dieci anni fa.
Iniziativa che si potrebbe dire “missionaria” è stata quella che ha visto il Comitato attivo durante la straordinaria Adunata Nazionale degli Alpini a Pordenone nelle giornate 9/11 maggio: un “punto di proposta” dei santi locali, allestito al di fuori della chiesa del Beato Odorico, è stato occasione per “mostrare” il Beato Padre Marco. A quanti passavano, e sono stati tanti, tantissimi (venivano anche fermati per strada dai volontari, trasformatisi in autentici missionari), è stato offerto un santino od opuscolo, permettendo al Nostro – come ai pure nostri Beato Odorico e venerabili Serafina ed Egidio – di farsi conoscere a persone di ogni dove. Una mostra di immaginette dei santi conterranei, allestita dal salesiano Silvano Gianduzzo, ha arricchito la proposta attraverso la quale Pordenone si è fatta notare quale comunità di fede generatrice di santità.
W. A.

Contatti con i Cappuccini d’Europa. Il pellegrinaggio annuale del Comitato

LA DIFFUSIONE DELLA PREGHIERA D’INTERCESSIONE
PASSA ANCHE ATTRAVERSO LA RETE

Il Comitato per la causa del Beato Padre Marco sta operando sul territorio, ma sta pure attuando il suo programma di dilatazione del culto nelle dimensioni e latitudini proprie di un personaggio senza e sopra i confini.
Prima direzione seguita è quella della giornata della festa annuale del beato trascorsa incontrando i frati cappuccini delle province religiose e nazioni legate al culto a Marco “d’Europa”. Nel 2013, oltre alla tregiorni a Vienna nel decennale della beatificazione (26-28 aprile), il 13 agosto ha visto la trasferta del Comitato (e amici) ancora in Austria, a Klagenfurt, dove è stato organizzato un vero e proprio raduno con frati austriaci, sloveni, polacchi, ungheresi volto alla consegna e diffusione della preghiera d’intercessione approvata allora dal cardinale Schonborn.
Sulla stessa linea ideale si pone il pellegrinaggio (60 partecipanti) di questo 13 agosto a Fiume/Rijeka: qui vengono raggiunti e coinvolti i Cappuccini di Croazia, legati a Padre Marco attraverso il suo grande devoto e diffusore San Leopoldo Mandic che era, come noto, di madre lingua croata (oriundo da Castelnuovo di Cattaro, in Montenegro) ed era vissuto anche nel convento fiumano. Della grande chiesa a questo annessa, intitolata all’Immacolata e caratteristica per la sua colorata, ricca facciata e per la monumentale scalea di accesso, era stato parroco per sedici anni (1932-1948) padre Odorico da Pordenone (al secolo Pietro Rosin, nato a San Quirino). A Fiume, città sul golfo del Quarnero già appartenuta all’Italia (1920-1947) e della quale fu primo vescovo il pure nostro monsignor Celso Costantini, la giornata sarà intensa e varia e comprenderà la sosta di preghiera al santuario mariano di Tersatto, antesignano di quello della Santa Casa di Loreto. La messa conclusiva nella predetta chiesa dei Cappuccini, presieduta dal loro ministro provinciale, sarà il bilingue vertice della comunione europea nel nome del Beato Marco che il Comitato si propone di costruire usando (seconda direzione) anche la rete.
Nel sito del Comitato – www.beatomarcodaviano.it – si può trovare la preghiera d’intercessione nelle traduzioni promosse in varie lingue (iniziativa importantissima per la dilatazione del culto). Tra queste lingue, particolari sono: il kirundi parlato nel Burundi ove il maniaghese padre Ernesto Tomé ha aperto la strada alla conoscenza e preghiera al beato, favorita dalla scultura di Marcello Martini inviata nel 2012 alla missione saveriana di Kamenge (lì non meno di cinquemila fedeli frequentano la messa festiva nelle varie cappelle e lì celebrerà quest’anno la festa del beato, a nome del Comitato, mons. Romano Nardin parroco di Ghirano di Prata); e l’esperanto usato nei circuiti internazionali degli esperti e appassionati di questa lingua comune del mondo (traduzione fortemente voluta dal presidente Strasiotto e favorita dal fondatore dell’Unione Internazionale Cattolica Esperantista Antonio De Salvo). Le varie versioni della preghiera sono accompagnate da note biografiche, naturalmente in tedesco, poi in inglese, francese, spagnolo e ora pure in croato, sloveno, ungherese, polacco, ceco, slovacco.
Questa diffusione ad ampio raggio della conoscenza, e in particolare della preghiera – sia nella forma dell’incontro e scambio personale e comunitario (pellegrinaggi e gemellaggi con i frati d’Europa) sia veicolando santini e opuscoli (piaciuti e richiesti, per fare un esempio recente, dall’Ufficio Catechistico diocesano di Vicenza per i cinquecento partecipanti al convegno catechistico del prossimo settembre) sia con i contatti rete (possibili anche a mezzo della pagina facebook “Padre Marco d’Aviano” curata da Rita Bressa) – vuole alimentare la speranza di una canonizzazione possibile del Beato Marco. Speranza affidata già da padre Venanzio ai monasteri e alle suore di alcune grosse comunità religiose del Nord Est che, ricontattate dal Comitato, celebreranno quest’anno la messa della memoria del beato, intessendo così una sorta di “rete” spirituale. Speranza che l’operosità e fantasia del Comitato vuole supportare stimolando la fede dei devoti sparsi ovunque: e ciò sul solco dell’indomito lavoro itinerante di padre Venanzio. In linea con questo si pone il programma, qui pubblicato, della “Settimana” promossa, come ogni agosto, in varie località, pure di turismo estivo. Ancora guardando oltre!
Walter Arzaretti

Finora 54 intitolazioni di vie e luoghi pubblici

IL NOME DEL BEATO

Il Comitato ha tra i suoi principali obiettivi la promozione dell’inserimento nella toponomastica di vari comuni di una via o spazio pubblico intitolati a Marco d’Aviano. Questa irradiazione del suo nome si deve all’iniziativa ancora di padre Venanzio, il quale scrisse a molti sindaci del nostro e di altri territori, e alle sollecitazioni seguite fino al presente, nelle singole comunità, da membri e da amici del Comitato. Attualmente si contano 54 intitolazioni conosciute (alcune anche fuori del Triveneto) che sono occasione di celebrazione, religiosa e civile, che tanto bene fa pure all’espansione del culto e quindi alla causa di canonizzazione.
I due prossimi appuntamenti al riguardo costituiscono come una coda alla “settimana” agostana del Beato Marco. Nella Valcellina tanto sensibile al Nostro, il comune di Claut ha deliberato di intitolargli l’area restrostante la chiesa del paese: cerimonia domenica 24 agosto dopo la messa parrocchiale delle ore 11. Importante la decisione del presidente della Provincia Alessandro Ciriani e della sua giunta di perpetuare il ricordo del Beato Marco, grandiosa figura fra quelle originarie del Friuli Occidentale, dedicandogli la Corte interna del Palazzo Pera Sbrojavacca, sede della Provincia di Pordenone. Il Comitato gliene è grato. La cerimonia, con la scopertura di una targa mosaicata, è in calendario alle ore 17.30 di venerdì 12 settembre: data significativa perché anniversaria di quella insperabile liberazione di Vienna per avere ottenuto la quale Padre Marco è passato alla storia, non solo nella nostra terra.

6.05.2014
ADUNATA ALPINI
UN PUNTO DI PROPOSTA DEI SANTI DI PORDENONE

L’Adunata Alpini è occasione anche per la comunità cristiana di esprimere in Pordenone gioia e accoglienza a tantissime persone di ogni dove. E per mostrare loro i valori insiti nella tradizione di fede della nostra gente.
In tutti i luoghi di pastorale della città sono ospitati gruppi di alpini, occasione per lanciare dei messaggi di fede e comunque per mostrare le ricchezze prodotte dal cristianesimo nel nostro territorio a tanti che qui (crediamo!) mai più si vedranno. In particolare, nel perimetro esterno della chiesa del Beato Odorico in viale della Libertà viene allestito un Punto di proposta dei santi e beati figli della gente pordenonese. I comitati al lavoro da tempo per la promozione di queste figure mettono a disposizione pubblicazioni, opuscoli, santini, oggetti di devozione. Scopo: dilatare la conoscenza di personalità che, talune, non si possono dire locali, ma sono proiettate in ambiti addirittura internazionali. Oltre al grande francescano concittadino in Oriente e in Cina, Odorico da Pordenone, pensiamo al Beato Padre Marco “d’Europa”, il cappuccino che tanto difese la pace, come hanno fatto poi gli stessi alpini! Meno conosciuti ma da valorizzare sono il Beato Daniele d’Ungrispach (che fu podestà della città), nobile ricco di carità ai poveri, e la Venerabile Serafina Gregoris, suora francescana di Cristo Re nata a Fiume Veneto, fulgido esempio di fede e speranza nell’infermità.
Il “Punto proposta santi” è impreziosito dalla mostra di santini e immagini sacre che Silvano Gianduzzo, coadiutore salesiano del collegio cittadino “Don Bosco”, allestisce attingendo alla sua collezione ricca di ben 18.000 pezzi e che ovviamente non manca dei santi nostri, compresi i Martiri di Concordia e altri, quasi sconosciuti, santi anche se per loro nessuno ha pensato al processo di beatificazione.
Il “Punto proposta santi” è visitabile venerdì-sabato-domenica 9-10-11 maggio dalle ore 8 alle 21.

La parrocchia Beato Odorico e i comitati promotori dei “nostri” santi e beati ringraziano per la diffusione

7.11.2013

OLTRE CINQUANTA INTITOLAZIONI PUBBLICHE AL NOME DEL BEATO MARCO

Soddisfazione del Comitato per la causa di canonizzazione del Beato Marco per l’intitolazione decisa dall’Amministrazione provinciale del cortile interno del palazzo della provincia alla figura del grande cappuccino d’Europa, forse la personalità più importante generata nel territorio tra Livenza e Tagliamento. E’ stata accolta in tal modo la richiesta avanzata nelle settimane scorse dal Comitato presieduto da Giovanni Strasiotto, che tanto impegno profonde nella valorizzazione del cappuccino sia sul versante religioso che su quello culturale e dei contatti con le autorità pubbliche.

inauguraz Vigonovo
La foto documenta la più recente intitolazione a Padre Marco – a Vigonovo di Fontanafredda – di vie pubbliche deliberate dalle amministrazioni comunali nelle province di Pordenone e in altre del Friuli e Veneto in questi anni di lavoro. Questa significativa irradiazione del nome del cappuccino si deve all’ini ziativa intrapresa dal compianto padre Venanzio Renier, anima della riscoperta del Nostro, e alle sollecitazioni seguite in varie località. Attualmente le intitolazioni dal comitato conosciute coprono 52 comuni e sono occasioni di celebrazione sia religiosa che civile, che tanto bene fa all’espansione anche del culto al beato e alla sua causa di canonizzazione, la quale necessita di essere promossa in ogni dove.

Allegata FOTO INAUGURAZIONE PIAZZETTA ANTISTA

Visita dell’UTLE di Fiume Veneto ai luoghi di padre MArco d’Aviano

I soci dell’Utle di Fiume Veneto hanno partecipato a
due momenti formativi incentrati sulla figura del beato Padre Marco
D’Aviano. Il primo ha visto la esposizione storica di mons. Giancarlo
Stival dal titolo “Un personaggio della storia d’Europa: padre Marco
D’Aviano”. Il relatore si è soffermato a presentare le due dimensioni
dell’attività europea del cappuccino: quella diplomatica, abbracciata
per obbedienza al Papa, fu espressione del suo aderente apostolato. I
suoi viaggi nel cuore d’Europa iniziarono nel 1680 a scopo puramente
spirituale per la conferma della fede cattolica in tempo di difesa
dall’eresia protestante. Dopo tre anni inizierà l’impegno nella difesa
della libertà dei popoli oppressi dall’invasione dei Turchi che miravano
a Roma, cuore della cristianità. L’inizio fu clamoroso con una vittoria
a Vienna assediata, propiziata dal frate nonotante la netta inferiorità
delle forze di difesa riunite da Papa Innocenzo XI (Impero d’Austria,
Polonia, Baviera, Sassonia) e le divisioni interne fra i capi che
parevano insanabili e che padre Marco riuscì invece a comporre. Il
secondo momento ha registrato una visita ai luoghi dell’infanzia del
beato cappuccino in Pedemontana, sotto la guida di Gianni Strasiotto,
presidente del Comitato per la canonizzazione, e dello storico Walter
Arzaretti. Suggestivo il soprallogo al borgo medioevale di Castello
D’Aviano ed alle sue tre chiese. Sosta anche alla chiesa di Villotta,
che conserva preziose reliquie del beato, presente il già parroco don
Terziano Cattaruzza, artefice della riscoperta in loco del cappuccino:
nei suoi 17 anni di permanenza promosse importanti restauri e fece anche
erigere sul piazzale una statuta in bronzo, opera nel noto scultore
trevigiano, Giuseppe Gatto: la comitiva fiumana ha posato ai piedi di
questo monumento, unico in Italia. Al rientro accogliente sosta al
Santuario della Madonna del Monte, sopra Marsure.

vedi anche la descrizione della visita vedi articolo Gazzettino dd 29.10.2013

20131029_Il_Gazzettino_Padre_Marco[1]

 

UTLE Fiume Veneto - statua Padre Marco D'Aviano

VIAGGIO IN ISTRIA

Viaggio in Istria per i comitati promotori delle cause del Venerabile Egidio Bullesi e del Beato padre
Marco (presenti fra gli altri don Rosario Gozzo, parroco di Ramuscello, Gianni Strasiotto e don
Terziano Cattaruzza), motivato da diversi incontri . peosegue in :  Viaggio_in_Istria_per_cause_Bullesi_e_B_Marco_set_2013[1]

Incontro_con_card_Amato 1

CERIMONIE DEL DECENNALE

CONEGLIANO –  Memoria di Padre Venanzio 17 giugno 2013

VIENNA – Visita del Comitato alla tomba del Beato Marco – 26-28 aprile 2013